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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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STERILITA' BIOLOGICA E STERILITA' SPIRITUALE : LA GELOSIA O INVIDIA DEGLI ALTRUI FIGLI

Come  sapete,  io  non ho  figli biologici.

Dopo  il  primo  anno  di matrimonio,  visto  che  i  tanto desiderati  rampolli  non  arrivavano,  una  volta  accertata  la  mia  sterilità,  dopo  aver superato  il  lutto,  e  dopo aver  atteso  i  tre  anni  previsti  dalla  legge riguardante  le  adozioni,  prima  di  poterne fare  domanda,  ci siamo  orientati verso  quella  strada  tortuosa  e sempre  in salita.

Nei  primi  tre  anni  di  matrimonio  eravamo  attorniati  da  famiglie con neonati  o  con  donne  incinte.

Sentire  attraverso  le  finestre  gli  urli  di  gioia  dei  novelli  genitori  alle  prese  con  i  loro  figli appena  nati  o  ancora  in  fasce  ti  fa  vergognare  della  tua  sterilità  e ti  senti  soprattutto   impotente  di  amare.

Ami  con  la  sofferenza  e  con  la  compassione nel  cuore,  verso  di  te  e  verso  la  tua  compagna,  che  deve  condividere con  te  questa  realtà.

Con  il  tempo  siamo  anche  riusciti  a  rallegrarci  delle  nascite  degli  altrui  figli.

Invece  una  cosa  mi  ha  fatto  sempre  molto  soffrire,  essere  escluso  dalla  cerchia  di  persone,  a  cui  veniva  comunicata  dai  colleghi  maschi,  per  esempio  in  ufficio,  la  gravidanza  delle  loro  mogli  ed  esserne  fatto  partecipe  invece  solo  a  nascita  avvenuta,  per  la  raccolta  di  denaro  per  il  regalo  da  fare  ai  novelli  genitori.

Oppure  quelle  persone  che  ti  dicono  :  "beati  voi  che  non avete avuto i figli " oppure  "avete  fatto  bene  a  non  farli."

Pur  avendo  ora  Fernando,  devo  ammettere  che  quando  apprendo  della  morte  del  figlio o della  figlia  di  qualcuno,  continuo  a  piangere  sul  nostro  lutto,  forse  perché  è  l'unico  modo  che  conosco   per  immedesimarmi  nell'altrui  dolore  e  rivivere  il  mio  lutto  di  15  anni  fa,  che  probabilmente  non  ho ancora  elaborato  e non  elaborerò  mai.

Forse  dovrei  avere  un  figlio  per  elaborarlo.

Penso  che  la  stessa  cosa  capiti  a  Padre  Gino  Burresi.

Anche  lui  vuole  elaborare  il  suo  lutto  ma  forse  non  lo  elaborerà  mai,  se  non  gli  si  consente  di  essere  riammesso  in  seno  alla  Chiesa.

Ed  ecco  che  anch'egli  prova  dei  sentimenti  di  dolore  e  di  sofferenza  nel  sentire  gli  urli  di  gioia  di  chi  sta  dentro la  Chiesa,  mentre  lui  non  è  nè  dentro  nè  fuori.

Ecco  che  cosa  mi  unisce  al  mio  caro  Gino,  la  mia  sterilità  biologica  e  la  sua  sterilità  spirituale,  l'assenza  di  tanti  figli  spirituali,  che  lui  vorrebbe  amare.

Caro  Gino,  adottami  come tuo  figlio  spirituale,  abbracciando  me  ti  faccio  abbracciare  tutta  la  comunità  ecclesiale,  quella  che  ti  vuole  bene  e  quella  che  non  comprende  il  male  che  ti  causa, ignorandoti  e  non  comunicandoti  tutte  le  gravidanze,  foriere  di  benedizioni  divine.

Gino,  ringrazio  Dio,  che  ci  ha  donato  te,  ti  amo  e,  anche  se  ce  li  avessi,  rinuncerei  a  tutti  i  miei  spermatozoi, per far  rinascere   te  dentro  la   Chiesa.

 

Riccardo

 

 

Mia MARTINI - PADRE DAVVERO
4 min - 21 nov 2009
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