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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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LETTERA A GIOVANGUALBERTO CERI - OGGETTO : DANTE E FRANCESCO FIORETTI

 

Wednesday 20 july 2011 3 20 /07 /Lug /2011 09:15
Il povero Ceri non avrebbe nemmeno tutti i torti: il quadro astrale della Commedia sembrerebbe davvero indicare il 1301. Senonché nel 1301 Cavalcanti era morto e Dante invece ci dice che, al momento del suo viaggio, era vivo. Questo basta a tagliare la testa al toro. Quanto poi alle sue elucubrazioni sulla Vita Nova, è lì che proprio non riesco a seguirlo: si sarebbe, il povero Dante, nuovo Pigmalione, inventato una donna, con tanto di date di nascita e di morte, che invece sarebbe il suo angelo custode. Che gli appare nuda tra le braccia d'Amore, che spia in chiesa e incontra poi a una festa di matrimonio, che piange alla morte del padre (si sa che gli angeli piangono sempre alla morte dei loro padri), e così via. Penso che l'unica terapia, per Ceri, sarebbe quella di leggersi una volta la Vita Nova: prova a dirglielo. Quanto a te: sei in buona compagnia, nel mio romanzo racconto la storia del più grande sognatore di tutti i tempi (hai capito chi, inutile ripeterne il nome).
Commento n°2 inviato da Francesco Fioretti oggi alle 10h45
Grazie  Francesco  del  commento.

Caro  papà  Giovangualberto,  mi  permetta  di  esordire  così,   visto  che  Lei,  con  mia  grande  sorpresa,  mista  a  gioia,  mi  ha  definito  il  Suo  figliuolo.

 

Le  premetto  che  anch'io  sono  come  Lei,  riconosco  i  miei  peccati,  ma  a  differenza  di  Lei,  io  mi  pento,  salvo  poi  ricommetterli  di  nuovo.

 

Carissimo  Giovangualberto,  Lei  ha  trovato  finalmente  il  pane  per  i  Suoi  denti.  Non  so  se  i   denti  siano  ancora  quelli  Suoi  o  abbia  la  dentiera  e  inoltre  mi  domando  se  Le  siano  mai  cresciuti  quelli  del  giudizio.

 

Ad  ogni  modo  due  secondi  fa  ero  in  procinto  di  scriverLe,  per  chiederLe  se  le  date,  da  Lei  scoperte,  riguardo  alla  datazione  della  Divina  Commedia  dantesca,  siano  scientificamente   dimostrate  o  debbano  invece  considerarsi  solo  mere  teorie,  come  affermato   2  giorni  fa  dallo  scrittore  Francesco  Fioretti,  ma  poi    mi  sono  accorto,  sempre  qualche  secondo  fa,  di  aver  ricevuto  un  nuovo  commento  proprio  da  quel  pezzo  di  pane,  che  metterà  a  dura  prova  i  Suoi  denti,  che  è  appunto  l'amico  scrittore  Francesco  Fioretti.

 

Sarà  telepatia  o  un  misterioso  triangolo  di  echi  dei  nostri  pensieri ?

 

Caro  Giovangualberto,  se  deciderà  di  rispondere,  accettando    le  nostre  provocazioni  e  costruendo  così  il  triangolo,  La  prego  di  comporre  frasi  chiare,  grammaticalmente  corrette  e  che  abbiano  un  senso   logico  e  compiuto  e  di  non  parlare  a  ruota  libera,  perché  quella  ruota  puo'  comportarsi  come  un  boomerang  e  ritornare  al  mittente  con  effetti  disastrosi.

 

Se  già   stiamo  assistendo   ad  un  disastro,  cosa  ne  sarà  di  Lei  con  un  disastro  al  quadrato ?

 

E'  evidente  che non  sto  lanciando  il  sasso,  nascondendo  la  mano,  bensì   accetto di   far  parte  integrante  del  triangolo.  Non  voglio  essere  quello  che  gode  fra  i  due  litiganti. 

Riccardo

 

www.youtube.com/watch?v=zwpjBxDzqr04 min - 13 mag 2006 - Caricato da grabbies200
Renato Zero back in 1978 rocks an outfit to die for.
 

