Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
LA GAMBA DEL MAIALINO
Caro Riccardo, mando in onda su questo blog un racconto che potrebbe schiarire le idee sul comportamento di Padre Gino. Si tratta di un racconto che mi faceva mia madre quando ero piccolo leggendolo e commentandolo da un libricino di cui non ricordo il titolo e l’autore, allora avevo circa sei sette anni. In un primo momento ho pensato che tale racconto si trovasse sui fioretti di San Francesco e per essere sicuro che fosse effettivamente riportato su questo libricino l’ho scaricato da Internet ma, mi sono accorto che non era contenuto in esso, quindi non posso fare riferimento ad una fonte; comunque il lettore può essere sicuro che non proviene dalla mia fantasia.
Spesso mia madre mi leggeva che nei primi tempi della vita delle comunità francescane, quando si viveva veramente in povertà e in misere capanne, un frate (facciamo finta che si chiamasse frate Leonardo) si ammalò gravemente e mentre era in questo stato di prostrazione fisica sentì la necessità di mangiare della carne; per soddisfare questa sua esigenza si rivolse ad un suo confratello che lo assisteva (facciamo finta che questo confratello si chiamasse frate Elia) e lo pregò che gli procurasse della carne. Frate Elia si mise all’opera e girando per le campagne trovò una mandria di maiali e con la massima disinvoltura con un coltello recise una gamba da un maialino e ritornò con essa dal confratello Leonardo per cucinarla. Nel frattempo il guardiano della mandria si accorse di quanto era accaduto e subito adirato corse a trovare frate Elia per farsi risarcire del danno subito. Frate Elia, che ancora non aveva iniziato la cottura del cibo tanto desiderato, una volta raggiunto dal mandriano tutto compunto chiese scusa e disse che avrebbe subito rimediato al male fatto; si recarono presso il luogo dove c'era il maialino dolorante e gli riattaccò la gamba facendolo ritornare alla completa normalità. Il proprietario del maialino nell’assistere a questo grande miracolo si convertì e chiese scusa se si fosse adirato verso il frate.
Ho riportato quanto ho potuto ricordare da una lettura fattami da mia madre molti anni fa, potrò aver ricordato male qualcosa ma, il contenuto nel suo complesso è quello che ho espresso.
Che conclusione possiamo trarre da questo racconto?
Innanzi tutto pongo una domanda. Frate Elia fece un furto, fece una violenza ad una persona o ad un animale? Forse si, ma allora erano altri tempi, i conti si regolavano in maniera molto diversa da come si regolano adesso, ma alcune cose emergono con prepotenza e su queste dobbiamo riflettere.
1) Quando si vive nel mondo ma, non per il mondo si può perdere il senso della realtà e l’idea del bene e del male viene gestita in maniera diversa da come viene intesa comunemente.
2) Davanti a Dio le nostre azioni vengono valutate in maniera diversa da come le valutiamo noi.
3) A volte certe azioni, apparentemente malvagie, possono essere permesse o volute da Dio per farle diventare occasione di grazia e conversione.
Queste riflessioni si adattano molto bene al caso di padre Gino.
1) Padre Gino potrebbe aver usato qualche toccatina o bacio di troppo, ma era cosciente che faceva qualcosa di indelicato? In tal caso non era il suo immenso amore verso i suoi simili che lo trascinava in queste effusioni? Era stato sufficientemente consigliato in merito dai suoi superiori? E se no perché non gli furono dati suggerimenti in proposito? Perché non era stato messo in guardia?
2) Davanti a Dio quei momenti, ammesso e non concesso che ci siano stati, erano di peccato e se si, come si spiegano le grazie che ricevevano le persone quando si rivolgevano a lui? Io Piero ne so qualcosa!!!
3) Non potrebbe essere che furono permissioni di Dio per fini che a noi sfuggono?
Come vedi Riccardo le accuse su presunti abusi sessuali, nel caso di padre Gino, possono essere facilmente smontate e se si riflette seriamente si nota che queste sono fondate su supposizioni, valutazioni frettolose e momentanee, interpretazioni fatte per un mero interesse.
Poi ci sono gli abusi nelle confessioni. Leggevo su un articolo, forse mandato in onda proprio da te Riccardo su un altro blog. Tali abusi dovevano trattarsi di appunti da prendere sulle confessioni o confessioni o meditazioni di gruppo ma, non vi sembra che dopo il concilio vaticano secondo ci fu un’apertura verso altre esperienze come quelle, giusto per fare un esempio, che portarono alla nascita del movimento dei neocatecumenali?
La decisione relativa alla condanna si appiglia ad accuse che facilmente possono essere confutate e per tale ragione io credo che non si sta facendo altro che ripetere il procedimento di condanna che fu usato già verso padre Pio. Condanna, forse scomunica, che poi venne annullata. Speriamo che sia anche così per padre Gino.
Pace e bene a tutti. Piero.
| | 4 min - 8 nov 2009 - Caricato da Aqualung1989 Eric Clapton- Before You Accuse Me (live), from the album Unplugged. www.youtube.com/watch?v=jBsWS8OShdc |