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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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MONDO DI FIABE

La  nostra vita  è  formata  dal  presente  e  dal  passato.

Spesso   ti  senti  dire : “ pensa  al futuro,  guarda  in  avanti “.

La  mattina  ci  laviamo, togliamo  lo  sporco  accumulatosi sul nostro  corpo  nella  giornata ormai  trascorsa,  il  nostro  ieri.   Detergendoci,  pensiamo  al  nostro  recentissimo  passato.  Ma  se  ieri  ci eravamo  profumati il  nostro  corpo  e   mettiamo  il  caso  che  di quel profumo  non  ne  abbiamo più,  allora  ci  dispiace  doverci  lavare,  poiché  assieme  all’acqua svanirà  quell’aroma,  che  ci faceva  sognare  e  che  forse  era  incantevole anche per gli altri.  Cosa  ci  piace  del  nostro  passato, tanto  da non  potercene  separare?  Mi  piacerebbe  recuperare  il  passato  di  mio  figlio,  per  farglielo  gustare  con  il  mio  senno  di  poi,  correggendo  i  miei  sbagli,  quelli  che  ogni  genitore  può  commettere nell’educazione  dei  propri  figli.

Gli  racconterei  la  fiaba  del  suo  passato,  limitandomi  al  periodo  vissuto  con  noi,  gli ultimi  sei anni, dato  che  già  non  ricorda  eventi,  occorsi  subito  dopo  il  suo  affidamento  a  noi.

Sono  attaccato  al  suo  passato,  dai  nove  ai  quattordici  anni,  non  voglio perderlo  questo  suo  passato,  perché  per me  esso  rappresenta  il  presente  ed  il    futuro  e  la  nostra   felicità.

La  fiaba  avrebbe  una  fine  felice   “e  vissero  felici”,  senza  il  “ contenti “,  perché questo  aggettivo  mi  ricorda  tanto  il  sostantivo  “ contenuto “,  l’essere  costretti  e  limitati in  un  posto  chiuso,  ristretto,  angusto.

La  felicità   mal  tollera le  limitazioni  di  spazio  e  di tempo,  è  appunto  incontenibile,  appena l’afferri,  è  già  passata,  la  devi  ricercare  e  ritrovare   nel  presente,  ma  nel  futuro  la  puoi  solo  immaginare,  è  quel  sentimento  che i  tedeschi  chiamano  “ Vorfreude  “,  la  gioia  dell’attesa,  che  spesso  è  ancor  più  affascinante della gioia  già  sperimentata.

E’  nello  scorrere  della  vita  che  puoi  desiderare  di  recuperare  i  momenti  passati,  ma  come  fare  per  riviverli,  immergendoli  nella  felicità  inossidabile  ed  imperitura?

Penso  che  gli  racconterò  tante  fiabe,  ma  non  solo,  devo  entrarvi anch’io  nelle  sue  fiabe,  nei  suoi  cartoni  animati,  mi  sceglierò  un  personaggio, quello  da  lui  preferito,  mi  appassionerò ai  cartoni  animati,  che  non  mi  sono  mai  piaciuti,  nemmeno  da  bambino.

Spero  che  lì,  nel  cartone  o  nella  fiaba,  ci  rincontreremo   e  costruiremo  insieme  il  nostro presente  ed  il  nostro  futuro,  partendo  dal  nostro  passato.

 

Riccardo  Fontana

 

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