 

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Oggi 15 agosto 2013 è la festa di Santa Maria Assunta in Cielo: una festa liturgica di sapore cristano-orientale e medievale, come ricorda anche Charles Journet, tanto apprezzata anche da papa<br /> Celestino V, cioè da Pietro dal Morrone (cfr. Basilica di Collemaggio a l’Aquila), ed oggi assai molto dimenticata. Per rilanciarne la bellezza e l'importanza sarebbe sufficiente che fosse permessa<br /> dal VATICANO la giusta interpretazione da dare al capitolo II, del trattato secondo, primo capoverso, del CONVIVIO di Dante: e questo anche stimolando a farlo il Cardinale Presidente della<br /> prestigiosa “CASA DI DANTE IN ROMA”. Perché no…?<br /> Se fosse permessa la giusta interpretazione da dare al citato passo del Convivio (II, II, 1 e II, XV, 12) risulterebbe che la qualificantissima scienza medievale della MORALE FILOSOFIA, la scienza<br /> dei PROFETI, posta da Dante nel nono cielo Cristallino, acqueo e di Maria, apparve a Dante proprio il 15 AGOSTO 1293, per la festa di SANTA MARIA ASSUNTA IN CIELO, e non dunque il 21 agosto 1293<br /> come tutti gli esegeti più o meno erroneamente asseriscono per non essere stati in grado di fare bene i calcoli. Da qui il rilancio liturgico del 15 AGOSTO in generale: cioè attraverso Dante.<br /> Scrive così Dante: "Cominciando adunque, dico che la stella di Venere due fiate rivolta era in quello suo cerchio che la fa parere serotina e mattutina, secondo diversi tempi, appresso lo<br /> trapassamento di quella Beatrice beata che vive in cielo con gli angeli e in terra con la mia anima, quando quella gentile donna (LA MORALE FILOSOFIA CRISTIANA fondata sulla pagana FILOSOFIA di<br /> PITAGORA), cui feci menzione ne la fine de la VITA NUOVA (Vita Nuova, XXXV, 2), parve primamente, accompagnata d'Amore a li occhi miei, e prese luogo alcuno ne la mia mente (Convivio, II, II, 1).<br /> Della giusta interpretazione da dare al citato passo, la mia qualificantissima scoperta di cui è a conoscenza anche don Lorenzo Lavatori docente di Teologia Dogmatica all’Urbaniana. Il problema è<br /> abbastanza semplice, se interessa rilanciare la LITURGIA CRISTIANA. Per stabilire il giorno liturgico in cui la “gentile donna giovane e bella molto” (Vita Nuova, XXXV, 2) simboleggiante la<br /> predetta scienza medievale della Morale Filosofia (Convivio, II, XIV, 14), apparve a DANTE, è sufficiente calcolare con precisione quando Venere ritornò, per la seconda volta, ad avere la medesima<br /> esatta ELONGAZIONE (distanza dal SOLE) che aveva al momento della morte di Beatrice avvenuta l’8 giugno 1290. Quando l’8 giugno 1290 (alle 19h.50’ circa) morì Beatrice Venere aveva 14°.13’ di<br /> elongazione occidentale al Sole: il fenomeno è scientificamente oggettivo. Quando ritornò ad avere la medesima elongazione, 14°.13’ occidentali, per la seconda volta era il 15 agosto 1293 (alle<br /> 19h.00’ circa). Provare per credere. L’errore degli esegeti è stato qui di aver proceduto grossolanamente aggiungendo alla data dell’8 giugno 1290, i fatidici 1168 giorni che è il tempo medio<br /> impiegato da Venere per fare due rivoluzioni: ma il tempo medio, che conduce al 21 agosto 1293, non corrisponde affatto a quello impiegato realmente dal giugno 1290 all’agosto del 1293 e che<br /> conduce al 15 agosto 1293 e, da qui, il grave errore che incide anche sul giorno liturgico. Io è da vent’anni che mi meriterei un premio anche LITURGICO, e invece tutte pedate negli stinchi. Chi sa<br /> cosa dirà il mio amico Mons. Enrico Bartoletti di la su, forse quasi papa se non fosse morto (?) prima del suo grande amico PAOLO VI. E pensare che io, con la mia scoperta, ho semplicemente tentato<br /> di difendere la nostra SACRA TEOLOGIA LITURGICA come comanda la Costituzione conciliare SACROSANCTUM CONCILIUM sulla SACRA LITURGIA del 4 dicembre 1963. Evviva il silenzio del VATICANO !!! Vedremo<br /> se andrà molto lontano. F.to GIOVANGUALBERTO CERI
