( BORDERLINE IL DOLORE INCOMPRESO )
UN NATALE LUNGO VENT’ANNI Breve racconto
Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
TRATTO DA : http://blog.libero.it/fernandazanier/5403613.html
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UN NATALE LUNGO VENT’ANNI Breve racconto
I cani li abbandonano ad agosto, mai a Natale.
Lei venne abbandonata a Natale, in una città sconosciuta, fredda.
Lui era uno, uno di quelli che ad agosto probabilmente abbandonerebbero anche il cane, se di troppo.
Lei era di troppo e lui non l’amava. Lei non si ricorda di averlo mai amato, nè prima nè dopo quel Natale.
Nè mai più riuscì ad amare.
La stanza nella quale passò i giorni natalizi era squallida, una specie di colonia per immigrati clandestini, con camere doppie e bagni in comune per dieci persone.
Lei aspettava che lui ritornasse, ascoltando le lancette dell’orologio che segnavano lo scandire del santo secondo, minuto, ora.. giorno. Pensando.
A famiglie festose e felici che festeggiavano davanti ad un fuoco, mangiando cibi caldi e giocando la tombola.
Pensando ad una famiglia, lontana, che non la cercava o forse alla quale lei mentì.
Al perché lei non avesse quel calore.
Non chiedeva nulla, se non di essere accolta, ovunque andava bene; ma i caldi natali non sono per tutti.
Lei pensava: cosa avesse di meno, da non meritarsi quello che anche un cane aveva a Natale: un posto caldo, una pacca sulla testa, una grattatina alle orecchie, un bacetto sul naso e magari anche una tirata alla coda, così per dispettoso gioco.
Perché era lì lei lo dimenticò, aspettando che qualcuno la cercasse.
Nessuno la cercò mai.
Quel Natale e quell’attesa durarono vent’anni. Sino a quando un uomo si ricordò di lei e le rispose, in ritardo, ma le rispose.
| youtube.com22 mar 2009 - 3 min - Caricato da bellagioia4 |