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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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Padre Gino Burresi : "Non sono stati guariti tutti e dieci? Dove sono gli altri nove? "

http://www.veravita.org/studi/vari/vari-html/ringraziamento-01.09l.html

 

Rendere grazie

 

di Marco deFelice

 

Una delle basi della vita di un vero credente è abbondare nel ringraziamento. Questo è un comandamento di Dio, e non è gravoso, come leggiamo in 1Giovanni 5:3.

1Giovanni 5:3 “Questo infatti è l’amore di Dio: che noi osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.” 1Gv 5:3 LND

Non è gravoso abbondare nel ringraziamento, perché Dio ha fatto abbondare in noi tante benedizioni. Dobbiamo essere grati a Dio, per le immense benedizioni che abbiamo in Cristo.

 

L'esempio dei lebbrosi

 

Uno dei racconti biblici che ci aiuta a capire la tendenza del cuore dell'uomo è scritto in Luca 17:11 in poi. Leggiamo:

“11 Or avvenne che, nel suo cammino verso Gerusalemme, egli passò attraverso la Samaria e la Galilea. 12 E, come egli entrava in un certo villaggio, gli vennero incontro dieci uomini lebbrosi, i quali si fermarono a distanza,” Lu 17:11-12 LND

I lebbrosi, dovevano stare lontano dalle altre persone, perché la loro malattia era molto contagiosa, perciò vivevano isolati dalla società, e non era permesso loro avere contatti con persone sane. Ecco perché questi 10 lebbrosi restarono a distanza da Gesù, e gridavano, come leggiamo:

“13 e alzarono la voce, dicendo: "Maestro, Gesù, abbi pietà di noi". 14 Ed egli, vedutili, disse loro: "Andate a mostrarvi ai sacerdoti".

Queste parole di Gesù potrebbero sembrare un comandamento strano, ma non lo era. Infatti, quando uno era guarito dalla lebbra, doveva presentarsi dal sacerdote il quale confermava la sua guarigione ufficialmente. In quel modo, quella persona poteva ritornare a vivere nella società. Per loro il fatto di andare dal sacerdote era un passo di fede. Nell'andare verso il sacerdote dovevano credere che sarebbero stati guariti. E infatti, fu così. Il versetto continua e dichiara:

E avvenne che, mentre se ne andavano, furono mondati.” Lu 17:13-14 LND

Mentre andavano esercitavano un atto di fede in Gesù, ed in virtù di questa fede furono mondati e furono guariti.

Ricordate che c'erano 10 lebbrosi. Leggiamo quello che è successo.

“15 E uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro glorificando Dio ad alta voce. 16 E si gettò con la faccia a terra ai piedi di Gesù, ringraziandolo. Or questi era un Samaritano.” Luca 17:15-16 LND

È incredibile che sia tornato solamente uno di loro. La lebbra era la malattia più terribile che esisteva. Ti condannava ad un'esistenza terribile, lontano dalla propria famiglia, lontano dalla società, lontano dalla sinagoga, lontano da tutto i contatti con gli altri. Potevano stare vicino solo ad altri lebbrosi. Alla luce di questo, è incredibile che solamente uno di loro sia tornato indietro per ringraziare Gesù Cristo. È interessante notare che l'unico che sia tornato, era un Samaritano. Ricordate che fra i Giudei e i Samaritani c'era un odio. Invece qui troviamo addirittura un samaritano prostrato davanti a Gesù Cristo, un giudeo, mentre lo ringraziava per ciò che aveva ricevuto da Lui..