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Oggi 15 agosto 2013 è la festa di Santa Maria Assunta in Cielo: una festa liturgica di sapore cristano-orientale e medievale, come ricorda anche Charles Journet, tanto apprezzata anche da papa<br /> Celestino V, cioè da Pietro dal Morrone (cfr. Basilica di Collemaggio a l’Aquila), ed oggi assai molto dimenticata. Per rilanciarne la bellezza e l'importanza sarebbe sufficiente che fosse permessa<br /> dal VATICANO la giusta interpretazione da dare al capitolo II, del trattato secondo, primo capoverso, del CONVIVIO di Dante: e questo anche stimolando a farlo il Cardinale Presidente della<br /> prestigiosa “CASA DI DANTE IN ROMA”. Perché no…?<br /> Se fosse permessa la giusta interpretazione da dare al citato passo del Convivio (II, II, 1 e II, XV, 12) risulterebbe che la qualificantissima scienza medievale della MORALE FILOSOFIA, la scienza<br /> dei PROFETI, posta da Dante nel nono cielo Cristallino, acqueo e di Maria, apparve a Dante proprio il 15 AGOSTO 1293, per la festa di SANTA MARIA ASSUNTA IN CIELO, e non dunque il 21 agosto 1293<br /> come tutti gli esegeti più o meno erroneamente asseriscono per non essere stati in grado di fare bene i calcoli. Da qui il rilancio liturgico del 15 AGOSTO in generale: cioè attraverso Dante.<br /> Scrive così Dante: "Cominciando adunque, dico che la stella di Venere due fiate rivolta era in quello suo cerchio che la fa parere serotina e mattutina, secondo diversi tempi, appresso lo<br /> trapassamento di quella Beatrice beata che vive in cielo con gli angeli e in terra con la mia anima, quando quella gentile donna (LA MORALE FILOSOFIA CRISTIANA fondata sulla pagana FILOSOFIA di<br /> PITAGORA), cui feci menzione ne la fine de la VITA NUOVA (Vita Nuova, XXXV, 2), parve primamente, accompagnata d'Amore a li occhi miei, e prese luogo alcuno ne la mia mente (Convivio, II, II, 1).<br /> Della giusta interpretazione da dare al citato passo, la mia qualificantissima scoperta di cui è a conoscenza anche don Lorenzo Lavatori docente di Teologia Dogmatica all’Urbaniana. Il problema è<br /> abbastanza semplice, se interessa rilanciare la LITURGIA CRISTIANA. Per stabilire il giorno liturgico in cui la “gentile donna giovane e bella molto” (Vita Nuova, XXXV, 2) simboleggiante la<br /> predetta scienza medievale della Morale Filosofia (Convivio, II, XIV, 14), apparve a DANTE, è sufficiente calcolare con precisione quando Venere ritornò, per la seconda volta, ad avere la medesima<br /> esatta ELONGAZIONE (distanza dal SOLE) che aveva al momento della morte di Beatrice avvenuta l’8 giugno 1290. Quando l’8 giugno 1290 (alle 19h.50’ circa) morì Beatrice Venere aveva 14°.13’ di<br /> elongazione occidentale al Sole: il fenomeno è scientificamente oggettivo. Quando ritornò ad avere la medesima elongazione, 14°.13’ occidentali, per la seconda volta era il 15 agosto 1293 (alle<br /> 19h.00’ circa). Provare per credere. L’errore degli esegeti è stato qui di aver proceduto grossolanamente aggiungendo alla data dell’8 giugno 1290, i fatidici 1168 giorni che è il tempo medio<br /> impiegato da Venere per fare due rivoluzioni: ma il tempo medio, che conduce al 21 agosto 1293, non corrisponde affatto a quello impiegato realmente dal giugno 1290 all’agosto del 1293 e che<br /> conduce al 15 agosto 1293 e, da qui, il grave errore che incide anche sul giorno liturgico. Io è da vent’anni che mi meriterei un premio anche LITURGICO, e invece tutte pedate negli stinchi. Chi sa<br /> cosa dirà il mio amico Mons. Enrico Bartoletti di la su, forse quasi papa se non fosse morto (?) prima del suo grande amico PAOLO VI. E pensare che io, con la mia scoperta, ho semplicemente tentato<br /> di difendere la nostra SACRA TEOLOGIA LITURGICA come comanda la Costituzione conciliare SACROSANCTUM CONCILIUM sulla SACRA LITURGIA del 4 dicembre 1963. Evviva il silenzio del VATICANO !!! Vedremo<br /> se andrà molto lontano. F.to GIOVANGUALBERTO CERI
