Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
SEMINARIO INTERNAZIONALE NELSEGNODIZARRI
RETTORE E DIRETTORE SPIRITUALE : POSTO VACANTE
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Hans Küng: "La Chiesa vive una crisi di sistema"
di Riccardo Cristiano
Li chiamavano" i ragazzi terribili", ai tempi del Concilio Vaticano II, quei due giovanissimi e intelligentissimi uditori, Joseph Ratzinger e Hans Kueng. Poi le loro strade si sono divise, spesso le loro idee si sono scontrate. Sempre più "progressista" Kueng, sempre più "conservatore" Ratzinger. Ma il rapporto personale tra di loro è rimasto sempre profondo. Sospeso a divinis da Giovanni Paolo II, Hans Kueng è stato invece uno dei primi ospiti del neo-eletto papa Benedetto XVI. Così raggiungendolo telefonicamente nella sua Tubinga ho trovato un uomo sinceramente solidale con il vecchio "amico nemico": "Ho sincera simpatia per lui, lo conosco da tantissimi anni e so la sua sensibilità, conosco la sua umanità. Sono sicuro che sta soffrendo molto per quanto accade, ma purtroppo lui ha dei consiglieri inadeguati, a cominciare dal Segretario di Stato. E poi lui stesso dovrebbe cambiare: se potessi dargli un consiglio gli direi che dovrebbe dedicare meno tempo alla scrittura di libri e mettersi davvero a governare la Chiesa".
Professor Kueng, che crisi è a suo avviso questa crisi vaticana. Una crisi morale, la nuova Babele, una guerra di potere?
E' una crisi strutturale, di sistema, il sistema romano ideato con la riforma gregoriana dell'XI secolo non funziona più. A quel tempo si introdussero l'assolutismo papale, un clericalismo forzato, il celibato. Contro questo sistema si attivò Lutero, la Riforma, e anche il Concilio Vaticano II ha tentato di modificare questa situazione introducendo la collegialità. Ma la Curia Romana da subito ha fatto di tutto per bloccare la collegialità. Joseph Ratzinger però è un papa tedesco, lui lo sa benissimo che è possibile superare l'assolutismo papale. E invece..."
Questa crisi arriva in un momento delicatissimo per l'Occidente. E' in crisi l'Occidente, è in crisi la Chiesa d'Occidente. Non è confortante...
"Certo quando va in crisi il mondo, quando si verifica una crisi economica di questa portata, la Chiesa è una fonte importante per ottenere una risposta (una speranza). Ma la credibilità del sistema romano oggi è ai suoi minimi storici, tanto da non poter dare una risposta adeguata alla situazione mondiale."
Lei è ottimista o pessimista sul futuro della Chiesa?
"Io sono un realista che non ha perso la speranza che papa Ratzinger non è un reazionario, ma che vuole anche andare avanti nel segno dei documenti e dello spirito del Concilio Vaticano II, un Concilio che come disse l'uomo che lo convocò, Giovanni XXIII, voleva un aggiornamento della Chiesa."
“Il Vaticano è rimasto una corte medioevale e Ratzinger non ha più la forza di governarla”
intervista ad Hans Küng a cura di Andrea Tarquini in “la Repubblica” del 28 maggio 2012
«È una situazione molto grave e dolorosa, e come si dice in tedesco mancano cinque minuti alla mezzanotte: il tempo massimo non è ancora scaduto per salvare la Chiesa e la Fede dal sistema della Curia romana». Il professor Hans Küng, forse il massimo teologo ribelle del nostro tempo, in gioventù amico e compagno di studi di Benedetto XVI. Analizza così a caldo lo scandalo del Vaticano. Ascoltiamolo.
Professor Küng, quanto è grave secondo lei la situazione creatasi in Vaticano con lo scandalo della fuga di notizie? «È triste quando, proprio in coincidenza con la festa dello Spirito Santo, dal Vaticano apprendiamo di tanti eventi e comportamenti avvenuti là, che davvero non sono proprio qualcosa di santo né di sacro. Gli scandali relativi alle fughe di notizie confidenziali ad opera del servitore di camera, le questioni che hanno investito la banca Ior, e anche in contemporanea l ́intenzione apparente di papa Benedetto di andare alla riconciliazione con la confraternita dei fratelli di San Pio X (ndr: gli ultraconservatori epigoni di monsignor Lefèbvre) secondo la mia opinione tutto questo purtroppo è un insieme di eventi, scelte, tendenze che fa parte di un tutto, non sono casi isolati l ́uno dall ́altro». E lei che opinione ha maturato di questa situazione, che lei appunto descrive come coincidenza di eventi legati l ́un l ́altro?