Notate poi quello che Gesù gli disse:

“17 Gesù allora prese a dire: "Non sono stati guariti tutti e dieci? Dove sono gli altri nove? 18 Non si è trovato nessuno che sia ritornato per dare gloria a Dio, se non questo straniero?". 19 E disse a questi: "Alzati e va la tua fede ti ha guarito".” Luca 17:17-19 LND

Nel Greco, la frase di Gesù “la tua fede ti ha guarito” è “la tua fede ti ha salvato”. Dieci furono guariti, uno solo è stato salvato. È una cosa meravigliosa per quell'unica persona, ed è una cosa terribile per gli altri nove. Questa storia ci mostra quanto è terribile la mancanza di gratitudine. È difficile capire come i nove hanno potuto così presto dimenticare Colui che era stata la fonte della loro guarigione.

In Romani 1, pensando al discorso della mancanza di gratitudine, Paolo descrive il peccato di fondo della società peccaminosa, delle persone in tutto il mondo. Qui il peccato è dichiarato in modo molto specifico. Leggiamo il v.21

“Poiché, pur avendo conosciuto Dio...” Romani 1:21 LND

Ogni persona nel mondo conosce Dio. Non è conosciuto da molti in modo personale, non è conosciuto come il Salvatore, ma sanno di Lui. Lo conoscono tramite il loro ragionamento, perché osservano la creazione e sanno che c'è una causa per tutto, una fonte di tutto. Possono capire che Dio è un giudice, perché hanno qualcosa della legge di Dio scritto sulla loro coscienza. Romani 2 parla di questo: “Poiché, pur conoscendo Dio, non Lo avevano onorato come Dio, ne Lo avevano ringraziato come dovevano.” Finiamo di leggere Romani 1:21.

“Poiché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno però glorificato né l’hanno ringraziato come Dio, anzi sono divenuti insensati nei loro ragionamenti e il loro cuore senza intendimento si è ottenebrato.” Romani 1:21 LND

Da questo vediamo che, agli occhi di Dio, non ringraziarLo è uno dei peccati più gravi. Essere ingrato è una caratteristica dei non credenti. Non dovrebbe essere una caratteristica dei figli di Dio.

Possiamo comprendere un non credente che non è riconoscente. Non riusciamo a comprendere un credente che non è riconoscente. Né Dio comprende un credente che non è riconoscente.

In 1Tessalonicesi 5:18, leggiamo:

“In ogni cosa rendete grazie, perché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.” 1Tess 5:18 LND

Il brano ci comanda di gioire sempre, di pregare senza mettere, e in ogni cosa rendere grazie a Dio, per mezzo di Gesù Cristo.

Il fatto di abbondare in ringraziamenti a Dio risale al tempo dell'Antico Testamento. Se ricordate, oltre ai sacrifici per il peccato, in cui le persone riconoscevano il loro peccato e chiedevano perdono a Dio, esisteva anche un altro tipo di offerta, che veniva chiamata sacrificio di ringraziamento, o sacrificio di riconoscenza. Serviva per ricordare alle persone l'importanza di essere riconoscenti a Dio, per tutta la sua misericordia, la sua provvisione e la sua cura.

Che cosa facciamo noi oggi che serva a ricordarci di essere riconoscenti a Dio? Quando prendiamo insieme la Cena del Signore, in essa ricordiamo che la nostra salvezza è dovuta al sacrificio di Gesù Cristo, e questo ci aiuta a essere riconoscenti a Dio per questo dono ineffabile.

Tornando a 1Tessalonicesi 5:18, notiamo in quali e situazioni e dobbiamo rendere grazie a Dio. Leggiamo.

“In ogni cosa rendete grazie, perché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.” 1Tessalonicesi 5:18 LND

Dobbiamo rendere grazie in ogni cosa, sempre, in ogni circostanza. Dobbiamo ringraziare Dio in ogni circostanza, tranne che per i nostri peccati. C'è sempre un motivo per cui possiamo ringraziare Dio, in ogni circostanza, in ogni prova e difficoltà.

