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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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PADRE GINO BURRESI : "PADRE PIO BRUNO LANTERI,TOGLIMI TU LA CORDA DAL COLLO"

Sunday 22 may 2011

Impiccagione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
27 maggio 2005 -  27 maggio 2012 :  7  anni  di  forca  per il povero Padre Gino Burresi

Simulazione di un'impiccagione in una rievocazione storica aPanzano in Chianti
Preparazione di un patibolo per l'impiccagione
Il cappio

L'impiccagione è un metodo di esecuzione capitale che consiste nel sospendere per il collo una persona tramite una corda.

La stessa era chiamata popolarmente anche forca in quanto i due pali verticali che sostenevano la traversa, dove il boia appendeva il condannato, ricordavano i denti (detti rebbi) dell'omonimo attrezzo agricolo. Alcuni sostengono che il nome derivi invece da una sorta di palo a forma di Y usato ai tempi di Costantino come sostituto della croce, alla cui biforcazione veniva posto il condannato che moriva così per soffocamento.[senza fonte]

Questa era solo la parte superiore della struttura che era detta patibolo. In un primo tempo al condannato era posta una robusta corda al collo con un nodo scorsoio detto cappio; l'apertura di una botola sotto i piedi, provocava la sospensione della vittima, che a sua volta gli causava la rottura delle ossa del collo e l'asfissia e di conseguenza in breve la morte, oltre all'estroflessione dei bulbi oculari e della lingua[senza fonte].

L'impiccagione viene registrata per la prima volta in Inghilterra nel 1214 d.C., quando il figlio di un nobile venne impiccato per pirateria.

Nel Medioevo un'altra forma di impiccagione consisteva nel legare un cappio al collo del condannato e gettarlo giù da una grande altezza (le mura di un castello, un dirupo, ecc.). A volte, quando il condannato era troppo pesante, non veniva impiccato a causa del fatto che la testa poteva letteralmente staccarsi.

Si conoscono anche metodi più sommari per questo tipo di condanna a morte, a volte infatti, al posto del patibolo, bastava un grosso ramo di un albero al quale impiccare il condannato. Questa pratica era molto diffusa durante l'epoca del far west americano.


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www.youtube.com/watch?v=i6cfiAOqAQU17 mag 2011 - 4 min - Caricato da VideoBoxCover
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