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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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LE PUNTURE DI FELICITA' NON FANNO MALE

 

 

http://frafiori.wordpress.com/tag/racconto-capodanno/

 

Racconto di Capodanno

di

Francesco Fiori

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Se solo avesse saputo prima che

sarebbe andata di nuovo così, probabilmente Stella non avrebbe bevuto tutto il succo d’ananas quella sera e avrebbe detto sì a quel rompipalle di Paolo che voleva portarla alla pizzeria Miramare con gli altri, come ogni anno.

Invece aveva sperato fino all’ultimo che il maledetto telefono avrebbe squillato e la serata sarebbe diventata scintillante e fantastica come in un film di Hollywood ma niente. Erano già le dieci ormai e tutti erano già a cena con le bottiglie in fresco e le mutande rosse addosso.

Versò l’ultimo bicchiere di succo d’ananas rimasto e risedette sul divano, la radio mandava un vecchio pezzo di Fats Domino che lei nemmeno sapeva chi era ma le faceva dondolare la testa e aumentava ancora di più la voglia di essere felice che non riusciva a togliersi di dosso.

Il telefono era sul tavolino davanti al divano e la tv accesa ma senza volume, giusto per vedere l’ora e capire quanto manca per festeggiare l’ennesimo capodanno così e questa volta non avrebbe nemmeno potuto dare la colpa a Paolo che di sicuro se la stava spassando più di lei in quella pizzeria di quart’ordine.

Stella aspetta, anche l’ultimo bicchiere di succo è finito, e mentre tira su le gambe e si accoccola nella coperta si chiede perché non succeda proprio nulla, perché il destino non bussi alla porta e tanto meno le telefoni. La tv dice che manca solo mezzo’ora a mezzanotte e la voglia di felicità non accenna a spegnersi mentre le canzoni alla radio si fanno più movimentate.

Decide di chiudere un po’ gli occhi e aspettare la felicità così, avvolta in una coperta con gli occhi chiusi, le sembra una buona posizione per convincerla a venire. Le basterebbe poco in fondo, una telefonata, un’auto che viene a prenderla e qualche ora con qualcuno che ama e che si ricorda di amarla.

Sullo schermo scatta la mezzanotte mentre Stella ancora aspetta con gli occhi chiusi, poi  l’infermiera la scrolla nel solito modo sgraziato, è ancora più incazzata stasera perché le tocca lavorare a copodanno. Dice: “Stasera festa, puoi prendere le pastiglie con un po’ di prosecco.” Appoggia un bicchiere di plastica e le pastiglie sul tavolo. “Se quando torno non le hai prese mi arrabbio. Ah, buon anno.”

Stella non ha nemmeno aperto gli occhi, è sempre ferma lì ad aspettare, mentre in tv i vip ballano e in radio c’è il solito pezzo di John Lennon. Alla fine apre gli occhi, prende le pastiglie e annusa il prosecco, arriccia il naso e riappoggia il bicchiere. Forse l’anno prossimo andrà di nuovo in pizzeria con gli altri dell’ospizio, così Paolo sarà contento.

www.youtube.com/watch?v=BgAWWJE75_I
Apr 20, 2011 - Uploaded by benny9777



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