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Giovangualberto Ceri<br /> <br /> “Dante e La politica oggi”<br /> Lettera Aperta.<br /> <br /> - Al Signor Sindaco del Comune di Firenze Matteo Renzi – Palazzo Vecchio.<br /> <br /> - E p.c. ad altri, e all’On.le “The Nobel Foundation” - Literature – Box 5232, SE – 102 45 Stockholm – Svezia.<br /> Firenze, oggi domenica 24 Giugno 2012 festa, ma non da sempre, di san Giovanni Battista patrono della città di Firenze: questo anche perché contro il volere del cielo, e di Dante (Inf., XIII, 143 –<br /> 150; Par., XVI, 46 – 48; Par., XIV, 103 – 108). Il problema già potrebbe essere dantesco, politico, ed attuale. Ma non fermiamoci qui.<br /> Premessa introduttiva.<br /> Monsignor ENRICO BARTOLETTI, il grande amico di papa PAOLO VI, “il Traghettatore della Chiesa in Italia dopo il Concilio Vaticano II”, in data 3 Giugno 1956, su sua inaspettata e sorprendente<br /> iniziativa volle regalarmi, con solenne dedica sul frontespizio il libro di ALFONSO GRATRY, “La sete e la sorgente” (Società Editrice Internazionale, Torino, 1949) profetizzandomi che, in vita mia,<br /> avrei fatto scoperte su Dante e sul suo medioevo paragonabili a quelle di HEINRICH SCHLIEMANN su Troia e la civiltà micenea. L’idea gli era venuta in mente il giorno prima, il 2 giugno, festa della<br /> Repubblica Italiana e giorno di nascita di Dante personaggio da me scoperto, appunto, successivamente proprio come lui mi aveva profetizzato. Superfluo ricordare che fino ad oggi, nonostante tutti<br /> i miei sforzi, nessuno ha progettato di unire la festa della nascita della Repubblica Italiana alla festa della nascita del Poeta della Patria, Dante. Ma potrebbe essere un sintomo dei nostri guai<br /> politico-culturali.<br /> Il Bartoletti credo abbia fatto anche ad altri delle rivelazioni sul loro futuro, ed anche a qualcuno di Lucca, per cui avendo detto io adesso di quella, tanto positiva, fatta a me penso di non<br /> passare per matto. Finalmente io ritengo di aver raggiunto quelle importanti verità che il Bartoletti mi aveva preannunciato: però, diversamente da Schliemann, non mi vengono riconosciute ed è<br /> questo il punto, il primo motivo, che cercherò di spiegare, e per cui scrivo questa lettera inviandola anche a Stoccolma. Voglio battere i piedi per farmi sentire, per chiedere aiuto, cioè un<br /> appoggio ai responsabili della cultura letteraria e della politica e, tutto ciò, lo faccio semplicemente perché ho ragione. La mia è su una questione importantissima e dunque coinvolgente lo<br /> sviluppo della nostra cultura e civiltà. Le mie scoperte, anche solo enumerandole, dovrebbero apparire al lettore, per quanto non specializzato, intuitivamente così chiare, ragionevoli e<br /> rivoluzionarie, affascinanti anche sotto il profilo della LITURGIA CRISTIANA, da sorprenderlo. E questa sorpresa non solo nel vedere che le varie UNIVERSITÀ DEGLI STUDI se ne lavano le mani, ma<br /> anche nel constatare che nemmeno nei SEMINARI DIOCESANI della nostra Chiesa cattolica c’è una mentalità aperta ad apprezzarle. Quasi che la possibilità di ridestare un interesse per la nostra SACRA<br /> LITURGIA CRISTIANA approfittando di quello grandissimo mostrato da Dante in base a queste mie scoperte, fosse un problema da buttare dalla finestra.<br /> Afferma Dante che la SACRA TEOLOGIA LITURGICA è così piena di tutta pace da non tollerare lite alcuna di argomentazioni (Convivio, II, XIV, 19; Convivio, II, XIII, 8). Essa cioè non tollererebbe, a<br /> questo suo più alto ed ultimo livello scientifico-medievale in cui si trova ubicata, di dover eventualmente sopportare la presenza, soprattutto, della SACRA TEOLOGIA RAZIONALISTA piena di<br /> argomentazioni logico-dialettiche stimolanti i distinguo e la disputa, per non dire incoraggianti una guerra di religione. Le guerre non possono essere fatte in presenza dell’ultima e più alta<br /> scienza, poiché assolutamente pacifica, e perciò essa sarebbe anche un antidoto, uno