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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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SEMINARIO INTERNAZIONALE NELSEGNODIZARRI - IL PATRIMONIO LINGUISTICO DELL'UMANITA' BALBUZIENTE : UN TESORO DIMENTICATO SOTTO LA SABBIA

due bambini che giocano con la sabbia sulla spiaggia Archivio Fotografico - 9447270 

 

http://www.personaldreamer.com/psicologia/articolo/1107/il-discorso-del-re-una-guarigione-grazie-allempatia/

 

Il discorso del re: una guarigione grazie all'empatia

 

Albert, Duca di York e futuro Giorgio VI, ha un invalidante problema: è affetto da una forte balbuzie che, mentre si manifesta solo leggermente nell'ambito del caldo ambiente famigliare costruito con sua moglie e le sue bambine, esplode in modalità imbarazzanti ogni volta che deve affrontare un discorso in pubblico. O peggio ancora, davanti ad un microfono della BBC, che trasmetterà le sue parole inceppate in tutto il mondo. È sua moglie Elisabeth a contattare un esperto del linguaggio che usa un metodo speciale, decisamente alternativo agli studi medici dell'epoca. Come? Una vicinanza senza ruoli, dove Albert può sentirsi a suo agio in uno spazio protetto dove non vi è nulla da dimostrare. Cantando, muovendosi, utilizzando ogni mezzo possibile per sciogliere quella parte interna così rigida che non consente al futuro re di riprendersi la sua voce.

La balbuzie è un orco nero per molte persone e sono innumerevoli le prese in giro a cui vengono sottoposti i bambini che ne soffrono sia in famiglia che a scuola. Bloccati, inceppati nel dire o non dire? Fare o non fare? Mostrare o non mostrare? Chi balbetta non consente alla sua voce di uscire libera e sicura. Dietro c'è un pensiero eccessivo, una logica che non dà spazio ai sentimenti, alle emozioni né d'amore né di rabbia e ostilità.

Troppi divieti educativi non hanno probabilmente permesso al bambino di sporcarsi con la terra, giocare con il pongo o bagnarsi costruendo castelli di sabbia in riva al mare proprio quando iniziano le prime conoscenze del corpo, le prime autonomie senza pannolino. Non è necessario essere eredi al trono. È invece importante poter trovare (come per Albert) un ascolto attento, empatico e accogliente, che dia la possibilità a quelle voci, giovani o adulte, di poter raccontare la loro storia e di uscire allo scoperto senza paura.

Per la cronaca: Giorgio VI e il suo insegnante Logue rimasero amici per tutta la vita. Logue seguì il re in ogni discorso pubblico. Erano gli anni della seconda guerra mondiale, delle città devastate dai bombardamenti, della bestia nazista in Europa; anni in cui le parole di un re potevano confortare un'intera nazione.

 

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youtube.com22 mag 2010 - 4 min - Caricato da minafan51
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