Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
È da quel 25 marzo 2005, nel quale durante la Via Crucis al Colosseo si scagliò contro la «sporcizia nella Chiesa», che Joseph Ratzinger ha pubblicamente alzato la voce contro lo scandalo della pedofilia e degli abusi sessuali che hanno coinvolto alcuni consacrati in particolare negli Stati Uniti e in Irlanda. Ma ben prima, seguendo le sue direttive, la Congregazione per la Dottrina della fede si era messa in moto per sradicare questa perversione e per ridurre allo stato laicale i responsabili di tali «crimini abnormi», come egli stesso lì definì il 28 ottobre 2006 nel discorso ai vescovi irlandesi.
L’affetto e l’accoglienza di papa Ratzinger nei riguardi delle vittime di tali abusi si è concretamente dimostrato negli incontri da lui avuti negli Stati Uniti il 17 aprile 2008, in Australia il 21 giugno 2008, a Malta il 18 aprile 2010, in Gran Bretagna il 18 aprile 2010. Il suo atteggiamento lo definì a chiare lettere durante il viaggio negli Stati Uniti, il 15 aprile 2008: «Escluderemo rigorosamente i pedofili dal sacro ministero. È assolutamente incompatibile: chi è veramente colpevole di essere pedofilo non può essere sacerdote».
E in effetti, dal momento dell’elezione, Benedetto XVI ha assunto duri provvedimenti nei confronti di molti consacrati. Fra i casi più eclatanti, resi pubblici dalla Santa Sede, ci sono don Gino Burresi, fondatore dei Servi del Cuore immacolato di Maria; il vescovo argentino Juan Carlos Maccarone; padre Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo; il fiorentino don Lelio Cantini; il vescovo canadese Raymond John Lahey; padre Marco Dessì, missionario in Nicaragua; il bolognese don Andrea Agostini; il vescovo belga Roger Joseph Vangheluwe; il ligure don Nello Giraudo; il cileno don Fernando Karadima; l’australiano don John Denham; il maltese don Charles Pulis; lo statunitense Thomas H. Teczar.
Molti sono stati anche i vescovi di cui il Pontefice ha accettato, se non provocato, le immediate dimissioni, per responsabilità nella copertura di sacerdoti diocesani pedofili. Fra loro, l’irlandese John Magee (Cloyne), l’irlandese Donal Murray (Limerick), l’americano John C. Favalora (Miami), l’irlandese James Moriarty (Kildare e Leighlin), l’americano Daniel Walsh (Santa Rosa).
Il punto culminante dell’impegno di Benedetto XVI è stata la promulgazione, il 15 luglio 2010, delle modifiche alle Normae de gravioribus delictis redatte dalla Congregazione per la Dottrina della fede. La nuova normativa ha elevato da dieci a venti gli anni per la prescrizione, ha semplificato le procedure e ha ribadito che «va sempre dato seguito alle disposizioni della legge civile per quanto riguarda il deferimento di crimini alle autorità preposte».
NON POSSO DARE TUTTI I TORTI AD ADRIANO CELENTANO.
OGNI VOLTA CHE MI SONO RIVOLTO A “ FAMIGLIA CRISTIANA “ E AD “ AVVENIRE “, SIA PER PROBLEMI PERSONALI O NEL CASO DI PADRE GINO BURRESI, NON MI HANNO MAI RISPOSTO, NEANCHE CON UNA MAIL PRIVATA.
NON HO AVUTO UNA BUONA IMPRESSIONE DEL LORO COMPORTAMENTO.
IL QUOTIDIANO COMUNISTA “ IL MANIFESTO “ HA AVUTO PIU' PIETA' DI ME DI QUANTO NON ME NE ABBIANO DIMOSTRATA I DUE GIORNALI CATTOLICI.
D'ALTRA PARTE BISOGNA CONSIDERARE CHE ANCHE I GIORNALISTI DI QUESTE DUE TESTATE HANNO LE MANI LEGATE, SPECIALMENTE DI QUELLA CHE FA CAPO AI VESCOVI DELLA CEI, CHE SONO I SOLI A DETTARE LEGGE SU QUANTO DEBBA ESSERE PUBBLICATO.
IN QUESTO CONTESTO VORREI RICORDARE L'AVVENUTA CHIUSURA DI QUALCHE SETTIMANA FA DEL SITO “ LA MANO DI MARIA.COM “ , SOLO PERCHE' DON PAOLO NACCI, FACENTE PARTE DELL'ASSOCIAZIONE, HA PUBBLICATO UN MIO ARTICOLO MOLTO PARTICOLARE SU PADRE GINO BURRESI.
LA CHIESA NON PERDONA.
QUESTO E' IL PROBLEMA !!!
A GESU' CRISTO E' STATO MESSO IL BAVAGLIO PROPRIO DA COLORO CHE NE DOVREBBERO DIFFONDERE IL MESSAGGIO DI LIBERAZIONE DALLE SCHIAVITU'.
LA CHIESA E' SCHIAVA DEL POTERE E QUESTI SONO I RISULTATI.
FINTANTO CHE IL CONCLAVE SFORNERA' PAPI POLITICI, LA SITUAZIONE NON CAMBIERA'.
IL VATICANO E' UNO STATO ASSOLUTISTA CHE SI SERVE DEL SANTO NOME DI GESU' CRISTO PER CONTINUARE A GOVERNARE SUI CUORI DEI FEDELI PAUROSI, CHE NON HANNO IL CORAGGIO DI CERCARE DIO SUI SENTIERI IMPERVI DELLO SPIRITO E SI ACCONTENTANO DEL " prêt-à-porter " DELLA SANTA SEDE.
LA PAURA BLOCCA LA FANTASIA DI AMARE E L'AMORE RESTA UNA PAROLA VUOTA E STERILE IN BOCCA AL VANITOSO PAPA BENEDETTO XVI E ALLA CHIESA.
RICCARDO FONTANA
Petizione Riabilitazione di Padre Luigi( Gino ) Burresi da parte del Papa Benedetto XVI
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| 16 dic 2011 - 3 min - Francesco1Gabriele | |