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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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SEMINARIO INTERNAZIONALE NELSEGNODIZARRI - PADRE GINO BURRESI : "CARDINAL ANGELO SCOLA, CHI NON E' CON ME E' CONTRO DI ME"

SEMINARIO INTERNAZIONALE NELSEGNODIZARRI

RETTORE E DIRETTORE SPIRITUALE  :: FRA PIO DI GESU' CROCIFSSO

 

http://www.messin.it/it/estero/stampa-straniera/item/27495-reportage-chiesa-cattolica-l%E2%80%99oscuro-discepolo-del-papa.html 

 

REPORTAGE: CHIESA CATTOLICA L’oscuro discepolo del Papa

 

 
StampaStraniera | Lunedì 11 Luglio 2011 18:12
Il cardinale Angelo Scola Il cardinale Angelo Scola

 

 

Ratzinger nomina capo dell’influente diocesi di Milano Angelo Scola, amico personale e membro del movimento ultraconservatore Comunione e Liberazione.

Angelo Scola e Joseph Ratzinger sono buoni amici da 40 anni. Tutti e due sono teologi e hanno occupato un ruolo simile nella Chiesa moderna, quello d’intellettuali organici. Il primo ha insegnato a Friburgo. Il secondo a Bonn,  Münster, Tubinga e Ratisbona. Tutti e due sono stati d’accordo sul pensiero e sulla dottrina nelle pagine della rivista Communio, fondata da Ratzinger e da altri eruditi nel 1972 e di cui Scola è stato uno degli editori, un feudo d’idee tradizionaliste e teocratiche in contrapposizione con il progressismo di Concilium. Scola ha 69 anni; Ratzinger, 85. Fra il 1986 ed il 1991, Scola è stato consulente di Ratzinger nella Congregazione per la Dottrina della Fede. Sono maestro e discepolo.

Quando si sono conosciuti, Scola era già membro attivo di Comunione e Liberazione (CL), uno dei movimenti cattolici più prosperi e conservatori d’Italia, insieme al Opus Dei e ai Legionari di Cristo. Un movimento che con il passare degli anni si è fatto sempre più ricco e più conservatore. CL si riassume oggi in una galassia d’aziende raggruppate sotto il nome Compagnia delle Opere (più di 30.000 società) che domina con mano di ferro l’esclusivo olimpo dei grandi affari italo - vaticani, o vaticaliani, e i principali uffici del potere mediatico, da Il Foglio e la RAI fino a Il Giornale o La Stampa. Trent’anni fa, la diocesi di Milano, che dal IV secolo prende il proprio nome da Sant’Ambrogio (l’arcivescovo guerriero che impose al Cesare la superiorità di Dio, uno dei quattro padri della Chiesa) ha espulso Scola dal seminario.  I seguaci di CL affermano che è stato allontanato a causa della sua amicizia con l’organizzazione che ha fondato Luigi Giussiani a Milano nel 1954; altre fonti sostengono che il rapporto diocesano affermava che il giovane Scola soffriva di depressione.

Dal inizio, Comunione e Liberazione si è vista coinvolta sia nelle questioni terrene, come la politica e l’economia, che nelle faccende della fede e la carità. Per un futuro prete ambrosiano, storicamente più dedito al lavoro sociale e al compromesso intellettuale e solidale con i poveri, che ai conti di risultato e le nomine di ministri e sottosegretari, la CL era allora vietata. Mal vista. “Si pensava che era un virus che stava entrando in un corpo sano”, ricorda il vaticanista Filippo di Giacomo.

La carriera di Scola è stata da quel momento unita a quella della CL. Nel 1991 è stato nominato vescovo di Grosseto, anche se poco dopo è stato trasferito al tranquillo rettorato dell’Università Lateranense. Fino a che, nel 2002, è stato premiato con la carica di patriarca di Venezia, un posto che da sempre è stato un trampolino verso il papato. Ma Ratzinger è stato scelto a sorpresa e ha cambiato la storia. Scola doveva aspettare.

Ora è arrivato per lui il momento della dolce vendetta. Martedì scorso, Scola è ritornato a Milano dalla porta grande del Duomo: come capo della diocesi più importante, grande e ricca d’Europa: 1.107 parrocchie aggruppate in 73 decanati e 7 zone pastorali. Più di 5 milioni d’abitanti. Tre mila preti, 800 parroci. Il suo arrivo a Milano è stato lento e contorto. Dopo aver fatto ritornare tre volte la decisione al organo collegiale della curia che propone i candidati, magari per evitare di essere accusato di favoritismo, il Papa ha firmato la nomina questa settimana. 

