Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Racconti Pavesi
Claudio Bozzi - I luoghi della memoria
I luoghi della memoria sono importanti nella nostra vita .
Passiamo anni e decenni a viaggiare,soli o in compagnia ,spinti dalla curiosità di conoscere e visitare luoghi che ci diano emozioni , che sazino i nostri occhi e i nostri sensi fissandoli nel cuore e nella mente ,in un crescendo che sembra non avere fine.
Poi,passata la boa della mezza età , quando si intravede la pensione ,quando i figli sono adulti e ci si rende conto che il futuro è dietro le spalle,riaffiorano ricordi legati a luoghi che credevamo
dimenticati forse perché,così come li ricordiamo,non ci sono più.
Basta incontrare casualmente un vecchio compagno di scuola e ,come d’incanto, si torna indietro di decenni. Riaffiorano episodi e persone mai più riviste ed hanno ancora il volto acerbo dei quindici o dei vent’anni,volti maliziosi o dolci di ragazzine che ci fecero provare le prime cotte , con cui abbiamo scambiato i primi baci impacciati, i volti sudati dei compagni di interminabili partite a pallone ( il calcio è un’altra cosa ) , con le porte delimitate dai libri e dai vestiti , 3 corner / 1 rigore.
Sfogli l’album di vecchie foto in bianco e nero e ti rivedi bambino, studente , militare;rivedi i genitori che avevano la tua stessa età di adesso e ne scopri somiglianze con te stesso ma,più di tutto,ricordi momenti magici che hanno segnato la tua adolescenza , che hanno formato il tuo carattere , esperienze che ti hanno segnato per sempre.
Per me ,figlio della collina oltrepadana, un luogo della memoria è una strada polverosa che dal centro di un borgo vecchio e un po’ scalcinato ,come molti nel dopoguerra ,portava in riva al torrente Coppa. La percorrevo spesso per mano a mio padre,come in una foto che ho conservato e restaurata al computer eliminando graffi e macchie del tempo .Ero piccolo,quattro o cinque anni ,e papà mi sembrava altissimo ,magro , austero ma dolcissimo. Quando scomparve prematuramente, dopo anni in cui credetti di poterne quasi fare a meno , fu il primo ricordo che riaffiorò in me e piansi ,una delle pochissime volte in cui cedetti alle lacrime. Qualche sera fa provai il desiderio di ripassare in quel luogo , allungando il percorso del ritorno a casa.
C’è ancora la piccola panetteria dove andavo ogni giorno,ai tempi delle elementari,spinto anche dal desiderio di vedere la figlia del panettiere , mia compagna di classe , per la quale presi la mia prima cotta. C’è ancora una casa ,ora ristrutturata , dove andavo a prendere il latte appena munto .Al posto della polvere c’è un nastro d’asfalto ,ma l’atmosfera mi è sembrata quasi intatta .
Un altro luogo importante è Milano . Durante le vacanze estive percorrevo a ritroso la strada dei milanesi che andavano in campagna ,passando uno o due mesi dai nonni , periferia sud,Porta Genova e Porta Ticinese.
C’era la casa di ringhiera ,il cortile interno con lo studio di un pittore dove passavo ore,affascinato nel veder nascere paesaggi,corpi nudi, nature morte,dalla magia di un pennello.
Era la Milano coi “ ghisa “ agli incroci ,in piedi sopra una piattaforma rotonda ,a smistare le poche seicento multiple e le poche millecento di quegli anni;era la Milano cantata da Celentano,coi campi che lambivano le vie,dove giocavamo o dei marciapiedi in cui si poteva ancora pattinare.La Milano delle latterie e dell’Alcione,dove riuscii , appena tredicenne ad assistere ad uno spettacolo di stupende ballerine seminude: un’emozione per sempre !
La casa dei nonni era piena di Gialli Mondadori che divoravo nei riposini pomeridiani e di dischi in vinile dello zio,con uno dei primi giradischi a 45 giri . Qualche hanno fa il caso mi ha riportato li,in quel cortile ,ma non è più la stessa Milano : parcheggio impossibile , traffico insostenibile,palazzoni all’orizzonte ,sopraelevate,rotonde,tangenziali .
Un luogo della memoria è Voghera ,coi suoi bar dove noi studenti delle superiori ci si trovava la mattina prima della scuola e,magari,ci si fermava tutto il giorno con qualche ragazza ad ascoltare musica dai juke box dell’epoca ,rintanati in qualche angolo a pomiciare.
Erano gli anni dei primi Beatles,dei Rolling Stones,di Tom Jones , di Morandi e Little Tony.
Voghera era soprattutto l’Ariston , il locale dove la domenica pomeriggio potevi vedere dal vivo Al Bano,Patty Pravo,Gaber,Donatello , ma anche i Frenetici e dove è passata tutta la mia generazione , Da quando ,anni dopo,l’Ariston chiuse, Voghera non è più la stessa.
Un luogo della memoria è un gruppo di poche case in alta collina, alle pendici di un celebre castello, dove abitavano zii e cugini e dove ho trascorso un paio di estati da ragazzino, giocando a guardie e ladri tra cascinali colmi di fieno e di paglia ; a pallone in uno spiazzo in pendenza perché non c’era un luogo piano in tutta la frazione ; pochi anni dopo un tragico incidente si portò via un cugino e tre amici ,poi una grossa frana si portò via anche le case .Qualche anno fa se ne andarono gli zii e,da poco,anche l’ultimo cugino. Quell’epoca è ora racchiusa nel piccolo cimitero ,insieme a mio padre,a zii , nonni e cugini.
Di quell’epoca sono quasi scomparsi anche i campi di grano,le lucciole,le rondini,i grilli ed il frinire delle cicale nelle notti d’estate.
Le Fiat cinquecento sono ritornate ,più belle e potenti ,ma ci mancano le Lancia Fulvia ,le 124 Abarth ed il Rally delle 4 Regioni con Munari e Mannucci, Paganelli e Russo, Darniche e Mahè ,maanche il nostro Codognelli .
Sono rimasti i Nomadi di Franco ,ma sono spariti mille complessini formati da amici e conoscenti come Ramon e gli Evasi o Luciana e i Discepoli .Ogni tanto si legge di un ritorno : i Frenetici,i Vat 69 ma, per tutti noi ,il futuro è dietro le spalle.
Claudio Bozzi
| www.dailymotion.com/.../x6q8qm_gocce-di-memoria...7 ott 2010 - 4 min Les derniers clips, concerts | |