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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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NATALE CON ADRIANA ZARRI ANNO DOMINI 2010

                            NATALE   CON    ADRIANA    ZARRI    ANNO  DOMINI   2010

 

 

Natali sublimi

impressi nella mia mente,

a Crotte di Strambino,

vissuti intensamente,

nell'adorare Te, bambino

appena nato,

amante appassionato

del mondo che redimi.

 

Da Te, Dio uno e trino, in un amoroso girotondo,

mi lasciavo vezzeggiare, eri così giocondo,

mi facevo fare tante coccole,

Ti guardavo e andavo in brodo di giuggiole.

 

Pane consacrato,

nel tabernacolo della mia piccola cappellina,

eri il mio cibo prelibato,

così palpabile,

friabile,

nel cenacolo della mia vecchia e rustica cascina.

 

Mi cullavi fra le Tue braccia poderose,

che sostengono il mondo con tutte le sue cose,

dentro di Te non ero più confusa,

ci facevamo morbide fusa.

Con gatta Arcibalda eravamo tre gattini,

giocavamo tutti e tre in giardino, come dei bambini.

 

Finito il tempo delle nostre giocose attività,

Tu rientravi con mesta serietà,

con sembianze al contempo umili e maestose,

nella fredda grotta della natività.

 

Allora entravo in punta di piedi nel Tuo presepe

e mi inginocchiavo accanto a Te su di una siepe,

d'erba della mia erba,

sentivo sulla Tua carne il freddo e il gelo,

non eravamo coperti neppure con un velo,

ci lasciavamo riscaldare dal bue e dall'asinello,

il loro fiato era il nostro unico scaldino,

ché tutte le mie stufe eran ridotte al lumicino,

 

Restavo abbarbicata alla mia roccia,

avvinghiata a Te e ad ogni Tuo e mio  fratello

in un affannoso abbraccio universale,

sbocciato dal nostro amplesso sacramentale.

 

 

Eravamo ambedue nudi come vermi,

ma tanto vicini a molti infermi

o spiritualmente inermi.

 

Nella mia nudità

mi lasciavo ricoprire

della Tua divinità,

che dal mio amato eremo volevo offrire

all'intera umanità,

dentro un raggiante e sfavillante ostensorio,

bagnandola con le Tue lacrime

in cui avevo intinto l'aspersorio.

 

Ti stringevo fra le mie braccia, le Tue membra eran leggiadre,

volevo provare l'ebbrezza spirituale di Tua madre.

 

Vi pensavo da laggiù

e discoprivo in voi Gesù,

in ogni vostra buona azione

sperimentavo la Sua resurrezione.

 

Siamo tutti attorno al vero presepe, in contemplazione,

ove dischiuso si è un mistero alla nostra comprensione,

lasciamoci guidare dove egli vuole,

così il nostro cuore più non duole.

 

Lui desidera che fra voi non regni alcuna divisione.

Credenti e non credenti nutrano gli stessi sentimenti.

Vi sono molte vie per cercare insieme

quello che per tutti è lo stesso vero Bene,

 

La luce sprigionata dalla Sua presenza

sciolga le catene, a cui è imprigionata la coscienza,

Lui il vero amore lo misura con la libertà,

non con il timore e la cattività.

 

Gesù è il vero sovrano

e racchiude tutto lo scibile umano.

 

Non tollera restar per sempre recluso in una grotta

non ha per niente una mentalità bigotta,

né sopporta di esser guardato a vista,

Lui è veramente un avanguardista

e pretende di essere a tutti liberamente dispensato,

prorompendo come un fiume in piena

dagli angusti ovili,

dove viene trattenuto a malapena,

è maggiorenne e vaccinato,

per entrar da solo nell'amato cortile dei Gentili.

 

 

Il Suo è il manifesto dell'amore

e disdegna un seguito di tiranni,

che, vestendosi coi Suoi panni

e mettendosi un copricapo col pennacchio,

ne fanno uno spauracchio che semina terrore.

 

Riccardo Sante Maria Fontana

 

 

 

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