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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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LA PAURA DELL'ASCENSORE

Io  ho  tanta  paura  di  prendere  gli  ascensori,  non    tutti  però.

Ho  paura  di  quelli  ermetici,  che,  qualora  si  bloccassero  per  un  guasto  o   per  mancanza  della  corrente,  ti  danno  l’impressione  di  farti  morire  soffocato,  anche  se,  in  fondo, mi  hanno  detto  che un  po’ d’aria  è assicurata  per qualche  ora.

Sto  affrontando  questo  argomento,  perché  mi  serve  un  ponte,  ovvero  un  pretesto  per  parlare della  politica  e  dei  politici,  o  meglio  di  qualche  politico  in  particolare.

In  questo  contesto  non  ho  ereditato  proprio  quasi  nulla da  Adriana  Zarri,  che   invece  si  cimentava  in  discorsi  vertenti  sulla  politica  e  sui  politici.

Il  fatto  è  che  io  penso,  che allo stato attuale sia  solo tempo  perso  dedicarsi  alla  politica, in quanto,  a mio avviso,  in  seno  alla  Camera  ed  al  Senato  c’è  sempre  Niccolò  Machiavelli,  che  ispira  le  decisioni  con  il  suo   il  fine  giustifica  i  mezzi “ e  siccome l’antifona  e  la  premessa  non  mi  piacciono,  mi  astengo  e  ci  sto  alla larga, è come  combattere contro  i  mulini  a  vento.

Sicuramente  sono attaccabile per  le  mie  prese di  posizione, ma  ho  troppo  l’impressione  che  lo  status quo  resterà  tale.  Spero  di  sbagliarmi.

Di  solito  decido  di  intervenire,  solo  quando  si  tratta di  vita o di  morte dell’anima  di  un certo politico.  In  questo caso mi  prendo cura  dello stato  del  moribondo  o  del  condannato a  morte o del  despota  o  del  donnaiolo,  ma  lo  faccio più  che  altro  per  aiutarlo  a  salvargli  l’anima.

La  letterina,  da  me   inviata  mesi  fa  all’Onorevole  Silvio  Berlusconi,  riportata  anche  in  questo  blog,  non    ha  sortito alcun  effetto.  Anch’io  gli avevo  consigliato  di  mollare  tutto  e  non  solo,  gli  avevo  anche  suggerito  di  ritirarsi  in  un  monastero. Prima di lui  c’è  stato già un  precedente,  dove  il  ritiro  ha  portato   frutti duraturi.

Vista  la  situazione  di  immobilità  perdurante  in seno  al   Parlamento,  quasi  questo  si  fosse  autocostretto  in  una  camicia  di  forza  o in  un  busto ortopedico  rigido,  tipo quello indicato  a  chi  soffre  di  scoliosi,  per  sopravvivere  di  fronte  ai  continui  impulsi    di  rinnovamento,  provenienti  dall’esterno  e  quindi  dal  popolo  manifestante contro  il  governo  e   principalmente  contro l’attuale  Presidente  del  Consiglio,  ho  deciso di  tornare alla  carica,  non tanto con  uno dei  sermoni  domenicali, quanto  con  in  mano  un  manuale   d’istruzione  per  il  superamento delle paure e delle  fobie.

Se  si  vuole  mettere  fuori  combattimento  il  premier Silvio  Berlusconi,  si  dovrebbero analizzare  le  sue paure  e  le sue  fobie,  facendo di  tutto,  per  incutere  in  lui  quelle  paure,  che nemmeno  un  manuale  qualificato  di gestione  delle fobie    potrebbe  aiutarlo  a  venirne  a  capo.

Ad  esempio,  se  uno  ha  paura dell’ascensore  e  il  suo ufficio  si trova  al  ventesimo piano,  farebbe  di tutto per  cambiare  ufficio  ed  incarico,  a  meno  che  non accetti  di  farsi  quaranta e  più  piani  al  giorno  a  piedi  o  che qualcuno  non gli  metta  a  disposizione  una  sedia gestatoria,  da  far gravare  sulle spalle dei  suoi  irriducibili,  che  potrebbero  poi,  comunque,  rivendicare  nei  confronti  dello  Stato italiano un  indennizzo,  facendo  causa  di  servizio  per  i  danni  fisici  riportati.

E’  stato  detto  che   il  premier avrebbe  paura  delle donne,  ma,  a  quanto  pare,  questa  è una paura,  che  egli sarebbe  sempre  riuscito a  superare,   frequentandole  le  donne.  E  parrebbe che  la  frequentazione  delle  minorenni  gli  abbassino   addirittura  il  livello  di paura. Per  cui,  secondo me  sarebbe stato  tempo  perso  la  manifestazione di ieri  da  parte  delle donne,  perché  tante  donne  messe  insieme lo  avrebbero,   per  così  dire,  rafforzato nella  sua  posizione  di  forza.  La  sperata  spallata  non  ci  sarà ,  nonostante  tutta  l’eco   anche sui  giornali  esteri.

Bisognerebbe sapere  magari  dalla  moglie,  dalla  signora  Veronica, di quale  paura soffre  il Signor  Silvio  Berlusconi.

Quando  frequentavo  la  scuola  media  a  Roma, avevamo  un compagno di  classe,  un  ragazzone  grande e grosso,  che  letteralmente  cadeva  in catalessi,  se  gli  soffiavamo   addosso  una  piuma  di  uccello.

Il  nostro  premier  Silvio  Berlusconi soffrirà  di  qualche fobia,  insuperabile.  Bisogna  indagare  e una  volta  identificata la  sua  paura  irresistibile, sarà  fatta.

Circa  un  anno  fa,  inviai  ad  un  giornale  una  lettera,  che  non  fu  mai  pubblicata,   dove   descrivevo  una  scena,   da  me  immaginata,  in  un  momento d’ispirazione.  Vedevo  una  grande  stanza   con  un   lettino  ed  una  poltrona.  

Capii  solo  più  tardi  che  si  trattava  di  uno  studio  medico,  dove  il  lettino  era  quello   dello  psicanalista, sul quale  era    sdraiato   l’Onorevole  Silvio  Berlusconi.  

Rimasi  meravigliato  quando, solo  alla    fine,   realizzai  che    la  sua   psicoterapeuta   era   niente  popò  di   meno  che     l’Onorevole    Rosy   Bindi.

Pur  essendo  questa  una  donna,  credo  che  ella  sia  l’unica  donna  in  Italia,  che  potrebbe  in  effetti  rivelarsi  la  persona  con  l’asso  nella  manica,  per spodestare  definitivamente  il  premier,  perché  sono  più  che convinto che lui  ha tanta,  ma  tanta    paura  di   lei,  anzi   ne  è   proprio  terrorizzato.  Non  so  se  i  due  abbiano  mai  preso un  ascensore  assieme.

Mi  immagino  il  coccolone,  il  colpo  apoplettico  che  verrebbe   all’Onorevole  Silvio  Berlusconi,  qualora  l’ascensore  ermetico  si  bloccasse  improvvisamente,  per  un  guasto  e   per  mancanza  della corrente,  rimanendo  da solo e  al  buio  in   compagnia  della  Signora  Rosy  Bindi !

Eppure  solo  così  posso  sperare  che   egli   si   salvi   l'anima.

 

 

Riccardo  Fontana

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