La verità e che , nonostante gli apparenti dubbi papali, la nomina di Scola si sapeva a Milano da prima delle elezioni municipali che ha vinto il candidato della sinistra Giuliano Pisapia, l’uomo che ha sconfitto Berlusconi. La campagna stampa dei media della CL è stata cruciale. In essa milita un personaggio soprannominato Betula e battezzato come Renato Farina. È un sedicente giornalista che, per questo motivo, è stato espulso dall’albo dei giornalisti, però entra in Parlamento, si fa foto con Berlusconi e muove i fili dell’informazione religiosa e politica sulla stampa, la radio e la televisione insieme ad un altro ciellino, Roberto Fontolan. Poco tempo fa, Scola ha affermato all'incontro annuale della CL che Betula era il miglior giornalista d’Italia, e che gli piacerebbe che ci fossero 100 come lui nel paese.

La nomina di Scola ha sorpreso non tanto per la sua amicizia con il Papa ma per aver messo una grande eminenza della CL al posto del cardinale Dionigi Tettamanzi, che aveva collaborato nella vittoria di Giuliano Pisapia come sindaco. Ha dato il suo sostegno al bisogno di cambio nella città e ha catalizzato le basi per far si che votino per il candidato ex comunista contro Berlusconi. Niente di nuovo in realtà, perché Tettamanzi è stato durante il suo mandato il flagello della destra, e la Lega Nord l’ha definito come l’imam di Milano per la sua difesa dell’integrazione di musulmani e rom.

 

Successore del ben voluto cardinale Martini, ex arcivescovo di Milano, un gesuita molto importante, oggi malato di Parkinson e che esce dal suo ritiro solo in rare occasioni – l’ultima per fare visita al Papa due mesi fa e consigliarlo (in vano) sul nuovo arcivescovo di Milano-, Tettamanzi ha mantenuto vivo il vecchio stile progressista della curia milanese, un contrappeso contro l’ultraconservatrice e avida curia romana.

Niente di tutto ciò conta per Ratzinger. Il prete genovese Paolo Farinella ha scritto: “L’elezione di Scola completa una lettura del pontificato nella quale è morta non solo la speranza, ma anche qualsiasi ipotesi di speranza. Il papa ha benedetto la CL come modello di ecclesialismo rampante che si muove con scioltezza, inclusi gli affari torbidi della Compagnia delle Opere, quel rifugio di Satana”. A suo giudizio, “Scola restituirà alla laica curia ambrosiana, aperta verso la società civile e il pluralismo, ad una fase d’obbedienza cieca di memoria fascista”. E aggiunge: “Sguardo, cuore, reni, fegato e interiora saranno diretti verso Trento, o meglio più indietro”.

La rottura, la maniera in cui il Papa non ha ascoltato i suggerimenti di Martini, di Tettamanzi e di molti fedeli milanesi, ha anche il suo riferimento politico: il presidente della regione, Roberto Formigoni, memore domini della CL. Il governatore che ha accettato di piazzare la hostess Nicole Minetti (oggi accusata dai giudici di dirigere l’harem di Berlusconi) come consigliere regionale, sembra essere il successore di Silvio Berlusconi in capo alla futura destra italiana. Secondo Filippo di Giacomo, “Scola e Formigoni inseguono esclusivamente i suoi interessi personali e quelli del gruppo che proteggono e che gli protegge. L’arrivo di Comunione e Liberazione a San Pietro e a Palazzo Chigi fa uscire fuori dai gangheri. Ma questo è il suo progetto”.

Farinella, il prete rosso di Genova, chiude cosi l’elegia sulla diocesi di Sant’Ambrogio: “Fa pena vedere le foto di Scola che luccica con i pugni dorati, con il suo orologio d’oro, con il suo crocifisso d’oro, con il suo mantello rosso porpora e il cappello a tre punte, rigorosamente rosso. Mi domando se una persona vestita così potrebbe entrare nel cenacolo o se starebbe meglio alla corte di Nabucodonosor, tra i satrapi e gli eunuchi di corte”.

Miguel Mora

Tratto da: Elpais.com del 3 luglio 2011

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www.youtube.com/watch?v=FOkhBeIe1Bk31 ott 2011 - 8 min - AdrianoCelentanoClub
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