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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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PADRE GINO BURRESI : " FINALMENTE SI SCOPRONO GLI ALTARINI DEL CARDINAL WILLIAM LEVADA "

Wednesday 29 june 2011 3 29 /06 /Giu /2011 09:37

Cari  amici,  questa  mattina  ho  ricevuto  sulla  mia  posta  elettronica  privata  la  seguente  mail  del  Signor  Pablo  Claudio  Salvato :

 

 

Sig. Riccardo:
                         Fa molto tempo che voglio aiutare a P. Gino: voleva parlare col tribunale Vaticano, senza riescerlo: mai ho avuto una risposta; ho parlato coi suoi "amici" che si trovano qui nell'Argentina, e nessuno a voluto farlo. Pieno di gioia ho trovato, per casualità, il suo blog. Ricordo che qui c'eranno degli oblati che odiavano a P. Gino, aspettando la minima opportunità per farle del male: odiavano che il Seminario fosse nelle mani di P. Gino; odiavano il crescimento eccesionale della congregazione per influsso di P. Gino. Il Capitolo Generale gli diò la oportunità. Io ho cresciuto insieme a P. Giulio Brugnoli, compagno e amico di P. Gino. Ricordo che lui mi raccontava che, cuando P. Gino era Fratel Gino e lui un seminarista, lavorabano coi bimbi undicenne, e questo per molti anni, mai si ha visto qualche cosa cattiva in P. Gino! Como è possibile in un pederasta? Il tempo che sono estato in Italia con P. Gino sono testimone di veri miracoli: soltanto le raccontare uno: la mia mamma aveva un cancro maligno diseminato per i gangli linfatici (lei puo sapere che di quello non si guarisce); tutti i medici argentini e italiani me dicevanno con sicurezza che, ritornando all'Argentina, soltanto trovaria un sepolcro. P. Gino disse: "NO". La mia mamma era nel aeroporto e si trova viva e con salute oggi 2011 con ottanta anni, e questo che racconto sucedeva nel 1985, fa 26 anni! Riccordo le parole del medico chirurgo: "Lei crede in miracoli?". Dio non ascolta ai pederasti, dice invece, di gettarli nel mare. I miracoli, probati, che Dio ha fatto per mezzo del suo servo Gino, sono  i migliori testimoni sopra lui. Negarli è la bestemia contro lo Spirito Santo.
                        Gentile signore, in qualche senso che io possa aiutare a P. Gino, sono disposto.  La saluto.  
 
                                                Paolo  
 
Grazie  Pablo  ( Paolo ) della  tua  testimonianza  su  Padre  Gino  Burresi.  Nelle  tue  parole  risuona   la  tua  immensa   gratitudine   verso  Padre  Gino,  per  aver  ottenuto  per  te   il  miracolo  della  guarigione  della  tua  cara  mamma.
Non  si  possono  dimenticare  grazie  così  grandi,  perché  proprio  sulla  tua  famiglia  la  Santa  Vergine  ha  rivolto  il  Suo  amorevole  sguardo.  Tu  eri  ancora  nel  seminario  con  Padre  Gino quando  scoppiò  lo  scandalo  nel  giugno  dell'anno  1988 ?  Credo  che  sia  importante  sentire  dai  seminaristi  presenti  nel  1988  a  San  Vittorino  cosa  sia  veramente  successo  in  quel  periodo.  Tu  puoi  dare  la  tua  testimonianza  o  indicare  chi  era  presente  a  San  Vittorino  come  seminarista in  quell'epoca  ?  Sai  chi  lo  ha  accusato ?
Forse  sono  seminaristi  che  tu  hai  conosciuto  e  che  io  potrei  invitare  a  parlare  su  questo  blog.
Tanti  auguri  di  buon  onomastico  per l'odierna solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.
 
Riccardo

 

Caro Riccardo, non ho nulla in contrario a far pubblicare il mio scritto a cui
ti riferisci.
L'essenziale è che possa dare un valido contributo alla riabilitazione di
Padre Gino.
Colgo l'occasione per farti una domanda: Tu hai conosciuto padre Armando
dei servi del "Cuore Immacolato di Maria" che adesso sta a Fatima ed hai
parlato
 qualche volta con suo fratello Padre Livio della stessa congregazione?
Un caro saluto Piero.


