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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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PAPA BENEDETTO XVI E L'ATEO CRISTIANO

 

CORRIERE  DELLA  SERA.IT

 

27 ottobre 2011 16:13

 

Assisi: «Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo»

 

Benedetto XVI: « Se gli atei non trovano
la fede dipende anche dai credenti»

 

Il discorso del Papa: «Gli agnostici alla ricerca di verità aiutano i non credenti a liberarsi dalla false certezze»

Assisi: «Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo»

 

Benedetto XVI: « Se gli atei non trovano
la fede dipende anche dai credenti»

 

Il discorso del Papa: «Gli agnostici alla ricerca di verità aiutano i non credenti a liberarsi dalla false certezze»

 

Dal nostro inviato Gian Guido Vecchi

Benedetto XVI ad Assisi (Ansa)
Benedetto XVI ad Assisi (Ansa)

 

ASSISI – Elogio dell’agnosticismo “pensante”, alla Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo convocata da Benedetto XVI venticinque anni dopo il primo incontro voluto da Wojtyla. Gli agnostici che sono alla ricerca della verità, ha detto il Papa, aiutano gli atei a liberarsi «della loro falsa certezza» e insieme «chiamano in causa»gli stessi credenti, perché «non considerino Dio loro proprietà».

IN TRENO - Benedetto XVI è arrivato la mattina sul treno partito dalla stazione vaticana con trecento rappresentanti delle religioni del mondo. Molto si è parlato del fatto che non ci sarà un momento pubblico di preghiera, a scanso di “sincretismi” e “relativismi”, ma solo un “tempo di silenzio”, dopo il “pranzo frugale”, per la “riflessione o preghiera personali”, ciascuno per conto suo. Le paure dei tradizionalisti, la giornata di “riparazione” dei lefevbriani per i quali «Assisi ha umiliato la Sposa di Cristo». Ma la vera novità di quest’anno è la presenza, per la prima volta all’incontro interreligioso, di grandi intellettuali non credenti: filosofi come Julia Kristeva , Remo Bodei, Guillermo Hurtado, e l’economista Walter Baier. Julia Kristeva, in particolare, ha letto uno splendido intervento sulla “rifondazione dell’umanesimo”, anticipato oggi dal Corriere della Sera. Lo steso rabbino americano David Rosen ha citato Isaia: «pace, pace ai lontani e ai vicini».

I VOLTI DELLA VIOLENZA - Benedetto XVI, nel suo intervento a Santa Maria degli Angeli è partito dai «nuovi e spaventosi volti della violenza e della discordia» che 25 anni dopo continuano a ferire il mondo. Da un parte c’è il terrorismo e la religione «usata come giustificazione della violenza». La religione come «causa» della violenza la si vede anche quando «la violenza viene esercitata da difensori di una religione contro gli altri». Ma tutto ciò è «un travisamento» della religione e «contribuisce alla sua distruzione». Nella storia, ha aggiunto tra l’altro il Papa, «anche in nome della fede cristiana si è fatto ricorso alla violenza: lo riconosciamo, pieni di vergogna. Ma è assolutamente chiaro che questo è stato un utilizzo abusivo della fede cristiana, in evidente contrasto con la sua vera natura». C’è poi una seconda «tipologia di violenza», quella che è «conseguenza dell’assenza di Dio», perché «il “no” a Dio ha prodotto crudeltà senza misura, resa possibile solo perché l’uomo non riconosceva più alcuna norma e alcun giudice sopra di sé». È la violenza dei totalitarismi del Novecento, ha ricordato ad esempio il pontefice, «gli orrori dei campi di concentramento mostrano in tutta chiarezza le conseguenze dell’assenza di Dio». Ma oltre «l’ateismo di Stato» c’è qualcosa di molto attuale: «L’adorazione di mammona, dell’avere e del potere, si rivela una contro-religione, in cui non conta più l’uomo, ma solo il vantaggio personale».

Benedetto XVI in treno ad Assisi

IL RUOLO DEGLI AGNOSTICI – Ed è a questo punto che Benedetto XVI tira le sue conclusioni: «Ho detto che esiste una concezione e un uso della religione attraverso il quale essa diventa fonte di violenza, mentre l’orientamento dell’uomo verso Dio, vissuto rettamente, è una forza di pace. In tale contesto ho rimandato alla necessità del dialogo, e parlato della purificazione, sempre necessaria, della religione vissuta. Dall’altra parte, ho affermato che la negazione di Dio corrompe l’uomo, lo priva di misure e lo conduce alla violenza». Ebbene, «accanto alle due realtà di religione e anti-religione esiste, nel mondo in espansione dell’agnosticismo, anche un altro orientamento di fondo: persone alle quali non è stato dato il dono del poter credere e che tuttavia cercano la verità, sono alla ricerca di Dio». Persone del genere «non affermano semplicemente: “Non esiste alcun Dio”. Esse soffrono a motivo della sua assenza e, cercando il vero e il buono, sono interiormente in cammino verso di Lui. Sono pellegrini della verità, pellegrini della pace. Pongono domande sia all’una che all’altra parte». Ed è questo, conclude il Papa, il ruolo decisivo degli agnostici in cerca della Verità: «Tolgono agli atei combattivi la loro falsa certezza, con la quale pretendono di sapere che non c’è un Dio, e li invitano a diventare, invece che polemici, persone in ricerca, che non perdono la speranza che la verità esista e che noi possiamo e dobbiamo vivere in funzione di essa. Ma chiamano in causa anche gli aderenti alle religioni, perché non considerino Dio come una proprietà che appartiene a loro così da sentirsi autorizzati alla violenza nei confronti degli altri».

www.youtube.com/watch?v=W75Tds0uvtc9 ago 2010 - 4 min - Caricato da FedeSalvatoreChannel
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