strumento, per debellarle. E pensare che per tanto tempo, e cioè fino al momento in cui il caro professor CESARE<br /> VASOLI non indicò, per “Teologia” dantesca, il Vangelo, quando gli esegeti si trovavano d’avanti questo termine scientifico-medievale-dantesco di “Teologia”, per un malinteso omaggio alla teologia<br /> di san Tommaso d’Aquino, intesero proprio la sacra Teologia razionalista: ossia un atteggiamento della mente che mai avrebbe dovuto qualificare il decimo cielo Empireo, la dimora simbolica che la<br /> Santissima Trinità, il Padre, il Bene, ha eletto per se stessa. E pensare che anche il CONCILIO VATICANO II già aveva visto nel possibile risveglio dei cristiani alla SACRA TEOLOGIA LITURGICA<br /> (Costituzione conciliare SACROSANCTUM CONCILIUM sulla sacra liturgia – 4 dicembre 1963) la strada maestra per uscire dallo stato spirituale ipotensivo, di stallo, in cui si trova da tempo la<br /> cristianità. La Teologia razionalista è anche idonea, per l’intenzione da cui è mossa, ad alimentare l’idea di una supremazia del cristianesimo rispetto alle altre religioni le quali perciò sono<br /> spinte ad uno scetticismo verso le nostre reiterate e discorsive dichiarazioni di pace. Se noi, dopo aver celebrato con un rito, con un inno e con un canto, le nostre feste liturgiche,<br /> dimostrassimo di venir fascinati anche dalla sacra Teologia liturgica delle altre religioni compresa quella pagano-classica proprio così come sapientemente insegna Dante, avremmo già fatto un<br /> grosso passo in avanti verso la pace, verso quell’ “Uomo planetario” alla idealizzazione razionale del quale, con tanto impegno anche politico, si era dedicato padre ERNESTO BALDUCCI.<br /> Dante dimostra, con spirito conciliare, di accogliere anche la liturgia pagana nel momento in cui accetta che il rito della sua “Sottomissione alla Grazia divina” venga indicato da un pagano,<br /> suicida e favorevole al divorzio coniugale, Catone l’Uticense, e celebrato poi da un altro pagano e famoso saggio, Virgilio (Pur., I, 28 -136; cfr. GIOVANGUALBERTO CERI, “L’astrologia in Dante e la<br /> datazione del “viaggio” dantesco”, nella rivista “L’Alighieri” di Ravenna diretta da Aldo Vallone – n. 15 – gennaio – giugno 2000, Angelo Longo Editore, Ravenna, 2000, pp. da 27 – a 57). E il fatto<br /> che il cristianesimo possa riuscire a subordinare completamente ogni sua altra lodevole attività ed aspettativa, anche caritatevole, di pace e socialmente utile, all’intonazione di un inno e di un<br /> canto alla Divinità insieme alle altre religioni, è l’unica via empirico-intuitiva che può condurre alla pace interiore e nel mondo: in quanto tale via è immediatamente rivelatrice della presenza<br /> di una evidente e profonda intenzione orientata alla Comunione con tutti. Così la pensava anche padre GIOVANNI MARIA VANNUCCI (cfr. G. Vannucci, “Il libro della preghiera universale”, Libreria<br /> Editrice Fiorentina, Firenze, 1978). Il Balducci e il Vannucci, due toscani vissuti a Firenze che, per due strade diverse che andrebbero riunificate, cercarono di affermare il principio<br /> teologico-liturico-evangelico-dantiano della pace. La poesia del Nostro, se colta nella sua autentica realtà, ma questo potrà avvenire soltanto per convalida delle mie scoperte, a questo punto<br /> dobbiamo reputare che possa contribuire ancor oggi alla pace nel mondo e alla sua elevazione spirituale proprio per l’importanza che il Poeta riserva alla liturgia. Dunque quale ultima e più alta<br /> scienza, o superiore istanza, sia pur di carattere soggettivo ed intimo. Le conseguenze politiche in questo caso discenderebbero dall’alto, dal cielo.