Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
| | Mina - Trenodia 4 min - 2 gen 2008 Caricato da giorgioarico youtube.com |
| | Mina - Brava - 2 min - 29 apr 2008 |
25/03/2011 00:34
Nel bar di Brescia di fronte casa, ogni mattina, alla stessa ora, Annamaria Mazzini sorseggia un cappuccino, da anonima signora che ripara il proprio pudore dietro i grandi occhiali color giada.
C'è un patto tra lei e il barista, siglato tacitamente dagli avventori di quel caffè. Fare finta di nulla.
Quasi che lei non sia la Signora della canzone italiana.
Pochi gesti, ripetitivi, cortesi.
Poi di nuovo a casa, per sparire nel nulla.
Le sue apparizioni, sempre uguali, si consumano così, da quando, lasciata la residenza di Lugano, Annamaria è tornata ad essere italiana.
Nessuno osa chiederle un autografo, una posa col videofonino.
Stamani vorremmo essere lì, in quel bar. "Si, è vero, non ci conosciamo, lei non sa chi sono", ma con la complicità del barista mi permetta di offrire la colazione. Solo oggi. Si, mi ricordo, anche se lei non ha un profilo su Facebook che mi riaccenda la memoria, oggi è il suo compleanno.
Auguri, signora Mina.
Perdoni l'intrusione.