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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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SEI VOLATA VIA, STELLA DEL BASKET

 

Mario  Delle  Cave,  18 anni, playmaker della Stella Azzurra

Mario elle Cave in azione: giocava nella Stella Azzurra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Messaggero.it

 

L'allenatore: con il basket era uscito da una vita difficile

 

di Veronica Cursi

ROMA - Sognava di giocare da professionista un giorno Mario, ragazzo di Primavalle

con il basket nel cuore. A quattordici anni dal campetto della parrocchia di Primavalle

era riuscito a diventare una promessa della Stella Azzurra e adesso giocava persino con

l’under 19 e la serie B.
Mario, figlio di una vita difficile quando cresci in periferia e il mondo te lo devi conquistare,

coi suoi 18 anni e mille sogni nel cassetto, dentro e fuori dal campo si divertita a disegnare

il suo futuro, «una famiglia e tanti figli, lo ripeteva sempre con quel sorriso contagioso che solo

lui sapeva tirare fuori anche nei momenti più difficili».

Lo aveva cresciuto e non solo professionalmente Germano D’Arcangeli, il suo coach.

Da quando aveva 13 anni «ed era un ragazzino con la faccia furbetta e gli occhi pieni di sogni»,

l’allenatore era stato un punto di riferimento per lui, nella squadra come nella vita e mercoledì,

beffa del destino, è toccato proprio a lui soccorrerlo per primo su viale Tor di Quinto dopo che il

furgone l’ha travolto. «Lo seguivo con la macchina, ero a cento metri da lui. Poi l’ho visto sull’asfalto,

senza vita, l’ho preso tra le braccia ma non c’era già più niente da fare. Abbiamo perso un playmaker

eccezionale e ancora di più un ragazzo straordinario, altruista, generoso con i compagni di squadra e

con la vita, una vita che non sempre era stata facile per lui».

Mario, in tasca un diploma da segretario aziendale, «era un figlio per tutti noi - ripete - Ogni sera

dopo gli allenamenti tornava a dormire in foresteria, il basket era la sua vita, fino a tre settimane fa ci

viveva ancor col fratello Gianni, 20 anni, anche lui giocatore». Un ragazzo che si era fatto da solo e

che D’Arcangeli aveva visto diventare uomo, «un uomo super, pieno di voglia di vivere».
Suo padre Gianni che gestisce un autodemolitore sull’Olimpica e sua madre Sandra sono ancora sotto

choc, chiusi nel dolore, «nessuno gli ridarà mai il figlio - spiega il coach della Stella Azzurra - non ha

senso cercare un colpevole a tutti costi, è stato un incidente, una tragica fatalità».

Non riesce a credere che non ci sia più, mentre ricorda il loro primo incontro sei anni fa

durante una partita della prima squadra: «Vidi questo ragazzino seduto sulle

gradinate - racconta - gli chiesi ti piacerebbe giocare con la stella sul petto?

Mario sorrise, come faceva sempre. L’avevo già capito che era uno speciale».

E aveva ragione. Perché alla fine Mario quella stella sul petto non solo riuscì a indossarla,

ma di quella squadra che dal campetto di Primavalle poteva solo sognare divenne il pupillo,

«un portafortuna». «Sognava di giocare da professionista - racconta - e un giorno ce l’avrebbe fatta.

Aveva doti straordinarie, veloce, abile nel saltare l’uomo con la palla, era un fuoriclasse. Anche nella

vita perché nei momenti più tristi dopo una sconfitta sapeva sempre confortare i suoi compagni.

Ci mancherà e mancherà a tutto il basket italiano».

Venerdì 09 Settembre 2011 - 12:45
www.youtube.com/watch?v=r8Pmh1aiW3o4 min - 9 gen 2008 - Caricato da papillux
Sei volata via - Ron FAKCOSTA coverby FAKCOSTA520 views · Thumbnail 4:29. Add to karaoke sei volata via. Ronby ...
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