<br /> È di tutta evidenza che quella sacra Teologia liturgica che Dante sapientemente incoraggia per arrivare a por fine ad ogni lite e discussione dovrà oggi mettere a punto anche una nuova armonia<br /> poetico-musicale e sapienziale. Per intendersi, sulla scia, per esempio, di quella inaugurata dal Maestro della Cappella Sistina, LORENZO PEROSI; nonché sulla scia anche delle raccomandazioni di<br /> THOMAS MERTON il quale così scriveva: “Il prevalere della cattiva arte cosidetta “sacra” costituisce un grave problema spirituale, paragonabile, per esempio, al problema dell’inquinamento dell’aria<br /> in alcuni nostri grandi centri industriali. Gradire la cattiva arte sacra e sentirsi da essa aiutati nella preghiera, può essere un sintomo di disordine spirituale, magari inconsapevole e del quale<br /> si potrebbe anche non essere personalmente responsabili . Il male è però qui, ed è contagioso!” (Thomas Merton, Problemi dello spirito, Milano, Garzanti, 1960, p. 185). E si tratta sempre di un<br /> volume consigliato dal fiorentino mons. Enrico Bartoletti (nato a CARRAIA, sulla strada per le Croci di Calenzano un tempo entro il territorio di Firenze, e cioè là dove andava a raggiungerlo<br /> spesso, quando il Bartoletti c’era, don LORENZO MILANI Priore della vicina parrocchia di SAN DONATO).<br /> In Dante, per poter arrivare a stabilire quei giorni strategici, fondamentali, da lui silenziosamente indicati, in cui la solennità e specificità di ciascuna festa liturgica sarebbe esplicativa del<br /> senso da attribuire al fenomeno, o al personaggio, è però necessario avvalersi, a monte, dell’astronomia-astrologia di CLAUDIO TOLOMEO. Per la difficoltà e complessità della materia per quanto<br /> attiene alle nostre Università degli Studi, e per la sua peccaminosità per quanto riguarda gli insegnamenti impartiti nei Seminari Diocesani della nostra Chiesa cattolica (cfr. CATECHISMO DELLA<br /> CHIESA CATTOLICA, Divinazione e Magia – n. 2116 - Astrologia – Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 1992, p. 527), questa stessa materia astronomico-astrologico-tolemaica, così vicina<br /> alla liturgia tanto pagana che cristiana, ap
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CELEBRAZIONI PER IL FUTURO CENTENARIO DELLA MORTE DI DANTE ALIGHIERI NEL 2021<br /> <br /> Per gentilezza, state bene attenti, anche a RAVENNA, nelle celebrazioni del futuro centenario dell'anno di morte di DANTE poiché DANTE stesso, ovviamente quello personaggio della Commedia e della<br /> Vita Nuova, per chi scrive e su base rigorosamente scientifico-oggettiva, è morto per la festa liturgica dell'Esaltazione della Santa Croce del MARTEDI' 14 settembre 1322 del nostro computo<br /> storico, e non è morto quindi nel nostro 1321. Il VII centenario dovrebbe perciò essere spostato al nostro anno 2022 (1322 + 700 anni = 2022). E' giusto indicare la notte liturgica del 14 settembre<br /> 1321, come comunemente si dice e come fa Ravenna, però questo computo segue le indicazioni calendariali ancorate alla chiusa della QUAESTIO DE AQUA ET DE TERRA, ossia segue il calendario stile<br /> ANTICO fiorentino con Cristo nato di domenica, e perciò se riportiamo questo giorno ancorato alla QUAESTIO sul nostro computo storico l’anno diventa n ecessariamente 1322 e il giorno cade di<br /> martedì. Adottando il Calendario antico fiorentino Dante si è fatto morire nella notte liturgica del MARTEDI’ 14 settembre 1321 antico fiorentino e perciò, in base al nostro calendario odierno,<br /> nella notte liturgica del MARTEDI’ 14 settembre 1322. Poco importerebbe perché l’importante è oggi fare comunque una festa? Il Sommo Poeta non sarebbe assolutamente d’accordo poiché egli era<br /> innamoratissimo della simbologia, compresa quella dei giorni, delle ore e degli anni!!! Dante persona, e non quello personaggio, era un burlone tremendamente ironico, e ci godeva!!! Anche in lui<br /> l’ironia e il prendersi burla degli incapaci che si intromettevano nelle sue nobilissime cose era un arma per sopravvivere psichicamente. Egli è riuscito a far credere di essere morto nel 1321, o<br /> 1322 (a seconda del calendario a cui facciamo riferimento) e perciò dopo questa data si nascose, probabilmente per meglio evitare il BARGELLO di Firenze che lo inseguiva