Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
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GESÙ NELL'EUCARISTIA MI HA AIUTATO
A SUPERARE QUESTI ANNI DIFFICILI
Ho passato, come voi sapete, più di tredici anni
in prigione, di cui nove in isolamento, senza mai
una visita neanche dalla famiglia, sempre con
due poliziotti che non mi parlavano, senza radio,
giornale, telefono, televisione. È una cultura
di morte. Dico subito come ho passato questi
anni e come specialmente Gesù nell'Eucaristia
mi ha aiutato a superare questi anni difficili.
Momenti di disperazione, di rivolta: perché
il Signore mi manda in prigione quando sono
ancora un giovane vescovo, dopo otto anni di
esperienza? Tutta la prigione senza sentenza
e senza giudizio. Il primo giorno ho dovuto
partire a mani vuote. Il secondo giorno mi è
stato permesso di scrivere alcune righe per
domandare vestiti o dentifricio. Ho scritto di
mandarmi un po' di vino e delle medicine contro
il mal di stomaco. La gente fuori ha il dono
dello Spirito Santo, capisce subito. Il direttore
della prigione mi chiama: "Signor Van Thuan, lei
ha male allo stomaco?". "Sì, signore!". "Lei ha
bisogno di medicine?". "Ogni mattino". "Allora
eccole un flacone con l'etichetta "medicina
contro il mal di stomaco”. Con mia grandissima
gioia sono le più belle messe della mia vita:
offro il sacrificio ogni giorno nel palmo della
mia mano con tre gocce di vino e una di acqua.
Ma ogni giorno posso così dire al Signore la mia
nuova ed eterna alleanza come sacerdote.
E l'Eucaristia è una forza per me e per gli altri
prigionieri. Sono vicini a me perché dormiamo
tutti insieme su di un letto comune, 25 da ogni
parte, testa contro testa e i piedi fuori. La sera
alle nove e mezzo, nell'oscurità mi curvo per
celebrare a memoria la messa, poi passo sotto
la zanzariera la comunione agli altri cinque
cattolici vicino a me. Ma la presenza di Gesù
Eucaristia ci conforta. L'indomani andiamo tutti
a raccogliere la carta dei pacchetti di sigarette
con la quale fabbrichiamo pacchettini per
mettervi dentro il Santissimo. Ogni settimana, il
venerdì c'è una sessione di indottrinamento.
Tutta la prigione va a studiare. Al momento
della pausa passiamo a dare ad ogni gruppo di
50 persone un sacchettino con Gesù dentro.
Ciascuno del gruppo porta Gesù nella sua tasca
e nella prova, nell'ansietà, nella tristezza, nella
tribolazione sentono sempre Gesù eucaristico
con loro; pregano la notte, fanno l'ora santa e
grazie all'adorazione di Gesù Cristo e la
comunione, questa gente che talvolta ha
abbandonato la fede diventa veramente
cristiana. Questi laici diventano così coraggiosi,
sereni nella tristezza e servono tutti gli altri con
carità, e la loro testimonianza ha affascinato
altri non cattolici, talvolta fanatici e loro
chiedono di conoscere la religione, Gesù; questi
laici diventano catechisti, poi battezzano altri
compagni prigionieri e diventano loro padrini.
Con l'Eucaristia la prigione è cambiata: diventa
una scuola di fede e di catechesi.
Quando stavo in prigione i poliziotti non mi
parlavano, ma ad un certo punto mi hanno
detto che quando i capi me li avevano mandati
dissero loro: "Dal momento che andrete a tenere
sotto controllo un vescovo molto pericoloso,
vi cambierò ogni due settimane con un altro
gruppo, altrimenti lui vi contaminerà". Dopo
averli seguiti, i capi li hanno chiamati dicendo
loro: "Ormai non vi cambio più, altrimenti
questo cattivissimo vescovo contaminerà tutta la
polizia". Ma con quale veleno li ha contaminati:
il veleno dell'amore di Gesù. Un giorno dovevo
tagliare legna. Ho chiesto a uno che mi era
diventato amico: "Mi lasci tagliare un pezzo di
legno a forma di croce". "È molto pericoloso,
è vietato. Lei ora è mio amico e io sarò in
prigione come lei". "Ma no, chiudi gli occhi e
lasciami fare". Lui non può resistere e va via. Io
ho tagliato un pezzo di legno a forma di croce
e l'ho nascosto nel sapone fino alla liberazione
e ho fatto questa croce con il legno nero della
prigione.
In un'altra prigione vicino ad Hanoi un giorno
ho chiesto a un poliziotto un altro favore:
tagliarmi un pezzo di filo elettrico. "Lei vuole
suicidarsi!". "Ma no!". "Ma cosa può fare con
del filo elettrico?". "Voglio fare una catena per
poter portare la mia croce". "Ma io non posso
capire come si possa fare una catena con del
filo elettrico!". "Mi presti due piccole tenaglie e
glielo mostrerò: non è difficile". Tre giorni dopo
torna dicendomi: "Io non posso rifiutare; è un
peccato contro la sicurezza, ma lei è mio amico:
domani porterò le cose e dobbiamo fare tutto
tra le 7 e le 11, altrimenti se qualcuno vede ci
denuncerà". E in quattro ore lui mi ha aiutato
a fabbricare questa catena di filo elettrico
che porto sempre con me perché non è solo
un ricordo, ma una chiamata ad amare come
Gesù ci ha amato. Più volte i poliziotti mi hanno
domandato: "Lei ci ama?". "Ma sì, io vi amo". "È
impossibile! Noi la teniamo qui da più di dieci
anni, senza giudizio, senza sentenza, e lei ci
ama!". "Io continuo ad amarvi e voi vedete come
siamo amici. È bello ma incomprensibile come
si possa amare un nemico". "Ma perché lei ci
ama?". "Perché Gesù me lo ha insegnato e se io
non vi amo non son più degno di portare il nome
cristiano. Il cristiano deve amare come Gesù". In
questo modo abbiamo vissuto prigione fino alla
fine.
Mons. François Xavier Van Thuan
San Giovanni in Laterano - 22 Giugno 2000
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| www.youtube.com/watch?v=mDSVIHQpCMU15 mar 2011 - 5 min - Caricato da MaxPezzali2011 | |