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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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PADRE GINO BURRESI HA GIA' PERDONATO IL SUO GIUSTIZIERE ED EX SUPERIORE OMV, CARDINAL WILLIAM LEVADA

abrizio de andré

Il pescatore
(Liberty, 1970) [poi in "Fabrizio De André," Produttori Associati, 1976]

* * * *

È una delle ballate più emblematiche del De André, per così dire, primordiale, una sorta di manifesto per i personaggi "fuori", cui si contrappone una volta di più la legge. L'incontro tra l'assassino e il pescatore avviene in maniera casuale e si consuma rapidamente, senza cerimonie e commenti, quasi nell'indifferenza; ma un'indifferenza di solidarietà e di sincerità che esulano dai comuni rapporti umani.
L'assassino si qualifica subito per quello che è e manifesta i propri bisogni primari senza cortesie o diplomazie. La reazione dell'interlocutore è sorprendente: esaudisce i desideri dell'assassino senza paura, senza far domande e senza far questione di principio, come fosse naturale aver a che fare con un omicida. Si riscoprono così le condizioni umane più semplici al di là di ogni convenzione e fanno capolino i ricordi dell'infanzia, dell'età dei giochi quando forse non c'era bisogno di trovare difese per far fronte al mondo. L'arrivo dei gendarmi, forse gli stessi che hanno impietosamente cacciato Bocca di rosa da Sant'Ilario, lascia impassibile il protagonista, che non si degna neppure di rispondere ed è già ripiombato nel suo sonno pomeridiano. La strofa finale coincide con quella iniziale e sta ad indicare un tempo non trascorso o comunque rimosso. Questa volta saranno i giustizieri a rimanere scornati perché non li si degna neppure di uno sguardo o di una risposta. Resta solo la specie di sorriso con cui il pescatore guarda sornione al mondo con l'aria di chi sa come.
La struttura musicale è molto semplice: tre accordi su tutto il brano, una linea melodica senza virtuosismi che percorre quasi tutti i gradi della scala della tonalità d'impianto e un interessante gioco di chitarre, due acustiche in funzione di accompagnamento e una elettrica che risponde alla voce della strofa. Le strofe sono separate da una frase musicale fischiata, a lasciare un momento di respiro alla narrazione.
Ci sarà da sorprendersi una decina d'anni più tardi con la versione live di questo brano per gli stravolgimenti strumentali creati dall'arrangiamento della P.F.M.
[Matteo Borsani - Luca Maciacchini, Anima salva, pp. 61-62]

 

L'assassino e Il pescatore

In questa canzone due sono i protagonisti: un assassino inseguito dalle forze dell'ordine, e un pescatore, cui l'assassino chiede da mangiare e da bere. A lui il pescatore dà da mangiare e da bere, senza chiedere nulla, in modo quasi evangelico. E quando passeranno i gendarmi, il pescatore non indica loro da che parte è andato l'assassino, e ripiomba in un sonno, con il viso appena segnato da un sorriso sornione. "il pescatore"



PLAY  :  "Il pescatore" su youtube

 



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