(Articolo di Renato Bruschi, da Avvenire del 30/06)
Nel giorno in cui la Chiesa ricorda i santi Pietro e Paolo, nella Concattedrale di Pontremoli monsignor Alberto Silvani, lunigianese, nominato vescovo di Volterra lo scorso 8 maggio, ha ricevuto l’ordinazione episcopale.
A presiedere l’Eucaristia il vescovo di Massa Carrara Pontremoli, Eugenio Binini; con lui hanno concelebrato monsignor Alessandro Plotti, arcivescovo di Pisa e monsignor Mansueto Bianchi vescovo di Pistoia, predecessore di Silvani sulla cattedra di Volterra. Presente l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Ennio Antonelli, hanno imposto le mani i vescovi toscani e il vescovo di La Spezia- Sarzana-Brugnato, Bassano Staffieri. Presenti le autorità politiche, civili e militari, dell’intera Lunigiana e della Provincia Apuana, oltre che numerosi sacerdoti e fedeli provenienti anche da Volterra.
Il seicentesco Duomo dedicato alla Madonna del Popolo, non è stato sufficiente a contenere tutti i fedeli, perciò è stato allestito un maxi schermo, all’esterno della Chiesa. Nell’omelia monsignor Binini, ha definito l’ordinazione «un momento generativo per la Chiesa. Senza il sacerdozio episcopale non avremo la successione apostolica che ci lega fino alla Chiesa delle origini». Ha quindi parlato dell’umiltà che deve contraddistinguere chi viene scelto nell’ordine episcopale a servire il popolo di Dio e a custodire il deposito della fede. «L’umiltà – ha detto Binini – non è un sentimento umano ma è la realtà di noi stessi, infatti conoscendo Dio si manifesta il nostro nulla.
Farsi piccoli non equivale a mortificare i doni che Dio ci ha dato, ma metterli a disposizione degli altri. Gesù si fa piccolo nell’incarnazione, e questa è la vera grandezza, la syncatàbasis di cui parlano i Padri della Chiesa. L’umiltà è mettere gli altri al di sopra di se stessi, solo così può circolare, senza marcire il tesoro di grazie, di cui parla Paolo accenna al tesoro in vasi di creta». Il rito di ordinazione, ricco di segni e simboli, è culminato, dopo il canto delle litanie dei santi, nell’imposizione delle mani da parte di tutti vescovi consacranti sul capo dell’eletto. L’unzione con il sacro crisma, la consegna delle insegne episcopali (mitria e pastorale), dell’anello, del Vangelo hanno concluso la prima parte della celebrazione. Altri momenti di forte carica emotiva, sono stati l’abbraccio di pace con tutti i confratelli nell’episcopato e la prima benedizione alla folla mentre l’assemblea cantava il «Te Deum», in segno di ringraziamento alla Trinità. Il nuovo vescovo rivolgendosi alla folla, per il saluto finale ha ringraziato i presenti, per l’incoraggiamento e il sostegno. E citando il motto del suo stemma Gaudium Domini fortitudo nostra, cioè La gioia del Signore è la nostra forza ha detto che «la stessa devozione alla Vergine Assunta lega la Cattedrale di Pontremoli a quella di Volterra, una diocesi che vanta un passato glorioso di tradizioni cristiane e di fede».
San Lino, primo successore di San Pietro, era infatti di origini volterrane; Pio IX, da adolescente, è stato alunno convittore del collegio san Michele e, da Pontefice, mantenne costanti rapporti con la cittadina toscana. E non a caso monsignor Silvani ha inserito nel suo stemma episcopale le chiavi: un chiaro riferimento al primo Papa successore di Pietro e al giorno della sua ordinazione episcopale che si conclusa con l’abbraccio della folla e un lungo, caloroso applauso. Ora i riflettori si spostano su Volterra, dove il prossimo 15 luglio il nuovo pastore farà il suo ingresso ufficiale.
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| | www.youtube.com/watch?v=YZLnGNrsCYg5 min - 17 ott 2008 - Caricato da giona986 |
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| Fonte: SEGRETERIA PER LA PASTORALE DIOCESANA | 15-LUG-07 |
| Mons. Alberto Silvani, vescovo di Volterra Stemma del vescovo A. Silvani |