«Tutti questi eventi mi appaiono come sintomi della crisi di un sistema intero nel suo complesso. Io parlo del sistema della curia romana, del sistema romano delle cui caratteristiche negative soffre la Chiesa cattolica tutta, nel mondo intero. E naturalmente questi eventi contemporanei danno l ́impressione di una incapacità papale. Di avere a che fare con un pontefice incapace. Su questo ho appena scritto un libro, “Salviamo la Chiesa”, in Italia sta per uscire. Quel che mi sta a cuore è approfondire la problematica dell ́indispensabile riforma della Chiesa».
Lei cioè intravede sullo sfondo anche un problema personale per Benedetto XVI?
«Sicuramente sì. C ́è anche questo. Egli dedica ore e ore ogni giorno alla scrittura di libri, anziché governare la Chiesa. E nei ranghi della Curia è diffusa l ́opinione che egli non governa. Se vuole scrivere libri, avrebbe fatto meglio a restare un grande professore e teorico». Perché parla al tempo stesso di crisi strutturale, di sistema?
«Perché la struttura e l ́organizzazione della Curia romana cerca facilmente ma invano di ingannarci, di nascondere il fatto-chiave: che il Vaticano nel suo nocciolo è restato ancora oggi una Corte. Una Corte al cui vertice siede ancora un regnante assoluto, con costumi e riti medievali, barocchi e a volte moderni e tradizioni cristallizzate, consuetudini. Nel suo cuore il Vaticano è rimasto una società di Corte, dominata e segnata dal celibato maschile, che si governa con un suo proprio codice di etichette e atmosfere. E quanto più ti avvicini al principe regnante salendo nella carriera ecclesiastica, tanto più in prima linea non vale e non conta più la tua competenza, la tua forza di carattere, le tue capacità e talenti, bensì conta che tu abbia un carattere duttile con una capacità di adattarsi soprattutto ai voleri del regnante. È lui solo, il regnante, a stabilire se tu sei persona grata o invece persona non grata». E più specificamente, i problemi della Banca vaticana? «Il Vaticano vive in gran parte di donazioni dei fedeli, da spese delle Diocesi. E amministra miliardi di euro di risparmi di istituzioni ecclesiastiche, di ordini e diocesi di tutto il mondo, e pone gli utili a disposizione del Papa. Quanto fu chiesto al Cremlino lo si può chiedere anche al Vaticano: primo la glasnost, cioè trasparenza, il Vaticano dovrebbe preoccuparsi per primo della Trasparenza degli affari finanziari davanti all ́opinione pubblica. E secondo la perestrojka, ricostruzione, ristrutturazione: il Vaticano dovrebbe ristrutturare le sue finanze e riorientare i fini della sua politica finanziaria. E infine ma non ultimo, la riconciliazione con l ́ordine di Pio X. Il Papa accoglierebbe definitivamente nella Chiesa vescovi e sacerdoti la cui consacrazione non è valida, in base alla Costituzione apostolica di Paolo VI, Pontificalis romani recognitio, del 18 luglio 1968 le ordinazioni sacerdotali ed episcopali compiute da Lefebvre sono non solo illecite ma anche nulle. Piuttosto che riconciliarsi con quella confraternita ultraconservatrice, antidemocratica e antisemita, il Papa dovrebbe preoccuparsi della maggioranza dei cattolici che è pronta per le riforme, e della riconciliazione con tutte le chiese riformate e con tutto l ́ambito ecumenico. Così unirebbe anziché dividere».
Secondo un ́analisi così pessimista non è tardi per salvare questo Pontificato e la credibilità del Vaticano? «Mancano cinque minuti appena alla mezzanotte, ma la mezzanotte non è ancora scoccata. Un solo atto costruttivo di riforme lanciato da questo Papa aiuterebbe a ristabilire la fiducia. Io spero che il mio ex collega Joseph Ratzinger non resterà nella Storia della Chiesa come un papa che non ha fatto nulla per la riforma della Chiesa».
| youtube.com30 gen 2012 - 4 min - Caricato da LiberoSantoGraal |