Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
http://psicologo.girlpower.it/amore-rapporti/philofobia-paura-d-amare/
Salve Dottore
le scrivo per cercare una risposta che non ho mai trovato al mio mal d’amore. Ho delle serie difficoltà quando inizio una relazione sentimentale nel farla durare. Ho 34 anni e non so dirmi se mi sono mai innamorato.
Non ho nessun problema quando mi piace una ragazza ad avvicinarla. Anzi spesso in passato sentivo questa cosa come una sfida,una competizione.
Ma quando la ragazza cede e comincia a manifestare il suo interesse per me,ai momenti di gioia e poesia, subentra dopo un breve periodo (che si assottiglia sempre di più nel corso degli anni) un senso di ansia fortissimo che mi blocca e spegne gradualmente i miei sentimenti (se si possono considerare tali).
Ogni volta si ripropone il solito copione, solo che negli ultimi anni impiego più tempo a trovare interesse nuovamente per un'altra ragazza. Ho frequentato 4 anni fa una ragazza del Veneto (la distanza è una
componente ricorrente nelle mie relazioni) che dopo 4 mesi ho lasciato perchè mi son accorto che fisicamente non mi diceva nulla, i miei occhi cadevano sempre sui suoi "difetti "e la cosa mi bloccava.pensavo che fosse stata semplicemente un'infatuazione.
Nell’agosto 04 ho conosciuto al mare una ragazza che vive a 7 ore di distanza da me.Mi ha colpito molto fisicamente però mi dicevo che non avevo voglia di impegnarmi. L’ho corteggiata ugualmente per sfida e lei mi ha dato il suo numero. All’inizio per qualche mese ci siam sentiti,poi improvvisamente dopo che io non mi son fatto sentire per qualche settimana, lei non mi ha più cercato. Ho avvertito un senso di vuoto.. quella persona mi mancava. Allora la chiamai io..ma lei era distaccata. Diceva che mi avrebbe chiamato ma poi non lo faceva. Però mi invitò ad andare a trovarla nella sua città e io dopo un mese mi recai da lei. Lei dopo che alternava momenti in cui era gentile e premurosa con me a tratti mi ignorava completamente. Dopo avermi confessato che era presa da un’altra persona ma non corrisposta,io non mi persi d’animo e dopo qualche giorno arrivai quasi al punto di dichiararmi(cosa che io non facevo mai di solito). Lei in quel momento che corrispondeva alla mia partenza mi respinse in modo evasivo.
Ma dopo qualche giorno in cui io ero in preda allo sconforto non resistetti alla voglia di sentirla e la chiamai.dopo qualche giorno; mi lasciò intendere con frasi ambigue che potevo interessarle,sarebbe dipeso da me. La corteggiai al telefono per un mese, finchè lei venne nella mia città (a trovare suoi parenti)e lì dopo una settimana bellissima passata spesso insieme decidemmo di frequentarci in modo più serio (non da semplici amici). La portai in posti bellissimi al mare che conoscevo..le regalai delle rose.
Dopo la sua partenza ci sentimmo tutti i giorni al telefono e io le scrivevo delle poesie profonde..Ma dopo una settimana ecco scatenarsi in me l’infernale meccanismo..Crisi d’ansia che addiritura mi impedivano di dormire e pensieri negativi.Mi balenava in testa che lei non mi piacesse (il naso,il viso) che forse era un’infatuazione, stavo fondendo il cervello. Lei reagì malissimo alla mia crisi..ma poi decise che non si poteva mandare all’aria quello costruito fin lì, ed io mi impegnai a lottare per batter la crisi. Solo che lei dopo qualche settimana, periodicamente perdeva le staffe e andava in escandescenza ferendomi con offese personali..
Dopo un mese ci rivedemmo e appena la vidi la vedevo diversa, brutta, Pensavo: Noo! non mi piace ,ha il naso lungo, il viso brutto. Questo mi provocava un senso di repulsione che faticavo a dominare.Il secondo giorno già stavo meglio..poi quando il terzo e ultimo giorno partii,mi dispiaceva andarmene perchè ero stato bene. Ma dopo qualche giorno in cui anche lei ebbe delle incertezze e dubbi,terminate le sue ,iniziarono le mie solite paranoie che però mi pesavano molto. Sentivo un senso di pesantezza enorme derivante da questa storia.
Dopo un mese ci rivedemmo e lei mi ha lasciato. Era un pezzo di ghiaccio.mi ha trattato come un estraneo. Io mi sentivo strano,sperduto,tristissimo. Non mi era mai capitato di essere lasciato dopo una relazione. Ma dopo qualche giorno mi chiese di telefonarle. Cominciammo a risentirci ogni tanto.
