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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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MERAVIGLIOSE CREATURE

 

La Repubblica.it

 

Medico mamma a 57 anni
nascono due gemelline

 

"Ho coronato il sogno della mia vita, dico grazie a Dio". Ma si è trattato di un parto complicato. L'evento all'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno
 

Medico mamma a 57 anni nascono due gemelline L'ospedale di Salerno

Ringrazia Dio subito dopo il parto: per una mamma salernitana aver dato alla luce due gemelline è stata una gioia davvero grande. Per il parto, complicato da suoi problemi fisici, per le condizioni critiche delle bambine durante la gestazione e soprattutto per la sua età, 57 anni.

Il lieto evento, verificatosi all'ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno, vede protagonista una donna medico, Silvana Sofia, sposata con un collega e cade proprio nei giorni in cui si arroventa la polemica sui genitori troppo in là con gli anni rispetto al tradizionale modello di padre e madre.

"Ho coronato il sogno della mia vita - spiega piena di gioia, incurante di tutto il resto - lottando con mio marito per avere un figlio e alla fine ce l'abbiamo fatta. In questi giorni bellissimi che hanno completamente cambiato la nostra vita, ringraziamo il Signore per questo splendido dono e siamo certi che ci darà la forza per seguire le nostre bambine".

Alle sue figlie ha dato il nome di Karola Pia, che pesa 2 chili ed è in ottime condizioni, e Adriana Cristina, di 1 chilo e 360 grammi, che ha ancora bisogno di assistenza respiratoria.

La donna ha dovuto superare durante la gravidanza i problemi provocatigli da ipertensione, diabete e dalla presenza di un grosso fibroma, dalla dimensioni di un'arancia. Ma gli ostacoli non sono finiti qui perchè dopo la trentesima settimana di gestazione è sopraggiunta un'altra grave patologia a carico delle bimbe. Le due placente si erano fuse con una trasfusione di sangue da una gemellina all'altra e di conseguenza una crescita maggiore in una delle due ed un grave difetto di crescita nell'altra.

Il medico mamma è stato seguito dalla sezione 'Gravidanza a rischio' diretta da Raffaele Petta e dal suo staff formato dai medici Mario Polichetti, Carlo De Rosa e Carmela Pugliese.

Petta ha operato con De Rosa la signora a 34 settimane di gestazione in anestesia locale eseguita da Gianluca Apetino.

L'intervento è stato complesso perchè la placenta era molto aderente e vi sono state difficoltà a staccarla anche per la presenza del voluminoso mioma. "Considerata l'età avanzata della signora - ha detto Raffaele Petta - si tratta di un evento straordinario che ha pochissimi riscontri. L'eccezionalità della gravidanza ha richiesto, infatti, particolare assistenza, ma alla fine tutto è andato per il meglio".

Silvana Sofia rivolge un pensiero grato alle strutture che l'hanno seguita, in particolare "all'equipe della 'Gravidanza a rischio' e della Terapia Intensiva Neonatale. Gli operatori di queste strutture non hanno nulla da invidiare ad altre strutture anzi forse hanno oltre alla altissima professionalità, tanta umanità. Un ultimo ringraziamento al direttore generale Attilio Bianchi ed al direttore sanitario, Virginia Scafarto che hanno fortemente voluto che a Salerno venisse istituita una struttura di 'Gravidanza a rischio' specializzata nel controllare le gravidanze molto difficili e ci hanno evitato viaggi della speranza".

(18 settembre 2011)


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