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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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PERDONO

 

 

TRATTO  DA  :  HELP  FOR  JAPAN    AUTORI  PER  IL  GIAPPONE

 

 

Diego Di Dio – Io non ti perdono

 

 

Eccolo, il grassone.
Esce dall’Ufficio Postale, apre l’ombrello e si protegge dalla pioggia. Prova ad accendersi una sigaretta, ma il vento gliela strappa di mano.
Raggiunge l’auto a passi goffi, i piedi che affondano nelle pozzanghere. Dà un ultimo sguardo al cielo plumbeo, poi entra in macchina, mette in moto e se ne va.
Sempre lo stesso rituale. Di martedì l’Ufficio Postale fa anche turno pomeridiano, e chiude i battenti alle sei. Ma con questa bufera, i vecchietti hanno deciso di posticipare a domani il ritiro della pensione.
Il chiattò (lo chiamano tutti così) è sempre il penultimo a uscire, e lascia le incombenze finali a Marco, che in questo momento deve essere dentro. Da solo.
Esco dall’angolo tra la Piazza Della Repubblica e Via Libertà, entrambe deserte e quasi gotiche, sotto la pioggia. Proteggo il pacco imballato con l’ombrello e mi becco sulla testa una pioggia torrenziale.
Do uno sguardo al Vefio, al bar di fronte e alla sala giochi poco distante: tutti i locali chiusi, le saracinesche abbassate. Unico rumore: il temporale.
Non mi ha visto nessuno. Entro nell’Ufficio Postale.
Marco è dentro, come previsto.
Rimane per un secondo a bocca aperta, non appena mi vede. Ma la patetica espressione lascia subito il posto a un rossore che gli sale dal collo, su per la faccia. Poi mi sorride con gli occhi, lo stronzo.
«Lu… Luca», balbetta. «Ciao.»
«Ciao Marco. Come va?» Entro e mi dirigo con il pacco fino al suo sportello.
Si guarda intorno, allargando le braccia. «Sono già tutti a casa. Io devo sbrigare le ultime faccende e poi stacco». Indica l’involucro voluminoso. «Devi spedirlo?»
«Ah-ha.»
«Vuoi che ti dia un asciugamano? Sei tutto bagnato.»
Poggio lo scatolone sul banco. «No, grazie.»
Marco mi guarda. Immagino che non sappia da dove cominciare, ma qualcosa dovrà pur dire, dopo i banali convenevoli. Alla fine si decide per la frase più scontata.
«Luca, ho saputo quello è successo. Mi dispiace.»
Abbasso gli occhi e sospiro. «Dispiace anche a me.»
Si allunga sopra il banco e prova ad abbracciarmi. Probabilmente vuole darmi un bacio di condoglianze, ma io mi scosto e non glielo permetto.
Mi guarda amareggiato. «Se mi odi, fai bene. Ti capisco.»
Punto gli occhi nei suoi e mento. «Io non ti odio.»
«Dovresti, invece.» Il suo sguardo si perde in un dove senza coordinate. «Non immagini come mi sono sentito. Un verme, uno stronzo, un bastardo.»
Allargo le braccia e cerco di essere l’immagine della rassegnazione. «Ormai non ha più importanza.»
«Già.» Passa qualche secondo di assoluto silenzio, in cui immagino stia pensando alla cosa meno stupida da dire. «Hai saputo almeno com’è successo? In paese girano tante voci.»
«Di preciso nessuno l’ha capito. I Carabinieri mi hanno detto che l’auto è scivolata giù dal burrone della Panoramica. I freni erano probabilmente rotti, ma è possibile anche che qualcuno li abbia manomessi.»
«E chi avrebbe potuto farlo?» Io rispondo facendo spallucce. Marco cambia espressione. «Ha sofferto?»
«No. Dicono che sia morta sul colpo.»
«Meglio così.»
Il dialogo raggiunge un punto morto. Tamburello con le dita sul pacco. «Marco, forse è meglio parlarne un’altra volta. Che ne dici?»
«Sì, forse è meglio. Ma era da tanto che avrei voluto chiamarti.»
«E perché non l’hai fatto?»
«Perché… perché,» balbetta, «mi è sempre mancato il coraggio. Ma una cosa voglio dirtela adesso.» Sussurra, sguardo basso. Quando rialza gli occhi verso di me, sono lucidi. Non so se sia la commozione per la morte di Angela, oppure il rimorso verso di me. «Mi dispiace, amico mio. Mi dispiace da morire. Io non ne ero innamorato, tu sì. E ho fatto una cosa davvero imperdonabile.»
«È vero. Hai fatto una cosa imperdonabile.» Non avevo previsto di dire questa cosa, ma se la merita. Non voglio indorargli troppo la pillola. «Ma so che non eri in te.»
Sbatte un pugno sul banco. «Io sono stato un stronzo, è vero. Ma lei non è stata da meno, te lo giuro. È stata lei a provarci la prima volta.»
Parlare male dei morti è la cosa più viscida che potesse fare. «Mi avete tradito, Marco. Ma adesso lei è morta. Ed è inutile rivangare.»
Si accorge della gaffe e si porta una mano al viso. «Sì, scusami. Hai ragione, non so cosa mi è preso.» Scuote la testa, piange appena, in silenzio. «È che sono fuori di me. Sapere una cosa del genere… in queste», mi indica «in queste circostanze. Mi sento uno schifo.»
«Anche io» rispondo, mentre mi allontano. «Anche io.»
«Mi dispiace che tu sia venuto a sapere…», alza lo sguardo, si interrompe vedendomi in prossimità dell’uscio. «Te ne vai?»
«Sì» controllo l’orologio da polso. «Devo scappare.»
«Ci rivedremo?»
Mi stringo nelle spalle e lo guardo. Do una rapida controllata alla distanza che ci separa, poi gli strizzo un occhio. «Prima o poi.»
Mi volto e mi dirigo verso l’uscita. Passano appena venti secondi, durante i quali sento il rumore del pacco che viene girato e spostato sul banco. Quando sono per metà già fuori la porta, mi volto e gli sorrido. In quel momento la bomba gli esplode tra le mani.

www.youtube.com/watch?v=9vwIeGsLMxg5 min - 16 giu 2009 - Caricato da NaPuLeLLa1989
Come uomo tra gli uomini mi chiederesti tu perdono... Come uomo tra gli uomini lo ... 21 likes, 0 dislikes; Artist: Michele Zarrillo ...
 
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