Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Nucci A. Rota
Aracne editrice S.r.l.
| Cap 6
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La bohème era l’opera preferita dalla maggior parte dei suoi compagni del coro, ma Vittoria preferiva Tosca. Le piaceva, e le piace tuttora questo personaggio femminile così passionale, quasi contemporaneo, mentre le figure femminili in Bohème le sembravano alquanto banali, a suo parere non si caratterizzavano pienamente.
La storia stessa di Tosca era ai suoi occhi più intrigante ma soprattutto di questa opera le piaceva la musica: il ruolo che aveva il coro di voci bianche era determinante ed in particolare amava l’ultimo atto quando la scena si apriva su di un’alba romana e si sentivano tutte le campane delle chiese di Roma, sembrava quasi di esserci a Roma; e poi c’era la voce solista che intonava una canzone, la solista era Alina, la sua amica.
La voce di Alina in quella scena tutte le volte che l’ascoltava le produceva un’immensa emozione, quasi fino alle lacrime.
Altra serata indimenticabile fu quella del 27 gennaio per il centenario della morte di Giuseppe Verdi, quella sera Vittoria disse in famiglia che a suo parere era una cerimonia a cui avrebbero dovuto partecipare tutti, perché non c’era solo il coro di voci bianche che cantava in Scala per commemorare il grande maestro, ma c’erano una serie di altre iniziative. Dopo le parole di Vittoria tutta la famiglia per la prima volta decise di parteciparvi, e alla fine tutti la ringraziarono.
Verdi morì a Milano in un appartamento dove era solito alloggiare dal 1872 al Grand Hotel et De Milan al 27 gennaio 1901, a 87 anni. Era venuto nella città lombarda per trascorrervi l'inverno, come faceva da tempo. Colto da malore spirò dopo sei giorni di agonia. Lasciò istruzioni per i suoi funerali: si sarebbero dovuti svolgere all'alba, o al tramonto, senza sfarzo né musica. Volle esequie semplici, come semplice era sempre stata la sua vita. Le ultime volontà del compositore vennero rispettate, ma non meno di centomila persone seguirono in silenzio il feretro. Nei giorni che precedettero la morte di Verdi via Broletto e le strade circostanti vennero cosparse di paglia affinché lo scalpitio dei cavalli e il rumore delle carrozze non ne disturbassero il riposo.
Milano quella sera di fine gennaio 2001 non era più la stessa, tutto il selciato di piazza scala, via Manzoni e le vie limitrofe venne cosparso di paglia, così come era stato fatto nel lontano gennaio di un secolo prima, per non disturbare le ultime ore di vita di Giuseppe Verdi. C’era una carrozza d’epoca che scivolava quasi sulla paglia non emettendo alcun rumore e Vittoria di quella notte ricorda il grande freddo milanese di gennaio misto all’odore della paglia e della nebbia. In Scala, dove il coro si esibì in pochi brani, c’era grande fermento e molta gente cercava di entrare. Fu una serata magica e che rimase nella memoria di tutti, in particolare nella famiglia di Vittoria.
| youtube.com31 mag 2011 - 5 min - Caricato da angelicalubian |