Ricordate che il non essere grato è una caratteristica di persone non salvate, persone che non conoscono Dio. Vediamo questo nell'elenco di peccati dei non salvati in 2Timoteo 3:

“1 Or sappi questo: che negli ultimi giorni verranno tempi difficili, 2 perché gli uomini saranno amanti di se stessi, avidi di denaro, vanagloriosi superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, scellerati,” 2Timoteo 3:1-2 LND

Negli ultimi giorni, quando il mondo sarà più malvagio che mai, una delle caratteristiche degli uomini senza Dio, sarà che saranno ingrati. Più una persona è malvagia, più è ingrata. Ecco perché non è strano quando vediamo persone non salvate che si lamentano sempre. Sono amareggiati, arrabbiati, ingrati, pretendono che tutto vada bene, e stanno male quando le cose non vanno come vogliono loro. L'uomo senza Dio crede nella propria capacità e magari nella fortuna. Ma non è riconoscente al suo Creatore.

Quanto tutto è diverso per chi è salvato. Noi sappiamo che Dio è all'opera, Dio ha un piano divino e un traguardo eterno. Tutto ciò che succede nella nostra vita è diretto da Dio, per il nostro bene, per la nostra crescita, e per la gloria di Dio. Egli dirige tutto per il suo traguardo sovrano. Che meravigliosa verità troviamo in Romani 8:28

“Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento.” Romani 8:28 LND

Dio controlla tutto, in modo che tutto produce il suo bene eterno in noi. Ecco perché 1 Pietro 4:12 è vero:

“Carissimi, non lasciatevi disorientare per la prova di fuoco che è in atto in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano.” 1Piet 4:12 LND

Non è una cosa strana passare una prova di fuoco, perché fa parte del piano di Dio per produrre un bene eterno in noi.

Perciò, in qualunque situazione ti trovi, in tutto quello che arriva nelle tua vita, rispondi con gioia e con gratitudine, sapendo che Dio è all'opera.

Come credenti, molto spesso noi pecchiamo con il grave peccato dell'ingratitudine.

Noi dovremmo invece essere grati a Dio, dovremmo ringraziare Dio per ogni benedizione, anche la più piccola. Dovremmo ringraziare Dio per ogni piccola e grande bontà, per tutto ciò che Dio provvede per noi.

Credo che questo sia uno dei motivi per cui, in 1 Timoteo 4, Paolo dichiara che possiamo mangiare qualsiasi cibo, quando è fatto con rendimento di grazie. Questo è uno dei motivi per cui dovremmo sempre ringraziare Dio prima dei pasti, non come tradizione, ma perché ricordiamo che veramente il cibo viene da Lui, e non dobbiamo prenderlo mai per scontato.

Nei tempi della Bibbia, il ringraziamento faceva parte del culto. Per esempio, in 1Corinzi 14, Paolo insegna come comportarsi durante il culto. Tratta discorsi delle lingue e altri doni spirituali, che i Corinzi stavano usando in modo sbagliato. Vi invito a notare una verità importante in 1 Corinzi 14:16,17. Paolo sta parlando di uno che prega in una lingua che gli altri non capiscono:

“16 Tuttavia, se tu lodi Dio con lo spirito, coLui che occupa il posto del profano, come dirà Amen, al tuo ringraziamento, poiché egli non comprende ciò che tu dici? 17 Infatti tu puoi anche rendere un bel ringraziamento, ma l’altro non è edificato.” 1Co 14:16-17

Da questo riconosciamo che una parte importante del culto è ringraziare Dio. Dobbiamo ringraziare nella nostra vita personale, nella vita di famiglia, e anche nella vita di Chiesa.

Voglio incoraggiarvi tutti ad avere questo tipo di cuore. Chiaramente, nella società in cui viviamo è molto raro trovare chi ha un cuore che abbonda in ringraziamento. Piuttosto, c'è molto scontentezza e lamentela. Viviamo in un'epoca e in un posto in cui non ci manca nulla, eppure le persone non sono riconoscenti. Forse sarebbe più facile essere riconoscenti se fossimo tutti disperatamente poveri, perché in quella condizione è facile essere riconoscenti anche per un pezzo di pane.

