Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2012/05/27/news/rubato-il-presepe-di-san-rocco-
27 maggio 2012
Rubato il presepe di San Rocco
Dodici statue di cartapesta spariscono dalla chiesa di Prato di Montignoso. Appello dei parrocchiani
Meditazione
UN BAMBINO E’ "DIO"
Un bambino come i nostri appena nato, che dorme fra le braccia della Madre, è il Figlio di Dio, è il Salvatore atteso. Dio ci viene incontro non con i segni della potenza che incute timore, ma nella debolezza di un bambino che chiede amore: un bambino "povero" che nasce in una stalla, che ha per culla una mangiatoia. Eppure nel silenzio di quella notte risuona il lieto annuncio: "Vi annuncio una grande gioia, oggi è nato per voi il Salvatore". La gioia è la certezza di essere salvati. La nostra gioia è Gesù, "Dio con noi". Il volto di Dio risplende sul volto di un bambino povero appena nato.
Affrettati, o Gesù, eccoti il mio cuore. L’anima mia è povera e nuda di virtù, le paglie di mie tante imperfezioni ti pungeranno e ti faranno piangere. Ma, o mio Signore, è tutto quello che ho. Mi commuove la tua povertà, mi intenerisce, mi strappa le lacrime. Gesù abbellisci l’anima mia con la tua presenza, adornala con le tue grazie, brucia queste paglie e cambiale in soffice giaciglio per il tuo santissimo corpo di neonato. Gesù, ti aspetto. Molti ti rifiutano, Fuori spira un vento glaciale… vieni nel mio cuore. Sono povero, ma ti riscalderò più che posso. Almeno voglio che ti compiaccia del mio grande desiderio di farti buona accoglienza, di volerti un gran bene, di sacrificarmi per te.
Papa Giovanni XXIII (1881-1963)
MONTIGNOSO. San Giuseppe, la Madonna e Gesù bambino. E poi due pastori con zampogna e pecora sulle spalle, l’angelo e i Re Magi. Hanno risparmiato solo il bue e l’asinello i ladri che hanno rubato il presepe dalla chiesa di San Rocco a Prato di Montignoso. Statue leggere, di cartapesta, ma che hanno un gran peso nel cuore dei parrocchiani.
Il furto risale a venerdì 4 maggio, ma solo ora il custode della chiesa, il pittore e scultore Pietro Pegollo, autore dell’allestimento, ha deciso di renderlo noto. «Un gesto deprecabile», lo definisce, non tanto per il valore commerciale delle statue quanto per quello affettivo.
Il presepe si trovava all’interno dell’oratorio, in fondo alla chiesa, dallo scorso Natale. La porta qui è sempre aperta, dalle 8.30 alle 18, anche più tardi d’estate. Chiunque può entrare a pregare o, come fanno i bambini del posto, per andare a vedere il presepe.
«L’ho comprato nel 1986 da un artigiano a Bagni di Lucca – spiega Pegollo – insieme a un presepe gemello che si trova ad Altagnana. Sono figure in cartapesta, alte minimo 50 centimetri, realizzate a mano, come non se ne trovano più da tempo. L’allestimento è di due metri per quattro e un’immagine fu portata anche a papa Giovanni Paolo II quando mi ricevette come presepista a metà anni Ottanta».
Figurarsi lo sgomento quando quel venerdì, intorno alle 16, il signor Pietro entra in chiesa e, alzando gli occhi sul suo gioiello, vede solo due o tre spaesate pecorelle. «Mi sono accorto che c’era una sedia fuori posto e ho pensato che avessero di nuovo portato via la cassetta delle offerte, visto che è capitato diverse volte – spiega – e invece il bersaglio è stato un altro. Ci hanno rubato in tutto dodici statue. Si sono salvati solo il bue e l’asinello, un altro angelo e un personaggio perché li avevo legati. Non hanno risparmiato nemmeno la culla».
Quel giorno gli abitanti hanno visto aggirarsi intorno alla chiesa due persone ma, nonostante gli oggetti trafugati siano piuttosto ingombranti, seppur leggeri, gli autori del brutto gesto restano ignoti. «Abbiamo fatto denuncia dai carabinieri il lunedì successivo – spiega Pietro – ma del nostro presepe non si hanno notizie».
Rabbia, incredulità, anche paura: i parrocchiani non hanno spiegazioni per il furto che attribuiscono al «periodo particolare che sta attraversando il Paese» e che «si riflette anche nei gesti sconsiderati e poco giustificabili» come questo.
La chiesetta, che fa capo alla parrocchia dei Santi Vito e Modesto, adesso è sorvegliata speciale. «Il parroco stava quasi pensando di chiuderla – spiega Pietro – anche perché come oratorio potrebbe stare aperta anche solo il 16 agosto, festa di San Rocco. L’apertura attuale è un favore che abbiamo chiesto, ma così non si va avanti».
Per questo i parrocchiani lanciano un appello: se chi ha portato via la santa famiglia è appassionato di oggetti religiosi o è particolarmente devoto, «trovi degna collocazione ai personaggi del presepe, rendendone altresì riguardoso omaggio», spiegano. Oppure si metta una mano sul cuore e riporti le statue al loro posto.
| youtube.com30 set 2008 - 5 min - Caricato da maxpezzalixsempre |