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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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LE DISGRAZIE NON VENGONO MAI DA SOLE

Lo  sapevate  che  le  disgrazie  non  vengono  mai  da  sole ?  Io  posso  annoverare  fra  le  mie  malattie  anche  la  psoriasi,  che  mi  ha  preso  la  testa,  anzi  me  l'ha  fatta  proprio  perdere, essendo  nel  mio  caso -  e  tengo  a  precisarci -   di  natura  psicosomatica.  Dopo  dieci  anni  di  psicoterapia,  la  malattia  si  è  addirittura  consolidata  e  ben  attecchita. Credo  che  non  potrò  mai  vederla  stecchita,  lo  potranno  però  vedere  gli  altri,  quando  sarò  definitivamente  morto.  Solo  allora  sarà  debellata.  Che  soddisfazione ! 
 Riccardo

Corriere della Sera >

mi spieghi dottore

 

Il sole fa bene per la psoriasi?

 

Raggi salutari per la cute, ma solo se presi con cautela

 

. MILANO- Alla vigilia delle vacanze molte persone affette da psoriasi non vedono l'ora di sdraiarsi al sole per vedere migliorare le proprie "chiazze". «L'esposizione solare può essere un valido alleato, ma non un sostituto delle cure tradizionali — spiega Andrea Peserico, direttore della Clinica Dermatologica dell'Università di Padova e Presidente della Sidemast (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse) —. Del resto una delle cure per la psoriasi, la fototerapia, si basa sulla parte "buona" dei raggi ultravioletti. Il sole va però preso con precauzione per evitare scottature ed eritemi, senza dimenticare che una piccola quota di casi di psoriasi (circa il 5%) peggiora con una eccessiva esposizione solare».

Qual è la causa della psoriasi?

«La psoriasi esiste in diverse forme. La più comune (80% dei casi) è la psoriasi volgare, caratterizzata da chiazze arrossate a limiti netti, rivestite da squame biancastre sfaldabili. Non è contagiosa ed è conseguenza di un'accelerazione del ricambio delle cellule della pelle, sostenuta da fenomeni immunitari e infiammatori. I fattori che attivano questo processo sono in gran parte sconosciuti, ma sono assodate una predisposizione genetica e l'influenza di alcuni fattori di rischio ambientali, che possono incidere sul decorso della malattia, fra questi: fumo, abitudini alimentari, sovrappeso, stress importanti, alcune infezioni e alcuni farmaci (litio, beta-bloccanti)».

Che cosa comporta la psoriasi?

«È una malattia cutanea, ma tra le persone che ne sono affette c’è un'elevata frequenza di condizioni concomitanti, anche se non sono ancora chiari i fattori coinvolti. Tali condizioni si manifestano in genere a distanza di anni dall'esordio della malattia cutanea e non riguardano tutti i malati. Le principali sono: artrite psoriasica, malattie metaboliche e cardiovascolari (aumento di colesterolo e trigliceridi, aumento del rischio di diabete e di infarto). Vanno poi menzionate le ricadute negative sulla qualità della vita, legate all'impatto visivo della malattia che può pregiudicare i rapporti interpersonali. Conoscere e individuare queste condizioni è fondamentale per valutare meglio il "peso" della malattia psoriasica e adottare strategie di gestione multidisciplinari».

Quali sono le cure possibili oggi?

 «Nei casi più lievi si hanno buoni risultati con trattamenti locali (come creme a base di derivati della vitamina D, cheratolitici e cortisonici). Nelle forme medio-gravi si opta per medicinali da assumere per bocca come ciclosporina, metotressato e acitretina. In alcune forme è indicata la fototerapia (con particolari lampade Uvba banda stretta o Puva). Infine, nei pazienti che non rispondono a queste terapie o che presentano controindicazioni al loro utilizzo, può essere preso in considerazione l'utilizzo dei nuovi farmaci biologici che, anche nelle forme più gravi, possono ottenere ottimi risultati».

Antonella Sparvoli
26 luglio 2011(ultima modifica: 27 luglio 2011 10:23)

 

 

www.youtube.com/watch?v=FO3zPyksBFM4 min - 9 gen 2009 - Caricato da irkosmin
01 - Jesto - Malato. ...
Pianeta Donna

 

La psoriasi è una malattia cronica e non contagiosa della pelle che in Italia colpisce circa due milioni e mezzo di persone. Generalmente si presenta sotto forma di chiazze e placche rosse, ricoperte da squame biancastre localizzate soprattutto nelle ginocchia, nella regione sacrale, nei gomiti, nelle mani, nei piedi e nel cuoio capelluto. La malattia può insorgere a qualsiasi età ed ha la stessa incidenza nei due sessi.

