Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
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La Mia Prima Neve.
La prima volta che ho visto cadere la neve, per qualche minuto a Siracusa, avevo circa otto anni e ricordo che faceva un gran freddo.
Era il periodo subito dopo Natale ma quella mattina io ero rimasta a casa perchè fuori c'era il gelo e mia madre, temendo un malanno, non aveva voluto mandarmi a scuola.
Mi trovavo in cucina, la mia stanza preferita da sempre perchè colma dei profumi a me più familiari. La mia mamma era intenta a cucinare mentre io giocavo con della pasta per pizza cercando, con le mie manine, di imitare i suoi sapienti movimenti , intenta com'era a dar forma all'impasto nelle teglie già oliate.
Ogni tanto, rabbrividendo, mi avvicinavo al forno per scaldarmi un pò, senza mai toccarlo per il timore di scottarmi. Andavo poi, verso la finestra e sollevando curiosa un lembo della tendina a quadretti bianchi e blu, mi divertivo a disegnare con il dito sulla condensa che via via andava formandosi sul vetro.
Durante una di quelle soste davanti al vetro appannato, proprio mentre stavo terminando il disegno di un fiorellino con tanto di farfalla delicatamente poggiata su esso... ecco che il mio sguardo venne attirato da qualcosa di bianco e all'apparenza soffice che aveva appena sfiorato il balcone.
Mi allungai sulle punte dei piedi e strizzai gli occhi per vedere meglio - eccone un altro ! - esclamai
Non feci in tempo a chiedere a mia madre cosa stesse accadendo che in breve, molti altri di quei batuffoli color latte iniziarono a cadere copiosi e ad avvolgere il mondo attorno a me di candida luce.
Difficile spiegare i pensieri che attraversarono la mia mente di bambina mentre da dentro le mura di casa potevo chiaramente udire le esclamazioni di stupore e gioia di quanti, per strada, erano stati sorpresi dall'inusuale nevicata.
Mi sentivo stranamente felice e chiesi tutta eccitata - posso toccare ? - Allora...mia madre uscì sul balcone, prese un pò di neve e me la portò.
Che sensazione strana. Che meraviglia...
Affondavo il dito in quella candida spuma, era cosi fredda ma non riuscivo a non sfiorarla.
L'annusavo, l'avvicinavo al viso per sentire il freddo alito che emanava sulle guance, ne provai il neutro gusto in punta di lingua.
Poco dopo, come è ovvio che accada, si sciolse e io ne fui rattristata...Cercai altrove ma ormai l'eccezionale evento era passato e la neve si era trasformata in rivoli e pozzanghere d'acqua chiara.
Per un attimo, un breve ed eterno momento, avevo tenuto fra le mie piccole dita un pezzetto di Cielo che cosi bello non ho mai più visto.
Ivana.