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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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KARL MARX ED IL SEGNO DI ZARRI

Adriana   Zarri  ed  io  abbiamo  conversato   ieri   intorno  alle  teorie  di  Karl  Marx,  secondo  il  quale  il  contenuto  della  mente,  le  idee,  i  desideri,  le  aspettative,  sarebbero    condizionati  preminentemente  dall'ambiente  sociale,  in  cui  l'uomo  si  trova  a  vivere  e  che  il     cambiamento   sostanziale  della  stessa  realtà,  in  cui  gli  uomini  vivono,   determinerebbe    in  modo  nuovo   anche  la  coscienza.

Stamani,  al  mio  risveglio,  Adriana  Zarri    mi    ha    voluto  spiegare,  di  sua  spontanea  volontà,   in  cosa  consiste   il  segno  di   Zarri,  la  voce,  che  sento  nella  mia  mente.

Me  lo  ha    palesato,   perché   ha  percepito   il  mio  timore,  che    possa  trattarsi   di  pure  e   mere  illusioni. 

Adriana  mi  ha  rivelato  che  la  sua  spirituale  presenza    dentro  di  me,  il   marchio   che   mi    segna   col  suo  nome,  è  l'eco  dei  miei  buoni  pensieri,  che   lei   mi   ritorna  amplificata  ed  arricchita  di  tante   ispirazioni.

Con  estrema  delicatezza   ho   risposto  ad  Adriana   che  qualcuno  già  sta  insinuando  che  io  abbia   le  traveggole   e   che  a  questo  punto   mi   vorrei    informare   se  nella  letteratura  psichiatrica  esista  una  malattia  mentale  definita  come  “ l'eco  dei  pensieri  ”.

Adriana  mi  ha   detto   che  le  sono  simpatico,  perché  sono  dotato  di    humor,  ma  che  questa  volta  l'humor   è   macabro.   Ha  aggiunto  che  non  devo  fare  le  esequie   ai   miei  pensieri,  che  sono,  loro  stessi,   un'eco,   un  riflesso  dell'immagine ,  che   ognuno  di  noi  porta  dentro  di  sé.  E'  un'immagine   parlante,  che  ci  chiede  di  porgerle  ascolto,  offrendole  la  nostra  disponibilità.  Chi  non  lo  fa,  chi  le  oppone  resistenza,  agisce  come    Karl  Marx,  che    tramite  il  suo  “ Il Capitale ”   ammutoliva   ed  immobilizzava  questa  eco,  degradando  i  suoi  pensieri  nella  realtà  sociale  ed  aggiornandoli   sine  die,   nell'attesa  di  pensare  solo  quando  sarebbero  mutate  le  condizioni  sociali.

Paradossalmente  però  il  capitale  è,  per  sua  natura,   un  bene  mobile  e  può  essere,  fra  l’altro,  anche  un  capitale  di  pensieri.

Adriana  Zarri   ha  detto  che   questo  è,  in  fondo,  quello  che  sta  facendo  la  nostra  sinistra  comunista,  che  non  crede  nella  spiritualità,   liquidandola    come   spiritualità  capitalista,   vivendo   così    solo  di  politica,  ostinandosi   a   non  riconoscere  nemmeno   all’umanesimo  marxista   la   sua spiritualità, che  sarebbe   capace  di   rivoluzionare   non   solo  la  nostra  Italia  ma  il  mondo  intero.

Per  Adriana  Zarri  la   spiritualità   non  è  faziosa  ed  è  apartitica. 

Sulla  gente,  pur  assetata di  spiritualità,  fa   così  più  presa  la  finta  e  meramente  terrena  spiritualità  di  una  maggioranza   di  governo  o  di  una  Chiesa  cattolica,  con  essa  connivente,  rispetto  all’assenza  di  spiritualità. 

Adriana  Zarri   ha  affermato  che   l’atteggiamento  di    chiusura  della  Chiesa  cattolica  di  Giovanni  Paolo  II  e  di  Papa  Benedetto  XVI   non   è  da  attribuire   al  fatto  che    ci  troviamo  a   vivere    in  una  società  capitalista,  bensì  perché  non   ci  si  mette  più  in  ascolto  dell'eco  di  quella  immagine  parlante,  che  si  trova  dentro  ognuno di  noi.,  precludendoci  così  anche  la  possibilità  di   dimostrare    la  nostra  disponibilità    all’ascolto   delle  immagini  supplicanti,  provenienti  dal    cuore   dei  poveri,  dei diseredati,  degli  indigenti,  dei  derelitti.     .

Sono  stati  costruiti   degli  spessi   pannelli  insonorizzanti   contro  questa  eco,  pur  di  non  sentirla  più, continuando  a  costruirci  sopra   sovrastrutture  su  sovrastrutture,  dal  soverchio   peso,  dalla  cui  cima   si   va  poi  a  diffondere  una  voce  in   falsetto,  declamante   tanti  dettami,   che  non  è   più  l’espressione   di    buoni  pensieri,  ma  il  loro   suono  distorto  e  falsato,   perché   i  pannelli  soffocano   gli   originari    buoni  pensieri.

Basterebbe  invece  origliarci  dentro  e  stare di  vedetta   davanti   all’uscita  dei  nostri  pensieri,  per  vederli    ritornare,   ricapitalizzati,   dopo  che  si  sono    tuffati    nella    straordinaria    riserva   aurea,     nostro  comune    patrimonio    spirituale,  ricevuto  in  eredità  perenne.  

Dalla  lezione  di  Adriana    ho  imparato  che  devo  fidarmi   del  suo  segno,  del  segno    di  Zarri,   che  udirò  fintanto  che  io   non  gli  opporrò  resistenza  o  non    deciderò  di  appiattire  la  mia  mente  e  di   non  essere  più  disponibile  a    porgermi    all'ascolto  della  voce,  che  mi  giunge  dal cuore  e dalla  mente  dell'umanità,  che  vive  accanto   ed  intorno  a  me,   un coro di  voci  oranti,  che   fanno  tutte  capo  ad  un  unico  maestro  di  coro. 

 

Riccardo  Fontana

 

 

 

 

 

 

Mina
Quando Tu Mi Spiavi In Cima A Un Batticuore
(1970)

 
Questa Cosa Chiamata Amore

Questa cosa
chiamata amore
che hanno tutti
e io non ho.
Forse un giorno,
forse un giorno
anche io saprò
lo saprò
che cosa è.
E allora credo
che rinascerò,
che nei miei occhi
tornerĂ  il sorriso
che una vera ragione
finalmente avrò
per poter
vivere anch'io,
per poter
ridere anch'io,
come voi,
di quella cosa
chiamata amore
che non ho avuto mai.
Questa cosa
chiamata amore
che io sento
dentro di me.
Io vorrei,
io vorrei
darla a te,
solo a te
se tu lo vuoi.
Allora credo
che rinascerò,
che nei miei occhi
tornerĂ  il sorriso,
che una vera ragione
finalmente avrò
per poter
vivere anch'io,
per poter
ridere anch'io,
come voi,
di quella cosa
chiamata amore,
chiamata amore
che non ho.
Questa cosa
chiamata amore,
questa cosa
che si chiama amore,
questa cosa,
questa cosa
che si chiama amore,
questa cosa
che si chiama amore,
questa cosa
che si chiama amore

 

 

 

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