Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi
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"Sono dentro,
donna o uomo che vive li
nel seno di questa chiesa.
Da me amata,
desiderata e capita...
Sono dentro.
Mi manca aria,
Aspetto l'alba,
Vedo tramonto.
La chiesa dei cardinali
madri per gioielli,
matrigne per l'amore.
Ho inciampato
e la chiesa non mi sta
raccogliendo.
Solitudine a me dona,
a lei che avevo chiesto
Maternità.
E l'anima mia,
Povera,
Riconosce lo sbaglio
di aver scelto il dentro e,
Vorrei uscire
ma dentro dovrò stare,
per la madre
che non accetta,
Il bene del vero
che ho scoperto
per l'anima mia.
Chiesa,
Antica e poco nuova,
Barca in alto mare,
Getta le reti
Su chi ti chiede maternità.
Madre o matrigna,
per me oggi
barca in alto mare
che teme solo di
Affondare!
Matrigna."
Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Buongiorno a tutti, io sono Federica. Ho 46 anni e sono molto lieta di aver visitato il vs sito. Non sono una donna alla ricerca del figlio del cuore, ma sono io stessa una figlia del cuore, accolta a nuova vita in una affettuosa famiglia 43 anni fa. Sono nata in Italia da donna che non volle essere nominata. Insieme a me una sorella gemella. Fummo subito separate e le nostre esistenze non si sono mai incrociate.
Ora sto tentando di trovarla, ma è quasi un’impresa titanica. Al tribunale mi hanno informato che se, ancora una volta, non si incroceranno le rispettive richiesta di accedere ai rispettivi atti nulla potrà accadere. Devo solo attendere. Ma la mia vita è stata fantastica. Ho avuto una mamma amorevole ed attenta. Un padre assai severo, ma che ho rimpianto tanto dopo la sua morte.
Ma una ferita non si è mai rimarginata: il dolore per non avere potuto condividere la mia esistenza con la mia metà di vita intrauterina. Della donna che mi partorì non mi interessa davvero nulla.
Ho sempre rispettato la sua scelta ma non le ho mai perdonato di averci diviso. Questo no. Questo dolore mi accompagna dall’età di 14 anni quando seppi casualmente di venire da "altrove". L’elaborazione del lutto è durata tanto. Solo alla soglia dei 30 anni ho davvero realizzato che quell’antico abbandono non aveva in realtà intaccato il valore reale della mia persona.
Non ero una figlia di serie B, non ero un rifiuto pietosamente raccolto, ma ero IO, soltanto IO, meritevole di tutto il bene che la vita doveva darmi, perché ero UGUALE a tutti.
I bimbi sono TUTTI UGUALI, hanno uguali diritti e solo chi non ama l’infanzia non può capire che figlio diventa chi ti prende per mano e ti accompagna dentro la quotidianità della vita, fatta di amore, di rimproveri, di sorrisi e di pianti, di punizioni e di premiazioni, di tranquillità e di sorprese.
Ai tempi della mia adozione c’era ancora molta diffidenza ed ignoranza, presenti anche nei parenti acquisiti. Si riteneva che un bimbo abbandonato portasse con sé le colpe di chi lo aveva rifiutato e si tendeva a "nascondere" lo status di adottato a tutti. All’adottato compreso! Così si alimentavano fantasmi ed insicurezze che, bene o male, hanno un po’ condizionato il mio lato affettivo.
Non sono mai stata molto espansiva anche se apparentemente molto socievole. Non è stato facile allacciare relazioni sentimentali, tant’è che mi sono sposata tardi, ma ho realizzato il sogno della maternità e la mia bimba mi sta donando immense gioie e soddisfazioni. Però il treno della mia vita ha viaggiato tranquillamente.
Ora vorrei trovare la stazione giusta per abbracciare questa sorella.... chissà .....
a volte i miracoli accadono! Auguri a tutti e Buone Feste