È un peccato terribile quando i credenti sono agitati o stressati o scoraggiati, perché le cose non vanno come vogliono loro, come se meritassero tutto quello che vogliono. In realtà, il tuo cuore dovrebbe abbondare tanto in ringraziamento, il quale abbonda per la gloria di Dio. Infatti, la grazia di Dio che salva, produce ringraziamenti a Dio. Un vero credente dovrebbe abbondare in ringraziamenti proprio come fosse uno stile di vita. Quanto è triste vedere credenti che sono scontenti, che brontolano, che non sono contenti delle loro circostanze. Pretendono che Dio cambi le cose della loro vita. Piuttosto dovrebbero essere ricolmi di gratitudine per l'immensa grazia di Dio in Gesù Cristo.

In 2 Corinzi 9, Paolo ci ricorda la grandezza di Dio, la sua ricchezza e come Egli versa queste ricchezza su coloro che danno abbondantemente da quello che hanno ricevuto per aiutare altri. Questo brano sta parlando di dare da tutto quello che abbiamo, ma notiamo ciò che Paolo dichiara nel v.11.

“allora sarete arricchiti per ogni liberalità....” 2Cor 9:11 LND

Quando tu dai, quando porti i tuoi soldi, il tuo tempo, e te stesso a Dio, tu sarai arricchito. In altre parole, non puoi dare di più di quello che Dio ti dà, come leggiamo in Luca

“Date e vi sarà dato: una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata in seno, perché con la misura con cui misurate, sarà altresì misurato a voi".” Lu 6:38 LND

Chi semina scarsamente, raccoglierà scarsamente, chi semina abbondantemente, raccoglierà abbondantemente.

Quando tu dai da quello che hai già ricevuto da Dio,, Dio dà a te. Non sempre ti dà la stessa cosa che hai dato, ma sempre, infinitamente più di quello che hai dato. Tu semini, e Dio provvede per la raccolta.

Che cosa succede quando diamo liberamente? Leggiamo ancora 2 Corinzi 9:11, completando il versetto.

“allora sarete arricchiti per ogni liberalità, che per nostro mezzo produrrà rendimento di grazie a Dio.” 2Co 9:11 LND

Le nostre buone opere producono rendimento di grazie a Dio in color che ricevano i benefici delle nostre buone opere. Dio vuole i nostri ringraziamenti. Dio condanna la razza umana perché gli uomini non sono riconoscenti. Non essere riconoscenti e vuol dire non riconoscere che Dio è la fonte di ogni benedizione, e vuol dire non riconoscere che ogni benedizione è per grazia; non perché la meritiamo. Perciò, non ringraziare Dio è un peccato molto, ma molto grave.

In cielo, ringrazieremo Dio per tutta l'eternità. Perciò, se tu sei veramente salvato, bisogna iniziare ora a ringraziare Dio in ogni cosa.

Quando noi diamo del nostro per le opere di Dio, come stavamo leggendo in 2 Corinzi 9.11, questo produce un'abbondanza di ringraziamenti verso Dio. Leggiamo i vv.11,12.

“11 allora sarete arricchiti per ogni liberalità, che per nostro mezzo produrrà rendimento di grazie a Dio. 12 Poiché l’adempimento di questo servizio sacro non solo supplisce alle necessità dei santi, ma produce anche abbondanza di ringraziamenti verso Dio,” 2Corinzi 9:11-12

Quando le persone che ricevano i benefici della nostra generosità, vedono Dio all'opera tramite noi, abbondano in ringraziamento verso Dio per la sua opera di averci veramente salvati e per aver prodotto buon frutto in noi. Ciò porta al versetto 15:

“Or sia ringraziato Dio per il suo dono ineffabile.” 2Cor 9:15

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youtube.com19 dic 2007 - 7 min - Caricato da cryprincipes
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