| 250 anni dalla nascita di Padre Lanteri, formatore di sacerdoti e di laici /http%3A%2F%2Fwww.diocesipinerolo.it%2Fvescovo%2Fimages%2Flanteri.jpg) “Non dimentichiamo padre Lanteri”. È questo l’invito che desidero rivolgere dopo aver partecipato, sabato 9 maggio, ad alcuni momenti in occasione dei duecentocinquant’anni dalla nascita di padre Pio Brunone Lanteri, fondatore degli Oblati di Maria Vergine. Padre Lanteri, oltreché nostro concittadino, è una figura molto importante nella storia della Chiesa del Piemonte. È stato un precursore nel proporre ai laici cammini di santità e impegni nella vita sociale; nella promozione culturale, teologica e spirituale del clero (è lui il fondatore del Convitto ecclesiastico di Torino dove sono stati allenati al ministero generazioni di sacerdoti). Alla radice della meravigliosa fioritura dei santi preti piemontesi c’è padre Lanteri. Ma soprattutto non possiamo dimenticare il Lanteri perché la rinascita della Congregazione da lui voluta avvenne qui a Pinerolo il 7 luglio 1827, presso il convento di S. Chiara (ora casa di riposo Jacopo Bernardi), grazie al consiglio, al sostegno e all’incoraggiamento del vescovo mons. Giuseppe Rey. Commuove l’amicizia e la mutua stima tra il Lanteri e il vescovo Rey, che gli affidò subito compiti delicati all’interno della diocesi, in particolare la direzione spirituale del suo clero. Ma più che al passato, è al presente che dobbiamo volgere la nostra attenzione. Non dimenticare il Lanteri significa che egli ha ancora un messaggio autorevole da trasmetterci almeno in tre direzioni: nel valorizzare i media per trasmettere il Vangelo; nell’incoraggiare i laici a unirsi in forme associative per essere più forti nella testimonianza cristiana; nel riproporre a tutti, preti e laici, la misura alta della vita cristiana che è la santità. Dobbiamo essere grati agli Oblati per il bene seminato dall’inizio della loro presenza a Pinerolo fino ad oggi. Sabato scorso, ricordavo al Rettor Maggiore, padre Patrice Veraquin, questo legame particolare – quasi come un cordone ombelicale – esistente tra la diocesi e la loro Congregazione, pregandolo, di far si che la chiesa che custodisce le spoglie del loro fondatore continui ad essere casa dove si impara l’arte della preghiera e dove si sperimenta la misericordia di Dio nel sacramento della Confessione. È questa la ricchezza che gli Oblati continuano a donare alla nostra città, in perfetta sintonia con il progetto del loro Fondatore che – attraverso la direzione spirituale – voleva far crescere uomini e donne robusti nella fede e formare un clero fedele alla Chiesa. Mons. Rey, quando andava alla casa degli Oblati per gli Esercizi diceva: “vado a scaldarmi nel santo Ritiro alla fiamma dello zelo di padre Bruno”. Anche oggi deve manifestarsi questa affettuosa vicinanza. /http%3A%2F%2Fwww.diocesipinerolo.it%2FVescovo%2Fimages%2Fcrocefirma.jpg) Pier Giorgio Debernardi |