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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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RES PUBLICA CHRISTIANA

IN  ATTESA   DELL’ AVVENTO   DI   UN  NUOVO   PRIMO  MINISTRO   NELLA   NUOVA   RES   PUBLICA  CHRISTIANA

 

 

Il  Palazzo  del  Re  Erode  si  sta  sgretolando,

ed  è   proprio  lui,  il  Re,  che  lo  sta  distruggendo.

 

Avendovi   supposto  la   presenza  di  un  maleficio,

vuole   al  suo  posto  edificare  un  nuovo  edificio,

da   porre   al   centro  del  suo   Regno.

suscitando  però  un   corale  sdegno.

 

In  questo   contesto  il  suo  è  solo  un  pretesto. 

 

Perché  in  verità  il  Re  sovrano, 

con  abile  destrezza, 

vorrebbe   in  tal  modo  disfarsi   sia  della   Camera  che  del   Divano,

avendo  con  quelli   una  certa  dimestichezza,

svicolando   al  contempo   da   sorprese  amare,

eliminando  scottanti  prove  a  suo  carico,  ancora  da  dimostrare.

 

Per  restare  aggrappato  ai   tre   poteri  dello  Stato,

cerca  nuovi  adepti,  con  cui  avviare  un  contratto  di  apprendistato.

 

Intesse  una  fitta  tela,  al  cui  centro  ci  sia  il  suo  guadagno

ed   è    proprio  lui   il    grosso  ragno,

che  le  sue  prede  tiene  salde  in  pugno,

iniettando  loro,   con  la  sua   densa  e  vischiosa  saliva, 

la  velenosa  brama   lasciva.

 

E’  ancora  sorretto  da  uno  spaurito  gruppetto,

gli  irriducibili,  che,  come  sommergibili,

sia  in  superficie  che  sommersi,

emettono  brutti  versi,

e  come   pescispada  menano  fendenti

o   come   pescecani  digrignano  i  denti.

 

O  Signore  Dio,  muoviti  a  nostra   compassione

e   metti  fine  a   questo  stato  di  corruzione,

regalaci   un   Nuovo  Primo  Ministro, 

che  non  ci  ponga  più  il  capestro,

pietra  scartata,  divenuta  testata   d’angolo, 

su  cui  edificare  la  Nuova  Res  Publica Christiana,   bandolo  della  matassa

di  una   Chiesa   secolarizzata  e   gradassa,  

e  non  permettere  loro  di  prevalere,   ma

costringili    per  sempre  a  tacere.

 

Riccardo Sante Maria Fontana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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