Considerando le numerose forme sotto le quali si può presentare, non è corretto parlare di psoriasi come di un'unica patologia. La dimensione delle singole chiazze, per esempio, è estremamente variabile (da pochi mm fino a diversi cm) così come la forma, la localizzazione, l'evoluzione e la tonalità di colore.

La forma più frequente è la psoriasi volgare o a placche che insorge generalmente in età adulta con piccole chiazze rosse che con il passare del tempo tendono ad ingrandirsi. La malattia ha un andamento cronico recidivante, ovvero è soggetta ad attenuazione, regressione e ricomparsa dei sintomi.

La psoriasi del cuoio capelluto, spesso confusa con la dermatite seborroica, si caratterizza per la presenza di chiazze che rimangono localizzate sullo scalpo senza estendersi alle altre parti del corpo. Questa forma di psoriasi non è in alcun modo correlata alla caduta dei capelli ma, soprattutto nei soggetti più nervosi, è causa di un prurito intenso e fastidioso.

Esistono poi numerose altre forme che interessano zone diverse del corpo come la psoriasi palmo plantare che coinvolge i palmi delle mani e le piante dei piedi, la psoriasi ungueale che interessa le unghie, la psoriasi oculare e la psoriasi delle pieghe che coinvolge la piega interglutea, la piega inguinale e l'area genitale in genere.

La psoriasi artropatica, che colpisce circa il 20-30% dei pazienti, è una delle varianti più gravi della malattia. Questo tipo di psoriasi, simile per certi aspetti all'artrite, interessa soprattutto le articolazioni distali e può estendersi anche allo scheletro assile.

Difficoltà masticatorie, gonfiori (dita a salsicciotto) e dolori a mani e piedi sono i sintomi più comuni del coinvolgimento articolare.

La psoriasi guttata, caratterizzata da piccole chiazze che assomigliano a gocce è la forma più frequente nell'infanzia e nell'adolescenza. Tuttavia, in questa fascia di età il rischio di sviluppare la malattia è inferiore rispetto all'adulto.

Nella psoriasi eritrodermica tutto il corpo si presenta arrossato ed infiammato. Questa patologia è particolarmente invalidante per il paziente ed in molti casi richiede il ricovero ospedaliero. Analogo discorso per la psoriasi pustolosa, un'altra forma molto grave che si associa a febbre, malessere, parestesie e sensazioni di bruciore.

Non sempre tutte queste varianti della psoriasi sono ben definite e spesso nello stesso paziente sono presenti più forme cliniche della malattia.

Psoriasi: cause e fattori di rischio

La psoriasi è una patologia multifattoriale che deriva dall'interazione tra numerosi fattori predisponenti. Non è quindi possibile determinare con certezza un'unica causa di origine anche se, nella maggior parte dei casi, la componente genetica e lo stress giocano un ruolo importantissimo.

La psoriasi è infatti una malattia a predisposizione plurigenica, cioè correlata ad informazioni presenti su più geni. Per questo motivo i figli di un genitore affetto da psoriasi, hanno una maggiore probabilità (ma non la certezza) di sviluppare la patologia.

La famigliarità o la predisposizione genetica non sono tuttavia in grado di scatenare da sole la psoriasi. Affinché la malattia si manifesti devono infatti intervenire altri fattori scatenanti, come ad esempio un intenso stress psico-fisico.

La psoriasi è dunque una malattia psicosomatica. Per dimostrare tale relazione un professore americano studiò a lungo due gemelli omozigoti, caratterizzati cioè dallo stesso corredo genetico. Mentre il primo dei due fratelli, impiegato di banca, era pesantemente affetto da psoriasi, il secondo, insegnante di surf, non presentava alcuna traccia della malattia.

Anche se a proposito non esistono studi specifici e confermati, nella maggior parte dei casi si registra un peggioramento della malattia in coincidenza di un lutto o di momenti particolarmente tristi della propria vita. Al contrario la gravidanza, vista dalla maggior parte delle donne come un momento di estrema felicità, spesso si accompagna ad una regressione dei sintomi.

Non dobbiamo tuttavia dimenticare che anche lo stress fisico, al pari di quello psicologico, può favorire l'insorgenza o l'aggravarsi della malattia. Per questo motivo la psoriasi può comparire o peggiorare anche in seguito a traumi, interventi chirurgici ed in genere in tutte quelle situazioni in cui l'organismo è debilitato (infezioni, malattie ma anche cattiva alimentazione, farmaci, abuso di fumo, alcol ecc.). Il fumo è un fattore di rischio importante soprattutto in alcune forme di psoriasi ed anche l'alcol, essendo un potente vasodilatatore, può scatenare od aggravare la malattia.