>
>Ciao  Piero,  vorrei  pubblicare il  tuo accostamento  di  idee,
>indicando te come autore.  Posso farlo ? Dato che mi ha scritto l'ex -
>seminarista argentino  Pablo,  mi  sembrava il momento ideale. Cosa ne
>pensi ?
>Il testo   sarebbe il seguente. Vuoi aggiungere qualcosa o rifarlo
>oppure  preferisci  non   venga pubblicato sul blog ?
>Riccardo
>
>
>18-06-11
>ACCOSTAMENTO DI IDEE
>Questa mattina, come mi succede spesso, ho fatto una riflessione su
>determinati fatti ed ho colto alcune coincidenze che è opportuno valutare e
di
>cui ti voglio mettere al corrente.
>Alcuni anni fa quando su Internet si sbandierava la prima sentenza su padre
>Gino, facendo un escursus sulle inchieste, si metteva in risalto il fatto
che
>in un primo momento le indagini condotte  si fossero concluse con un biasimo
>verso i superiori della congregazione dove si trovava padre Gino.
>Da alcuni giorni incomincia a circolare la notizia (che ho appreso dal blog
>che gestisci) che il cardinale William Levada fu superiore degli Oblati.
>Bene!  Se è vero che William Levada fu superiore degli Oblati allora si
>potrebbe incominciare a pensare che con una condanna su Padre Gino si
volessero
>scaricare su di lui tutte le responsabilità di alcune vicende spiacevoli che
>coinvolsero  la congregazione degli oblati. Segue una pagina presa da
Internet
>dove viene chiaramente evidenziato il passo che ci interessa.
>
>
>" Vagliate queste accuse, i superiori degli Oblati presero una decisione
>fulminea. Il 6 giugno 1988 imbarcarono padre Burresi su un volo per
>Vienna e lo trasferirono nel loro convento austriaco di Loretto. E il
>giorno dopo il superiore generale dell’ordine, l’argentino Julio Cura,
>rimise il dossier d’accusa al prefetto della congregazione vaticana
>per i religiosi, che era il cardinale Jérôme Hamer.
>
>Ma nella stessa congregazione l’allora segretario Vincenzo Fagiolo,
>futuro cardinale, era un simpatizzante dell’accusato. “Veniva spesso a
>confessarsi da me”, fece prontamente sapere padre Burresi, che intanto
>era già scappato dal confino austriaco ed era rientrato in Italia, a
>Montignoso di Gambassi Terme, in Toscana, diocesi di Volterra, dove
>tutt’ora risiede.
>
>Sta di fatto che dal Vaticano misero sotto processo, più che padre
>Burresi, i superiori degli Oblati, alle cui costole posero un
>ispettore, Marcel Gendrot, monfortano. Dopo due mesi d’indagine,
>questi concluse a favore del ritorno di padre Burresi a San Vittorino
>e con una nota di biasimo a carico dei superiori dell’ordine.
>
>I quali allora si appellarono a papa Giovanni Paolo II. Il ricorso, in
>data 22 novembre 1988, riempie tre pagine. Elenca i capi di accusa:
>atti omosessuali consumati con più giovani, sequestro di persona a
>scopo di libidine, violazione del segreto sacramentale. Rimprovera
>all’ispettore Gendrot d’aver insabbiato l’indagine. Chiede al papa di
>togliere il processo ad Hamer e Fagiolo e di affidarlo invece
>all’allora prefetto della congregazione per la dottrina della fede,
>Joseph Ratzinger, oppure a una commissione speciale.
>
>Il 3 gennaio successivo la risposta: ricorso respinto. Non solo. Padre
>Cura e gli altri superiori degli Oblati sono dimessi d’autorità. Da
>ispettore, Gendrot è promosso commissario dell’ordine. Il processo
>resta nella mani di Hamer e Fagiolo. Unica concessione: un supplemento
>d’indagine affidato a tre cardinali oggi defunti: Giuseppe Caprio,
>Opilio Rossi, Luigi Dadaglio. Questi riascoltano uno solo dei sette
>iniziali testimoni d’accusa, alla fine divenuti undici. E un anno
>dopo, nel febbraio del 1990, concludono consentendo a padre Burresi di
>restare dov’è, a Montignoso, e di continuare lì la sua opera, col solo
>divieto di occuparsi di giovani vocazioni. "

 

► 3:56► 3:56
20 set 2010 - 4 min - Caricato da Sandangel169


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K
Padre Gino è un grandissimo santo. Ha fatto tanti miracoli e sono tutti testimoniati e anche i medici ammettono che le persone sono guarite non per medicina medica ma per medicia di Dio. Padre Pio<br /> e madre Teresa di Calcutta hanno conosciuto Padre Gino e sono stati presenti e lo hanno sostenuto qualdo successe l'accusa. é normale che le accuse erano false perchè santi di questo calibro è<br /> normale che sostengono una persona che ha commesso cose cattive. io non credo. e comunque basterebbe conoscerlo per capire che persoa buona è e quanto ama Dio e lo servre in tutto offrendo tutte<br /> qst sofferenze in silenzio. Chi l ha accusato era solo geloso e invidioso del suo carisama e delle opere di bene che ha fatto e dei grossi flussi di persone riusciva a portare al santuario. quelle<br /> persone che lo hanno accusato si vergognino.
Rispondi
N
<br /> <br /> Kià, se hai coraggio, firma allora la petizione per la riabilitazione  di Padre Gino.<br /> <br /> <br /> Solo con le parole non vai lontano.<br /> <br /> <br /> Riccardo<br /> <br /> <br /> <br />