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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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MARTEDI' SANTO CON ADRIANA ZARRI : LA STERILITA' COME SEGNO DELL'AMORE DI DIO

Cari  amici,  oggi Adriana Zarri ed io  ci rivolgiamo  alle  tante coppie,  che  hanno appena  scoperto  di  non poter procreare,  a  causa di  problemi  fisici  o  psicologici.

Anche  Cèlia  ed io  abbiamo   avuto questa esperienza e non posso  certo  dirvi che  ne  abbiamo gioito,  perché  causa  sofferenza, essendo quasi  comparabile ad  un  lutto.

Sono  ormai  trascorsi  15  anni  dalla  scoperta  della  mia  sterilità e  ogni  giorno  scopro  sempre un  motivo  in  più per ringraziare  Dio  della  sterilità che  mi  ha  donato.

Oggi  vorrei  farvi la seguente considerazione :

Si parla tanto di amore e della capacità di donare. Noi, care coppie sterili, possiamo donare ancora di più, perché il donare e l'amare richiedono  sempre  qualche privazione.

A noi Dio ci ha privato di procreare e pertanto ci ha messi già nella condizione di amare, perché abbiamo sperimentato la privazione della  cosa più bella che ci sia, quella di dare la vita ad una creatura.

Non dobbiamo privarci di nient'altro per donare e per amare,  perché abbiamo già accettato ed assaporato il sacrificio supremo. 

Ogni volta che penseremo alla nostra sterilità e soffriremo, questa sofferenza è la condizione, che ci permetterà  di continuare ad amare all'infinito ed è paragonabile al sacrificio incruento di Gesù sull'altare, che anch'Egli ha voluto perpetuare fino alla fine dei tempi. 

Con questo non voglio incoraggiare ad assumere un atteggiamento doloristico, che sarebbe contrario al  Vangelo, perché Gesù le malattie le curava.

La nostra  sterilità è però la nostra croce del  Venerdì Santo,  su cui facciamo morire le offese, che  subiamo, facendole risorgere come benedizioni,  o  a  cui  appendiamo  i pregiudizi, che ci derivano, facendo nascere in noi il bimbo che ci è mancato, perché possiamo dialogare con lui  dentro di noi.

Ci scopriremo così  ricchi,  giovani  e  puri  come  fanciulli.

 

Adriana e Riccardo 

 

 

Dedicato  a  Padre  Gino  Burresi :

 

Caro  Gino, 

 

Adriana Zarri  ed  io  ti  auguriamo  che  la tua sterilità spirituale  abbia  presto fine,  facendo nascere  per  te  ciò  che  Dio  promise  ad  Abramo, quando  disse :

 

"Renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della

terra" (Gen. 22:17,18).

 

Adriana e Riccardo

 

 

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