Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
LA GUERRA A CANESTRO
http://www.balcanicaucaso.org/bloc-notes/La-guerra-a-canestro
7 agosto 2012
Sono molti i lavoratori stranieri che hanno abbandonato la Libia nel 2011 e poi la Siria nel 2012.
Tra loro molti giocatori di basket serbi.
Nonostante l'implosione della Jugoslavia la Serbia ha mantenuto solidi rapporti con il mondo arabo.
Anche sotto canestro. E molti giocatori e allenatori serbi in questi anni hanno militato in squadre di paesi arabi.
Ma le cosiddette primavere arabe non li hanno certo aiutati e sono stati costretti a repentine fughe.
Ora, perlomeno in Libia, alcuni sono pronti a ritornare. “Conosco bene il mondo arabo dato che ho giocato in Libia,
Marocco, Algeria, Tunisia e Siria. Ho dei buoni ricordi di tutti questi paesi. Gli sportivi sono ben stimati ovunque.
Se ti occupi degli affari tuoi non avrai mai problemi”, ha dichiarato al quotidiano di Belgrado Danas Bogoljub Devrnja,
rinomato giocatore di basket.
“Durante il conflitto sono stato in contatto con i miei amici libici... Ho vissuto a Tripoli, la città ha subito grande distruzione
e mi spiace. E' stata costruita dagli operai serbi... Sono felice che la situazione si sia stabilizzata, ho sentito dire che i libici
ora intendono aumentare gli ingaggi per attirare giocatori e allenatori stranieri. Mi piacerebbe poter rientrare per la prossima stagione”, conclude Devrnja.
Sulla questione Danas ha intervistato anche un manager, Ivan Ašanin, che ha sottolineato come la situazione in Libia, Siria
ed Egitto rimane molto precaria e che vi sono numerosi allenatori serbi che attendono con impazienza notizie migliori perché la loro carriera dipende da ingaggi in quella regione. “E' un mercato che ha sempre bisogno di 5-10 allenatori di casa nostra”.
Ivan Ašanin non è però del tutto pessimista. “In Libia quest'anno non c'è stato il campionato di basket ma i club hanno preso parte ad alcune gare ufficiali che le hanno qualificate per la Lega africana dei campioni. Ma in Siria invece la situazione continua a peggiorare. Si combatte casa per casa e non è proprio il caso di parlare di basket”.
http://www.poesianuova.it/poesia.php?poesia=274237&t=Il+tabernacolo+del+soldato
Il tabernacolo del soldato
Il tabernacolo del soldato
Poesia di
Amedeo Falco Teophilus
| Stai seduto, stai a mangiare, c'è il capitano che deve parlare, deve spiegare, deve dire, il prossimo chi è che deve morire... Nella trincea c'è un fratello che ha la divisa di un altro colore, ma che vive accompagnando il tuo stesso dolore... Mentre marciavi tra la neve, pensavi alla vita come può essere breve, mentre solcavi il fiume, ricordavi le carezze di mamma, dolci come piume... E tra uno sparo di sopra, e uno di sotto, cercavi di stare nascosto imperturbabile al solito posto, per scrivere e scrivere ancora, versi di poesia, per la tua bella Signora Dietro alle spalle sempre un soffio di vento, un brivido gelido un oscuro tormento, forse da tempo era predestinato, che un tabernacolo era per te, soldato... Ma prima di partire, con l'anima stesa all'ombra volesti vedere, com'è la faccia di un uomo che muore, quando compie un assurdo dovere Stai seduto, stai a mangiare, ora il capitano non ti può comandare, sei tra i raggi del Sole che vanno a riscaldare, i pensieri di chi in guerra come te non ha mai smesso di amare! Copyright © 2012
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