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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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" MAL DI VOCE " ROMANZO DI NUCCI A. ROTA - 19^ PUNTATA

 Mal di voce  

 

  Nucci A. Rota

  Aracne editrice S.r.l.

 

  

 

Cap 7

Le amiche del coro

  

 

 

 

Delle persone del coro che rimasero nella memoria di Vittoria per molti anni, oltre naturalmente al maestro ed Alfredo, il suo assistente, vi furono un paio di ragazzine ed un solo maschio di cui divenne amica. Non legò infatti quasi con nessuno tranne con Alina e Blanche e con un ragazzo di nome Orso, e non solo di nome, che la colpì da subito per via di una certa somiglianza con Giacomino.

Alina era una ragazza con qualche anno in più di Vittoria, di padre marocchino e di mamma italiana, aveva la cultura araba nei grandi ed espressivi occhi neri, una grande eleganza nell’andatura lenta e seducente, e si vestiva in modo bizzarro abbinando colori improbabili. Vittoria era affascinata da Alina anche perché era la soprano migliore, la sua voce era inconfondibile nel timbro e nelle sonorità che riusciva a raggiungere solo lei. Per questi motivi Alina veniva scelta spesso per fare la solista.

Alina era anche l’unica tra di loro che appena finivano le prove scendeva le scale e appena giunta in cortile si accendeva la sigaretta. Per Vittoria fumare era allora il massimo della trasgressione, nel loro caso lo era ancor di più perché significava compromettere la voce, ma Alina non sembrava preoccuparsi di questo, fumava e basta.  

Ma che grande aria da adulta assumeva con quella sigaretta, con quanta sicurezza Alina parlava, cantava, fumava e soprattutto si truccava, Vittoria avrebbe voluto essere come lei.

 

► 3:34► 3:34
vimeo.com/4234152017 mag 2012 - 4 min

 

 

 

 

 

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