Le chiesi se sarebbe tornata con me, lei rispose che non poteva. Però voleva ugualmente che ci sentissimo.MA dopo qualche gg le dissi che non dovevamo sentirci più..non accettavo che lei si vedesse con altri e mentre continuasse a sentirmi. Lei andò in tilt e non voleva ma io fui determinato. Dopo 4 gg mi mandò un sms chiedendomi di incontrarla, io accettai ma successivamente lei specificò che il vedersi non implicava ritornare
automaticamente insieme. La cosa a me andava benissimo poichè non mi impegnava e intanto godevo della
sua affettività. Passammo tre giorni molto intensi e romantici. Ma in quegli attimi di passione,a tratti mi venivano dei forti desideri di scappare e che tutta quella situazione finisse presto. A livello erotico la cosa mi prendeva
moltissimo,lei fisicamente è proprio il mio ideale di donna.Ma non vedevo l’ora di ripartire.
Quando tornai a casa ci sentimmo ed io provai di nuovo quel senso di repulsione. Che lei avvertì nuovamente. A quel punto mi fece un ultimatum,si disse innamorata di me e voleva che io tornassi ufficialmente con lei.Dissi
che avevo bisogno di tempo,ma lei rispose che questa mia risposta la deludeva tanto.
A quel punto ha tratto la conclusione che io non sentivo quello che sente lei e decide che non dobbiam sentirci più. Mi disse che mi amava e che io non apprezzavo questo.
Dopo un periodo di vacanze in cui non provavo alcun interesse per altre ragazze ,ho sentito molto la sua mancanza e l'ho cercata al telefono,ma lei dolcemente mi ha detto che non se la sente di sentirci come amici, la cosa la fa soffrire.
Ora mi manca ,ho provato ad uscire con delle altre ma finita la serata,l’indomani il mio pensiero finisce spesso a lei.Ma mi blocca il ricordo di quella pesantezza che provavo quando stavamo insieme,quell’ansia,e alcuni suoi atteggiamenti; é strano ma dopo che lei mi ha lasciato le nostre conversazioni telefoniche e non erano molto più vive, mi piaceva stare con lei a parlare per ore.Mentre quando stavamo insieme mi annoiavo e le conversazioni erano prive di mordente.
Premetto di venire da una famiglia separata,vivo con mia madre,con mio padre ho sempre avuto un rapporto duro, aspro e spesso difendevo mia madre da lui.Sono in cura da una terapeuta ma non ho trovato tutte le risposte. Ha qualche testo di lettura da consigliarmi in relazione all’argomento? Cosa ne pensa Dottore di questa mia storia strana?
S.C.
"Un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla"
(C. Pavese, Il mestiere di vivere)"
C’è un termine, poco conosciuto, per definire il tuo "mal d’amore" ed è PHILOFOBIA, vale a dire la paura d’innamorarsi o di essere innamorati. Questa paura, nelle sue fasi acute o nei casi più estremi, si manifesta con gli stessi sintomi di un attacco d’ansia o di panico. Come sintomi abbiamo: dispnea, sudore eccessivo, nausea, tachicardia, agitazione ed altri sintomi tipici dell’ansia.
Quali le cause?
Le cause possono essere diverse, e la maggior parte riconducibile ad una sorta di "meccanismo di difesa" , non amiamo per non soffrire. Ci sono cause che definirei reattivo-situazionali, quali ad esempio una passata e profonda delusione sentimentale che ci ha profondamente ferito al punto di non volerne più sapere d’innamorarci per il timore di soffrire di nuovo o di essere nuovamente delusi.
Altre cause sono riconducibili all’aforisma di C.Pavese, cioè amare significa denudarsi, gettare la maschera esterna che spesso indossiamo, rivelare le nostre debolezze. Queste cause le ritroviamo, spesso, nelle persone che vogliono a tutti i costi, in tutte le situazioni, dimostrare d’essere forti e l’innamorarsi potrebbe, invece, rivelare tutta la loro debolezza interiore. Inoltre ci sono cause che affondano nella nostra infanzia, nel rapporto con i nostri genitori. Un esempio, fra i tanti, richieste d’affetto ai propri genitori che non trovano risposta o anzi inducono una loro risposta negativa
Personalmente ritengo che la paura d’amare è fra le peggiore delle paure, perché ci priva della più bella delle componenti della nostra vita, quella d’amare e di essere amati. Entrando nel dettaglio del tuo caso ravvedo tutto ciò che ti ho detto. La stessa ambivalenza della relazione con la tua ex. Il fatto che lei abbia troncato ti ha impedito di mettere tu la parola "fine", come avveniva con le altre. E nel brano della tua email "Premetto di venire da una famiglia separata, vivo con mia madre, con mio padre ho sempre avuto un rapporto duro, aspro e spesso difendevo mia madre da lui" ci potrebbe essere una possibile chiave di lettura, che la limitatezza della consulenza online m’impedisce d’approfondire.
| youtube.com22 gen 2008 - 6 min - Caricato da babybluma |