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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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" MAL DI VOCE " ROMANZO DI NUCCI A. ROTA - 4^ PUNTATA

Mal di voce  

  Nucci A. Rota

   Aracne editrice S.r.l.

 

Cap 2

Il disco di vinile

 

 

Il papà di Vittoria amava particolarmente la Francia, dalla cucina alla letteratura, dalla storia alla musica. In casa oltre a testi in lingua francese e varie guide turistiche esisteva una discreta collezione di dischi di cantautori francesi ancora in vinile. Vittoria era affascinata da queste pizze nere sonore e soprattutto osservava sempre con curiosità e piacere quando il papà prendeva dallo scaffale un album; con delicatezza teneva la custodia e faceva scivolare fuori il disco nero, lo riponeva sul piatto e con altrettanta precisione poneva la puntina all’inizio del disco.

Vittoria amava particolarmente questa ritualità anche se lei apparteneva alla generazione dei cd e negli anni più recenti all’Ipod. Il vinile per lei era la celebrazione del gesto lento, preciso e poi c’era il piacere quasi ipnotico di vedere la puntina che, scivolando sul disco emetteva i suoni da lei così amati. Niente a che vedere con il lettore di cd che, almeno in casa sua, era prerogativa delle sorelle maggiori, ma per questo Vittoria non le invidiava affatto. Lei non si era quasi mai avvicinata alla loro collezione e viveva invece co-me un privilegio privato poter utilizzare il “territorio musicale” del papà.

Non confessò mai a nessuno questo suo amore per il disco in vinile, non ce ne fu bisogno. l’unica persona che si accorse fu naturalmente il papà che si sentì spesso osservare mentre procedeva all’ascolto di un disco. Anzi un giorno le disse:  

«Puoi sentire quando vuoi la mia collezione, la cosa mi può fare solo piacere, inoltre ricordati che la musica, se la coltiverai ti consolerà molto nella vita e non ti deluderà mai». (Potenzialità della musica)

Vittoria, con un certo imbarazzo al momento se ne andò e si dimenticò di ringraziare il papà, però quelle parole non le dimenticò mai e negli anni successivi si pentì molto di non averlo ringraziato. In fondo la sua vita successiva si era svolta all’insegna di quella frase.

Della collezione dei dischi amava ascoltare in particolare due cantautori: Jeaques Brel e Georges Brassens ma il primo disco che imparò a memoria fu Les feuilles mortes che riportava le poesie di Prèvert in parte cantate, in parte parlate da Yves Montand.

Naturalmente vi erano parecchi dischi di Edith Piaf, ed anche quelli non ebbe difficoltà ad apprenderli e ripeterli.

 

► 4:11► 4:11
vimeo.com/624344824 ago 2009 - 4 min

 

 

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