Ratzinger e... via col Sacro (E)Vento!
Perché occuparci dell’orientamento sessuale di papa Ratzinger? Che rilevanza politica può assumere nella nostra società sapere che il papa tedesco è orientato sessualmente verso gli uomini e non verso le donne? E cosa cambierebbe dal punto di vista teologico? Tutto: perché metterebbe a nudo l’ipocrisia delle gerarchie cattoliche in materia di etica sessuale. E niente: perché sessualmente la gente fa quello che vuole e se ne frega delle indicazioni date dalle gerarchie vaticane. Intanto la notizia. Secondo il teologo David Berger “Papa Ratzinger è gay”. Lo ha dichiarato in un’intervista al mensile “Fresh”. Il noto teologo, che ha fatto coming out lo scorso anno, ha affermato che l’omofobia di papa Ratzinger nasce dal fatto che odia la propria omosessualità. Lo scoop di Berger ha già fatto in poche ore il giro del mondo ed è in molti siti web. Il teologo David Berger ha scritto anche un libro in cui svela racconti inediti e molto dettagliati sull’omosessualità di papa Ratzinger; comunica al mondo che il papa tedesco avrebbe avuto relazioni omosessuali con guardie svizzere e viene citata la giornalista Valeska von Roques secondo cui papa Ratzinger durante la sua attività di cardinale avrebbe avuto storie omosessuali con le citate prestanti guardie. Berger inoltre si sofferma sui contatti con l’ambiente Vaticano: “Quando si parla con i teologi, in privato, tutti concordano sull’inclinazione omosessuale di Ratzinger”. Il teologo spiega come l’odio di Ratzinger nei confronti della propria omosessualità generi anche la sua folle reazione omofobica contro l’omosessualità praticata da milioni di persone liberamente. Dice: “Ratzinger viene da una cultura clericale nella quale il tema dell’amore per persone dello stesso sesso era totalmente tabù. Quello che odia in sé lo proietta sugli altri e lo disprezza”. Del resto è noto che per la Chiesa cattolica e, in modo particolare per le gerarchie ecclesiastiche, l’omosessualità è ancora un tabù. Basti pensare che alcuni “religiosi” hanno recentemente dichiarato che è un peccato criticare gli omofobi.
Come commentare tutto ciò? In questo semplice modo. Chi conosce i preti sa che dovrebbero praticare la castità, indipendentemente dal loro orientamento sessuale; sa pure che per molti prelati la castità è solo una triste maschera ipocrita; sa chi sono i preti davvero casti, quelli che hanno relazioni con uomini o con donne; sa inoltre chi sono i preti pedofili. Il parrocchiano, in genere, conosce i vizi privati e le pubbliche virtù di chi anima la parrocchia che frequenta. E ha l’ipocrita bontà (ma si può benissimo chiamare cattiveria o invidia!) di raccontarli (questi vizi o queste virtù dei preti) anche agli altri. Se il bigotto (o la bigotta) di turno non vuole far sapere che le notizie rivelate sono uscite dalla sua bocca, non fa altro che dire il classico motto: “Qui lo dico e qui lo nego”. E allora? Riconosciamolo un grande merito al teologo David Berger: dice che papa Ratzinger è gay e lo sottoscrive, e se ne assume la responsabilità. In pratica non fa il pettegolo, rivela una notizia. Vera? Falsa? Questo lo giudicheranno gli altri. Noi diciamo semplicemente che non è una novità!
Ora, con chi sia andato a letto papa Ratzinger, a me personalmente, non me ne frega niente. Della sua surreale etica sessuale (che poi è l’etica del Vaticano, uno stato fondamentalista permeato da infinita sete di potere) non me ne frega altrettanto nulla. E se è vero che Ratzinger ha “amato” (ma saprebbe davvero amare?) gli uomini (e con tutta sincerità non lo escludo, come non escludo che i “casti” abbiano avuto conflittuali polluzioni notturne), posso solo sottolineare che non li ha mai potuti amare come me: non ho mai pagato gli uomini che ho portato nelle mie diverse alcove più o meno dorate; e affermo che lo scambio erotico è comunicazione che ci mette in contatto con lo splendore di Dio. E’ anche con l’erotismo (l’erotismo è amore!) che l’Altissimo a noi si rivela; l’incrocio dei corpi in amore è la prova ontologica dell’esistenza di Dio. Fra un gay dichiarato e un triste frocio (papa o no) chiuso dentro l’armadio la differenza sta tutta qui: nel diverso approccio che si ha nel vivere o codificare la teologia e l’etica sessuale; e nel creare felici relazioni sociali in questa splendida vita. In base a quello che ho detto, papa Ratzinger potrà pure avere un orientamento sessuale di tipo omosessuale, ma francamente, a guardarlo bene, “gay” (felice, cioè) non sembra proprio! Se ci si sbaglia, il Dio misericordioso è sempre pronto a rinnovare il suo perdono: più alle pecorelle smarrite e non a quelle infallibili. Amen!
Bagheria, 15 aprile 2011
Giuseppe Di Salvo