Curare la psoriasi

L'estrema varietà di forme cliniche presuppone interventi terapeutici diversi e personalizzati in base al tipo ed alla gravità dei sintomi. Non è quindi possibile stabilire a priori l'efficacia di una cura, anche perché ciò che potrebbe essere utile in un caso potrebbe essere inefficace in un altro. Solo un corretto ed approfondito esame diagnostico potrà dunque stabilire il rimedio più efficace per curare la psoriasi (fototerapia).

Fortunatamente, qualsiasi sia il risultato dell'esame,  i medici hanno oggi a disposizione farmaci e terapie in grado di curare la patologia nella stragrande maggioranza dei casi. Purtroppo però gli attuali presidi terapeutici non consento di guarire completamente dalla malattia ma si limitano a  a curarla spegnendone l'attività.

Proprio per questa sua cronicità, la psoriasi necessita di una cura costante e regolare come avviene per altre malattie quali il diabete e l'ipertensione. Nonostante l'apparente guarigione è inoltre utile effettuare controlli specialistici periodici, sia per cogliere sul nascere eventuali complicanze, sia per accertarsi che la cura intrapresa sia priva di effetti collaterali.

Accanto all'uso dei medicinali tradizionali, negli ultimi anni sono stati introdotti i cosiddetti "farmaci intelligenti", che si sono dimostrati particolarmente efficaci quando le altre terapie non funzionano o sono controindicate. Questi farmaci biologici, ottenuti tramite la tecnica del DNA ricombinante permettono di affrontare con una eccellente probabilità di successo anche le forme più gravi della malattia.

La ricerca farmacologica, in continua evoluzione, ha inoltre condotto alla scoperta di farmaci specifici per curare le forme più lievi di psoriasi limitando al massimo gli effetti collaterali. Le creme a base di cortisone, per esempio, sono spesso sostituite da preparazioni più innovative, sostanzialmente prive di effetti collaterali a lungo termine .

Nei casi di minore gravità si impiegano farmaci topici, ossia applicati localmente come creme, pomate o lozioni. Premesso che nessuna di queste funziona nel 100% dei casi, la scelta del prodotto più adatto spetta esclusivamente al dermatologo che agirà in base al profilo del paziente che ha in cura.

Per aumentare l'efficacia di questi prodotti, specie nelle zone in cui la pelle è più spessa si utilizza la cosiddetta tecnica occlusiva. In pratica viene favorita l'apertura dei pori applicando un impacco di cellofan sulla pelle migliorando in questo modo la penetrazione del farmaco nella cute.

Il sole è un alleato prezioso nella cura di molte forme di psoriasi. Particolarmente utile nelle varianti più comuni della malattia (psoriasi a placche), per essere realmente efficace l'esposizione solare deve tuttavia rispettare canoni ben precisi.

Innanzitutto i raggi solari devono colpire direttamente la cute ammalata e per tal motivo la fototerapia è molto poco efficace nella psoriasi del cuoio capelluto. Il sole deve inoltre essere "preso" per un periodo sufficientemente lungo (almeno 2-3 settimane), poiché il sole preso durante il weekend non porta vantaggi consistenti.

E' inoltre importante esporsi al sole con gradualità in quanto una scottatura potrebbe aggravare ulteriormente la patologia. Per questo motivo si consiglia di evitare l'esposizione al sole nelle ore più calde proteggendo le aree non malate con opportuni filtri solari.

L'abbronzatura artificiale è ugualmente, se non addirittura più efficace della tradizionale soprattutto se svolta all'interno di centri specializzati nella cura della psoriasi.

Oggi la tecnica più utilizzata sottopone il soggetto ai raggi UVA dopo la somministrazione di pastiglie fotosensibilizzati che ne aumentano l'efficacia terapeutica. Recentemente è stata introdotta una tecnica particolarmente selettiva basata sugli effetti benefici dei raggi UVB a banda stretta che non prevede l'utilizzo di farmaci fotosensibilizzanti.

La terapia ad UVA standard prevede la sottoposizione a 3/4 sedute settimanali per un totale di 20 22 incontri da effettuare in circa 1 mese e mezzo. La terapia basata sugli UVB a banda stretta richiede invece periodi più lunghi (circa 3 mesi) in quanto la risposta all'azione terapeutica è più lenta.

Non bisogna inoltre dimenticare che oltre alle terapie mediche la semplice riduzione dello stress giova moltissimo al paziente. Per questo motivo è bene concedersi ogni tanto dei momenti di relax e svolgere regolarmente attività fisica per scaricare le tensioni quotidiane.



youtube.com4 min - 15 mag 2010 - Caricato da aSTaFaNaMaNaWa
[rit.] Non si può entrare nella mia testa Nella mia nella mia nella mia testa Voglio festeggiare come se è la mia festa Come se ...
 

 

LO SAPEVI CHE: in fitoterapia mirto, bergamotto, camomilla, geranio, ginepro, lavanda, sandalo, melissa, mirra e carota vengono utilizzati per combattere la psoriasi


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