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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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PASQUA ORTODOSSA : A SPASSO NEL CIMITERO ALLEGRO

 

 

http://www.culturaromena.it/Home/tabid/36/articleType/ArticleView/articleId/43/categoryId/4/Il-cimiterio-allegro-di-Sapanta-Maramures.aspx

 

Il cimiterio "allegro" di Sapanta, Maramures

Il cimiterio "allegro" di Sapanta, Maramures

I villaggi di Maramures sono una galleria grande d'arte popolare. Fra di loro, il villaggio di Sapanta con il suo cimitero allegro rappresenta un posto di un' originalità stupefacente. 
Il contadino romeno non ha mai temuto la morte, perché morire é come attraversare un cancello verso l'eternità e quindi verso la vita eterna. La morte è un fenomeno naturale che deve accettare. Il cimitero «allegro» di Sapanta è stato, per più di cinquanta anni, la creazione dello scultore Stan Patras, successore di parecchie generazioni di artisti del legno che hanno legato per testamento il loro commercio di padre in figlio. Il metodo di lavoro è stato conservato invariato a Sapanta. Il legno di quercia è tagliato in fasci che sono messi ad asciugare uno o due anni, lo scultore puό cominciare il suo lavoro: in primo luogo disegna i motivi geometrici a basso rilievo dedicati al defunto, poi li dipinge di blu e scolpisce un simbolo di speranza e di libertà. Nel 1934, Patras ha cominciato a scrivere sulle lapidi. È solitamente una poesia breve scritta in prima persona, punteggiata di ironia, frasi sarcastiche e...errori di ortografia, la cui ispirazione poteva avvenire durante la notte. I parenti della persona deceduta non si addolorano, ma bevono e si rallegrano. In questo cimitero é descritta l’intera vita del villaggio: il pastore, il coltivatore, il boscaiolo, il tessitore, il filatore, la casalinga, il commerciante, il carpentiere, il medico, il musicista o l'ubriaco sono tutti vicini in questo cimitero. Questa memoria collettiva di Sapanta, questo insieme di tombe piene di colori dove ogni persona morta racconta ironicamente la sua esistenza con le relative gioie e dispiaceri, genera serenità e un’atmosfera allegra, una specie di sfida alla morte, un inno alla vita. Lo spirito creativo di Stan Ioan Di Patras aleggia ancora sopra il cimitero «allegro» di Sapanta anche se oggi la maggior parte delle lapidi sono inventate dai suoi allievi. Il cimitero é un «plein air» del trionfo della vita sulla morte, un museo dove la gente parlerà "dell'azzurro" di Sapanta come parla già del famoso azzurro di Voronet; un azzurro caldo, liscio, quasi fosforescente. Chiedendo all’artigiano che cosa lo ha ispirato, ha risposto chiaramente: il cielo. "vicino agli altri quattro colori (nero, rosso, giallo e verde) l’azzurro é dappertutto, visto che è il quinto colore della terra del Maramures.

www.youtube.com/watch?v=eUllVaWVMEU
18/mar/2013 - Caricato da enricomolteni

 

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