all’estero, ma anche per<br /> così far “riposare l’animo stancato e terminare lo tempo che m’è dato”: dunque come si era già augurato, o ripromesso (Convivio, I, III, 4), quindi per poter finire in pace i suoi ultimi anni,<br /> insieme agli ultimi canti del PARADISO. Lui persona è morto, con probabilità, poco prima del ritrovamento di questi ultimi canti del Paradiso da parte del figlio e forse mai sapremo, con sicurezza,<br /> il giorno e anno della sua reale morte . Non è da escludere a priori nemmeno che si sia nascosto nei dintorni di Firenze, tanto amava riposare qui da noi il suo animo stancato . Giudicatemi pure<br /> uno scemo megalomane, però prima seguite i miei studi magari a partire dall'intervista su TV CANALE 10 fattami da Umberto Cecchi. Studiando Dante è facile pescare "GRANCHI" poiché lui esige<br /> commentatori che gli assomoglino, e no dei raccomandati per i quali la verità sulle cose è la meno utile da ricercare e poi da dire. Gentilmente restando a vostra disposizione per ogni ulteriore<br /> chiarimento e intervento, Distintamente vi saluto.<br /> GIOVANGUALBERTO CERI<br /> ALLEGATI<br /> Cfr. DVD TV CANALE 10 Google su YOUTUBE: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA.<br /> Cfr. FOTO: ILARIA DEL CARRETTO e Mons. ENRICO BARTOLETTI a:<br /> http://www.facebook.com/media/set/?set=a.228902670488564.62602.100001064993213&l=48437d71c1&type=1
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<br /> Sono state fatte due tesi di laurea seguendo le mie scoperte e i miei personali insegnamenti ai candidati.<br /> La prima a Firenze, che aveva come correlatore mons. Renzo Lavatori che insegna TEOLOGIA DOGMATICA all'Università URBANIANA di Roma. La tesi aveva per titolo: "Beatrice Angelo della Salvezza nel<br /> mondo di Dante" ed ottenne 110 e lode per acclamazione. Può vedere alcuni riferimenti circa l'argomento trattato in questa tesi standosene in poltrona a vedere il DVD dell'Intevista fattami da<br /> Umberto Cecchi su TV CANALE 10 che trova su GOOGLE. Si trova subito: a GIOVANGUALBERTO CERI. Dopo si faccia dire dai suoi amici esegeti dov'è l'errore che io avrei commesso. Tutti mi hanno detto,<br /> come minimo, che ho parlato molto bene e chiaro, compreso l'On.le Umberto Cecchi ex Direttore del quotidiano LA NAZIONE e adesso di CANALE 10 e che non è affatto un dilettante.<br /> <br /> La seconda tesi seguendo le mie scoperte e i miei insegnamenti è stata fatta a Torino ed è stata voluta e seguita dal famoso professor Giorgio Bàrberi Squarotti ed aveva per titolo: "La data della<br /> visione dantesca: 1300 o 1301". La conclusione fu che il viaggio assai più probabilmente è avvenuto nel 1301, e non affatto nel 1300 come quasi tutti pensano. Nella tesi non poté essere<br /> definitivamente accertato il 1301 poiché la candidata non era sufficientemente preparata nella difficile scienza-astronomico-astrologico-tolemaica che spiega l'alternarsi dei quattro umori dei<br /> sette pianeti, UMIDO, CALDO, SECCO e FREDDO, durante il loro moto sugli eccentrici e sugli epicicli. Credo che fosse anche per tale motivo che la votazione ottenne solo 105 su 110.<br /> Comunque io, GIOVANGUALBERTO CERI, già pubblicai nel 1995 un volume dal titolo "DANTE E L'ASTROLOGIA" con presentazione di Francesco Adorno (ed. Loggia de' Lanzi, Firenze, 1995) in cui dimostravo,<br /> scientificamente, il viaggio nel 1301 utilizzando anche le necessarie Rivoluzioni sinodiche dei pianeti o, analogamente, quelle sugli epicicli di Tolomeo ed ivi mostrai anche una decina di grafici<br /> dimostrativi di tale loro moto a chiarimento, cioè a giustificazione dell'alternarsi di questi quattro umori, umido, caldo, secco e freddo. Detto volume, a Firenze, si trova all'Università, alla<br /> Nazionale, e in diverse altre biblioteche e può essere perciò facilmente consultato. Dante dà la massima importanza ai quattro umori ma i dantisti, in sette secoli di approfondita esegesi, mai se<br /> ne sono accorti. Se