(Roma,11 gennaio 2012) - "La sepoltura del boss De Pedis in un luogo destinato a papi e cardinali ritengo sia il vero snodo dell'intreccio tra Chiesa, Stato e criminalità che 28 anni fa si è portato via mia sorella Emanuela. Per questo è anche da lì che passa la nostra battaglia" dice Pietro Orlandi.
E così il 21 gennaio gli amici di Emanuela (ormai il gruppo conta più di 50.000 firme) si ritroverà alle 16 a Roma, in piazza Sant'Apollinare, davanti alla basilica che scandalosamente ospita la tomba di un criminale, per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di combattere omertà e silenzi.
Orlandi chiede a tutti di esserci e rinnova il suo "grazie" per il sostegno e il conforto che gli è venuto in questi ultimi mesi dal popolo via web. "Mi rivolgo soprattutto a chi abita a Roma, ma ovviamente accoglierò con commozione chi decida di dimostrarmi solidarietà partendo anche da lontano: più saremo a Sant'Apollinare, più verità e giustizia saranno vicine".
Sono state superate le cinquantamila firme con una commovente e straordinaria partecipazione alla petizione online al Papa per arrivare alla verita' sulla scomparsa della sorella Emanuela. Ma anche immensa delusione: il silenzio del Pontefice in piazza san Pietro davanti a chi manifestava per la ragazza scomparsa.
Pietro Orlandi chiede un atto di coraggio da parte del Papa. Con parole chiare e ferme lo ha espresso anche intervenendo per l'ennesima volta a "Chi l'ha visto" il programma di rai 3 che non ha mai spento i riflettori sul caso. Dopo la manifestazione del 18 dicembre in Piazza San Pietro, Orlandi prova infatti grande delusione (> video): il Papa ha salutato tutto e tutti ma affacciandosi al balcone e pur sapendo che una manifestazione era in atto non ha sentito il bisogno di esprimersi. "Siamo in tanti, ma saremo molti di più e continueremo" annuncia.
La nuova mobilitazione avrà le stesse modalità della prima. "Invito tutti coloro che vorranno condividere con noi questo momento, a presentarsi a Piazza sant'Apollinare a Roma con la stampa di una foto di Emanuela e magari con una fascetta fra i capelli , ormai simbolo di quella libertà negata" dice Orlandi nelle settimane scorse aveva preso contatto con persone vicinissime al Pontefice per concordare la consegna nei prossimi giorni in Vaticano della petizione firmata da 50.000 persone.
"Non dimentichero' mai il vostro affetto e le vostre parole di incoraggiamento" scrive a tutti coloro (dalla stampa ai privati cittadini) che lo hanno sostenuto.
"La nostra presenza, silenziosa e determinata, è un modo per risvegliare le coscienze a favore della verita' e la giustizia, non solo sulla tragica vicenda che 28 anni fa ha travolto la mia famiglia, ma anche sugli ltri tantissimi casi di ingiutizia e sopruso nel nostro paese" avave detto alla vigilia della prima manifestazione Pietro Orlandi.
"E' solo l'inizio di una battaglia di civilta' ancora lunga e difficile. La petizione dunque va avanti, la raccolta di firme si concludera' solo quando arriveranno risultati concreti (a cominciare dall'apertura della tomba del boss De Pedis nella chiesa di Sant'Apollinare), che pongano fine ai troppi silenzi e alle troppe omerta' sulla scomparsa di mia sorella".
Il testo della petizione dice : "Santità, mi rivolgo a Lei nella sua duplice veste di capo di Stato e di rappresentante di Cristo in terra per chiederLe di porre in essere tutto ciò che è umanamente possibile per accertare la verità sulla sorte della Sua connazionale Emanuela Orlandi, scomparsa a Roma il 22 giugno 1983. Il sequestro di una ragazzina è offesa gravissima ai valori religiosi e della convivenza civile: a Emanuela è stata fatta l'ingiustizia più grande, le è stata negata la possibilità di scegliere della propria vita. Confido in un Suo forte e ispirato intervento perché, dopo 28 anni, gli organi preposti all'accertamento della verità (interni ed esterni allo Stato Vaticano) mettano in atto ogni azione e deliberazione utili a fare chiarezza sull'accaduto. Un gesto così cristiano non farebbe che dare luce al Suo altissimo magistero, liberando la famiglia di Emanuela e i tanti che le hanno voluto bene dalla straziante condanna a un'attesa perenne".
In poco più di un mese sono arrivate oltre 40 mila adesioni alla petizione online, tuttora in continuo aumento, da persone che non si limitano a esprimere solidarietà alla famiglia, ma chiedono anche uno Stato e una Chiesa migliori, capaci di maggiore trasparenza, verità e umana giustizia. La petizione online (alla quale ha aderito anche SENTIRE) chiede al Pontefice che sia fatta chiarezza.
"Da 28 anni non mi rassegno al silenzio e all'omertà alzati attorno alla scomparsa di Emanuela: sono convinto che questa iniziativa, sostenuta da moltissime persone, possa determinare l'inizio di un cambiamento" afferma Pietro Orlandi.
Piero si appella al popolo del web.E infatti su Facebook ha creato un gruppo dedicato a Emanuela e alla petizione che si chiama petizione.emanuela@libero.it - gruppo ufficiale fondato da Pietro Orlandi, al quale ci si può aggiungere per facilitare le comunicazioni.
Orlandi con l'amico giornalista Fabrizio Peronaci del "Corriere della sera", ha scritto il libro su Emanuela per risvegliare la coscienza delle persone preposte all'accertamento della verità. Di pagina in pagina racconta i quasi tre decenni di attesa e sofferenza della mia famiglia ma anche l'incredibile sequenza di silenzi e scandalosi depistaggi, che - dice Pietro - hanno ripreso vigore.
"Non mi arrenderò mai al silenzio e alla rassegnazione, come mi invitò a fare un altissimo prelato, e spero che questo mio impegno possa essere di impulso e incoraggiamento per la soluzione dei tanti altri casi di ingiustizia, che riguardano moltissime famiglie colpite come la mia" afferma.
L'unica modalità per aderire all'appello, il cui primo firmatario è Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, è quella di inviare una mail (senza passare da altri siti) all'indirizzo:petizione.emanuela@libero.it precisando: "Aderisco alla petizione a papa Benedetto XVI per la verità su Emanuela Orlandi" e specificando: nome e cognome, indirizzo, città di residenza, telefono, professione ed eventale commento.