Overblog Tutti i blog
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

Pubblicità

L'EX - ABATE SOSPESO A DIVINIS GIOVANNI FRANZONI

In  questa  Pasqua  2011,  oltre  a  rivolgere  il  mio  pensiero  a Padre  Gino  Burresi,  vorrei   dedicare  una  pagina  di  questo  blog  anche  a  dom  Giovanni  Franzoni,  sospeso  a  divinis  nel 1974.  Un  altro  perseguitato   per  motivi  politici   dalla  (in)curia  romana.

 

 

  Ric

 

 

(valerio gigante) - da Adista n.81 del 22 novembre 2008 -

  

GIOVANNI FRANZONI :

 

UN PROTAGONISTA DEL “SECOLO BREVE” DELLA CHIESA

  

        “Profeta autentico del nostro tempo”

                           Concilio e ritorno

 

         E certamente la vita di Giovanni Franzoni percorre tutto intero il “secolo breve” della Chiesa cattolica.

Nato a Varna, in Bulgaria, nel 1928, Franzoni trascorse l’adolescenza a Firenze. Nel 1950 entrò tra i benedettini, cambiando il suo vero nome - Mario - in quello di Giovanni Battista. Studente di teologia al Pontificio Ateneo di Sant’Anselmo di Roma, nel ‘55 venne ordinato prete. Dopo aver lavorato come insegnante di storia e filosofia nel collegio attiguo all’abbazia benedettina di Farfa, nel marzo 1964 venne eletto abate dell′abbazia di San Paolo Fuori le Mura e, in tale veste, partecipò come padre conciliare (era il più giovane) alle ultime due sessioni del Concilio Vaticano II.

         La stagione conciliare segnò profondamente l’esperienza spirituale e pastorale di Franzoni. Paolo VI  gli raccomandò esplicitamente di sostenere la riforma liturgica voluta dal Vaticano II ed egli aderì con entusiasmo, promuovendo le “Settimane di San Paolo”, giornate di studio – ogni 18 mesi – in cui esegeti cattolici, ortodossi e protestanti approfondivano, nell’ottica di un cammino ecumenico, allora agli albori, aspetti della vita e delle lettere dell’apostolo delle genti.

         Nel frattempo l’abate,  insieme ai confratelli ed alla comunità, iniziava ad interrogarsi su quale fosse il ruolo di un monastero che era sì “fuori” dalle mura, ma che doveva necessariamente collocarsi “dentro” la città e le sue contraddizioni.

         In quegli anni, Franzoni avviò così l′esperienza della Comunità cristiana di Base, in cui la lettura del Vangelo era calata nella realtà sociale e politica.

La forte connotazione progressista assunta dalla comunità portò presto Franzoni in rotta di collisione con le gerarchie ecclesiastiche.

         Fu un crescendo: prima l’opposizione al Concordato e alla guerra in Vietnam; poi la solidarietà con le lotte operaie del 1969-70 e il collegamento con le Comunità cristiane di Base che stavano nascendo in tutta Italia; infine, la lettera pastorale La Terra è di Dio, in cui si invitava la Chiesa ad avvicinarsi all’imminente giubileo (quello del 1975) riscoprendone le radici bibliche: la restituzione della terra ai poveri, la remissione dei debiti, la liberazione degli schiavi.

Il fascicoletto, distribuito come inserto speciale di Com, il settimanale della Comunità fondato nel 1971, fu letto anche in Curia: al Vaticano non piacque in particolare la denuncia delle compromissioni dell’establishment ecclesiastico con la speculazione edilizia a Roma.

Del resto, ormai da tempo Franzoni era sotto il tiro delle gerarchie: l’abbazia aveva ricevuto tre ispezioni e dom Giovanni era stato convocato in Segretaria di Stato da mons. Giovanni Benelli.

         Per ragioni non teologiche, ma squisitamente politiche, Franzoni fu così costretto, nell’agosto del 1973, a dimettersi dalla carica di abate.

         Fu poi sospeso a divinis nel 1974 per essersi pubblicamente espresso per la libertà di coscienza in occasione del referendum sul divorzio.         Successivamente, nel 1976, fu ridotto allo stato laicale per aver dichiarato la sua intenzione di voto a favore del Pci nelle elezioni politiche di quell’anno.

         Anche dopo i duri provvedimenti ecclesiastici emessi nei suoi confronti, Franzoni ha continuato ad essere testimone scomodo del suo tempo e segno di contraddizione per una Chiesa che – dopo i timidi segni di rinnovamento negli anni del post concilio – si è progressivamente richiusa in se stessa, assumendo un atteggiamento sempre più intransigente verso le voci “dissonanti”.

         Nel 1981 si è schierato a favore della libera scelta delle donne in occasione del referendum abrogativo della legge sull’aborto. Ha continuato, da allora, la sua attività di animatore delle Comunità di Base, impegnandosi contestualmente su moltissimi fronti, ecclesiali e politici.

 

         Un impegno che continua

                

         Attivissimo sui temi dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso, profondo conoscitore dell’Islam, delle religioni e della spiritualità orientale, teologo sempre alla frontiera (basti pensare alla sua posizione sull’eutanasia), Franzoni ha sempre coniugato l’impegno intellettuale con l’azione politica diretta: a favore del popolo palestinese (durante la festa si raccoglievano fondi per la costruzione di una centrale fotovoltaica ed eolica in un ospedale di Gaza), o del popolo iracheno, attraverso l’“Associazione amicizia Italia-Iraq. L′Iraq agli iracheni”.

         In ogni caso, ostinatamente dalla parte di quello che Marx definiva il “lato cattivo” della storia, e contro ogni “pensiero unico”, sia esso teologico, economico o politico. (valerio gigante) - da Adista n.81 del 22 novembre 2008 -

 

 

(Claude Monet “Campo di papaveri")

 

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post