Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
http://digilander.libero.it/wholt/poesie2002/poesia_permesso_soggiorno.htm
PERMESSO DI SOGGIORNO
Rosso… una pausa. L’omino rosso è fermo.
Sul viale un via vai di traffico a doppio senso.
Chi va e chi viene
a seconda di come ti metti a guardare.
Qualcuno si lancia nello slalom tra le macchine
e viene dribblato con tanto di clacson da quelli in auto
che già tra di loro fanno fatica a sopportarsi
con ticchettio da giorno di ordinaria follia sul proprio volante.
Chi ce la farà a passare, rischiando così,
arriverà comunque prima di me.
Vorrei prendere di traverso anch’io questo movimento
ma per evitare incidenti
è meglio usare le apposite strisce che in pochi rispettiamo.
L’omino verde sembra slanciato.
Verde finalmente e forse è peggio così
tra quelli che passano col rosso, col verde
oppure s’inventano un colore qualsiasi per passare.
Insomma un giallo.
M’avvio verso l’agenzia di viaggi con l’insegna bianca e blu
come quelle delle biglietterie nei porti di crociera.
Bianca la parte sopra della parte sopra e
blu la parte sotto della parte sotto.
Socchiudo gli occhi per troppo abbaglio
e rivedo gli orizzonti nivei
di quella gita scolastica nell’URSS.
Sconfinano nel cielo.
Con il naso spiaccicato
contro il vetro di un pullman claustrale
non sento i rumori di quello che vedo.
Solo la voce prefabbricata della maestra guida,
colonna sonora per quel film
cupo e muto e dissonante.
Sconfiniamo per la prima volta e per me
è tutto uguale.
Non riesco proprio a vedere
le gloriose conquiste della classe operaia.
Le distese di neve si confondono con il cielo ma
senza alberi non c’è alcun orizzonte.
Bianca e blu l’insegna sopra la mia testa e furtivamente
mi assicuro di aver portato con me tutto:
foto, fotocopie, passaporto,
portafoglio – questo sì – e vari nulla osta. Magari.
Motivo del viaggio? Esilio intellettuale risponderei
ma chiederebbero anche la perizia psichiatrica.
Studi? Farei ridere anche i polli con le entrate del papà.
Ecco il suo biglietto! mi dice il commesso con aria trionfante.
Benvenuto in Italia e buona permanenza!
Eh, sì, qui danno molti fogli di via
ed io esco dall’agenzia di viaggi con un
biglietto per restare.
Mihai Mircea Butcovan
Mattia Cerrito Resterò con te - YouTube