fosse vero, er il dato risultasse così rivoluzionario come a me, meriterei un mezzo premio Nobel, ma meglio non rendersene conto, cambierebbero troppo cose. Comunque Dante la<br /> pensava così, come io ho detto, tanto è vero che anche per Gesù Cristo lui indica che volle morire a 34 anni esatti dal suo concepimento per voler morire nella fase umida e calda della sua vita,<br /> come si conviene, appunto, alla Divinità perché fase feconda e attiva, e quindi NOBILE (cfr. Convivio, IV, XXIII, 6-13; ma anche, iuxta sententiam Ptholemaei, cfr. Tetrabiblos, I, V, 1-2; I, VIII,<br /> 1-2). Quel Professore, Adorno, che era già stato un tempo mio professore di STORIA DELLA FILOSOFIA ANTICA e che mi aveva dato sulla TEOLOGIA PLATONICA di PROCLO 30 su 30 il 7/10/1980, e che perciò<br /> mi conosceva bene, non solo accettò di farmi la presentazione a detto volume, ma avrebbe voluto farmi fare anche una relazione alla famosa ACCADEMIA TOSCANA DI SCIENZE E LETTERE "La Colombaria", di<br /> cui era Presidente, ovviamente se fosse riuscito ad ottenere, com'era prassi da cinque secoli, l'unanimità dei consensi dei membri. Non sto a dirLe chi mi immagino si opponesse.<br /> Inutile che io ripeta sempre le stesse cose: sono molte ma quelle che a lei e ai suoi amici interessano sono quasi tutte già pubblicate. Il Professor ENZO ESPOSITO, per esempio, docente di<br /> Italianistica alla SAPIENZA di Roma, dopo avermi più volte elogiato e scritto, mi telefonò dicendomi che mi avrebbe pubblicato tutte le mie scoperte e intanto mi chiese di mandagli subito un<br /> articolo con non più di cinquanta pagine. Glielo inviai col titolo, "L'Astrologia in Dante e la datazione del 'viaggio' dantesco", e lui lo fece subito pubblicare sulla famosa rivista "L'ALIGHIERI"<br /> di Ravenna diretta da Aldo Vallone, n. 15 gennaio-giugno 2000 (Angelo Longo Editore, Ravenna, pp. 27 - 57). Anche in questo articolo, in due pagine, già dimostro i quattro umori esercitati dai<br /> pianeti durante il loro moto. Telefonando al n. 0544 - 217.026 potrà ancor oggi farsi mandare una copia di questo n. 15 gennaio-giugno 2000 della rivista.<br /> Io adesso mi sto occupando, e stoscrivendo un libro, sul rapporto culturale, fra la neoplatonica IPAZIA DI ALESSANDRIA crudelmente assassinata dei cristiani (415 d.C.) seguaci del vescovo Cirillo,e<br /> la vita e il pensiero di Dante, anche lui condannato a morte ad essere bruciato vivo anche per OPPOSIZIONE AL SOMMO PONTEFICE, Bonifacio VIII. Non posso adesso mettermi a ridirle, sulla Commedia,<br /> cose gia dette e che si trovano anche sulla rivista "SOTTO IL VELAME" di Torino diretta da Renzo Guerci, tel. 011 - 226.4721. Il nocciono di IPAZIA e DANTE è invece che le gerarchie ecclesiastiche<br /> ben raramente hanno approvato la piena "libertà di coscienza personale" che era invece tanto cara ai gentili (cfr. Catone l'Uticense) e anche al Vangelo di Cristo e, ripeto, anche a Mons. Enrico<br /> Bartoletti.<br /> Faccia studiare ai suoi amici il tutto, se "da ciò son le proprie penne" (Par., XXXIII, 139) e poi, semmai, ne riparliamo.<br /> F.to Giovangualberto Ceri<br /> <br /> <br />
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N
<br /> <br /> Caro  Giovangualberto,  vedo  che  Lei  con  molto  garbo  ma  anche  con  molto  gusto  ha  rimandato  a <br /> settembre  con  sospensione  del  giudizio  il  professor  Francesco  Fioretti. Questa  volta  nulla  da  eccepire  sulla <br /> chiarezza  del  Suo  parlare.  A  questo  punto,  se  Francesco  è  d'accordo,  lasciamo  in  sospeso  il <br /> giudizio.  E  intanto,  a  chi  ancora  non  lo  avesse  fatto,  consiglio  di  godersi   la  lettura <br /> del   Libro  segreto  di  Dante  di  Francesco  Fioretti,  perché   a  settembre,  se  non  prima, <br /> assisteremo  su  questo  blog  ad  uno  scontro  senza  esclusione  di  colpi  fra  due  dantisti,  miei  ospiti <br /> d'eccezione.<br /> <br /> <br />     Riccardo<br /> <br /> <br /> <br />