Noi abbiamo due gatti, Leo e Teo. Oggi, quando siamo rientrati, Teo era in un angolo del vialetto sotto casa, intento a spolpare un uccellino appena catturato. Ci ha degnati di uno sguardo sereno, ha fatto Miao! ed è tornato sulla preda.
Mia figlia più grande l’ha guardato attonita, come se, facendo zapping col telecomando alle due del pomeriggio, le fosse capitata una scena di sbudellamento di un film di zombie.
Io allora le ho detto “Guarda che in natura mica esistono i croccantini”, e lei credo abbia capito, perchè si è rasserenata.
Poi la sera sul divano l’ha visto anche lei che Teo teneva la testa alta con un’aria fiera. E quando si è addormentato era chiaro che dormiva meglio, come chi è in pace col mondo.
Tutti nascono per qualcosa, e Teo sicuramente è nato per cacciare piccole prede e divorarle. Poi, accidentalmente, i casi della vita l’hanno portato a cibarsi comodamente di croccantini, scatolette, e avanzi di hamburger. Niente male: ozio e cibo a volontà, non sembra affatto lamentarsene. Eppure non è nato per quello.
Allo stesso modo, ciascuno di noi credo sia nato per qualcosa, e ben di rado finisce per fare davvero quella cosa lì. Uno è nato per essere un grande guerriero, e magari fa un lavoro noioso senza dignità. Poi porta lo stipendio a casa e fa anche una vita comoda, però era nato per condurre eserciti in battaglia, chissà.
A volte ci sono eventi estremi, nella vita, che costringono la gente a scavarsi dentro e a mettere a frutto la propria natura. E’ nei casi estremi che si vede chi è nato eroe e chi è nato pavido vigliacco. E lì che si vede chi è nato per fare grandi cose e chi se non nasceva per niente era meglio per tutti.
E poi, in questi casi estremi che capitano in particolari momenti, qualcuno scopre di essere nato per essere nobile d’animo, coraggioso, portato per i grandi obiettivi e per trascinare gli altri al loro compimento. E’ dura per questi qui, che hanno tenuto la testa alta, con immensa fierezza e dormito il sonno del giusto in quel particolare periodo, tornare alla banalità del quotidiano.
Questo , insomma, per dire che domani il nostro gatto Teo potrebbe anche svegliarsi un po’ depresso.
Paul Olden
http://www.scribd.com/doc/17240620/Il-Mio-Gatto-TEO-Di-Lorenzo
Il mio gatto Teo
Io sono un bambino di nove anni e mi chiamo Lorenzo. Ho un gattino molto bello che si chiama Teo e lo tengo quasi sempre in casa. Il gattino è molto affettuoso e io ne vado fiero. Il suo mantello è nero con macchie bianche come la neve, con il pelo corto. Le sue zampe sono molto robuste, metà sono bianche e metà sono nere; la sua coda non è molto lunga. Il suo muso è molto simpatico. Le sue orecchie percepiscono anche il più piccolo rumore, anche una foglia che cade, e sono di media grandezza. Ha il naso rosa e nero, i suoi occhi sono verdi. Di giorno non riesce a cacciare, ma di notte, prende tanti topolini che una persona non se ne accorgerebbe neanche. Il mio gattino è zoppo e ha il collare con scritto “Raimondi”. Quando ha fame si acciambella accanto al frigorifero e miagola dolcemente. Se è stanco si accovaccia sul divano e si mette a dormire per molto tempo. Se vuole uscire di casa miagola pianino e aspetta che qualcuno gli apra la porta. Ma se per caso vuole andare a fare una scampagnata si siede sulle mie gambe, mi guarda con i suoi occhietti dolci, io li guardo e mi fa pena.Quando vuole entrare, si acciambella sul tappeto della porta di entrata, e muove la coda aspettando che qualcuno guardi fuori e si accorga che lui e lì che aspetta; ma se deve fare i suoi bisogni graffia la porta tutto agitato, così io lo capisco.Mi ricordo che un giorno è entrato in mia camera e si era messo a masticare il filo della radiosveglia di mio fratello, per fortuna funziona ancora. Mi ricordo ancora che un giorno è andato in garage e si è accovacciato sotto la macchina di mia mamma,allora io ho preso la scopa e ho provato a tirarlo fuori, ma lui non voleva, allora fece la pipì per terra e toccò pulire a me! Così ho dovuto dargli uno sculaccione perché non doveva farlo mai più. Certe volte tira fuori gli artigli e se è sulla sedia, la graffia,allora la mamma lo ferma e lo mette per terra. Se vuole uscire diventa aggressivo,allora io lo porto fuori e lo lascio libero. Quando lo vedo fuori e fa freddo, lo porto dentro perché, se io fossi lui, mi dispiacerebbe stare fuori, perché è un gatto domestico. Quando io o mia mamma usciamo, lui entra di nascosto e noi non ce ne accorgiamo. Se c’è un altro gatto lui diventa aggressivo. Teo vuole sempre stare nelle camere da letto. Un giorno l’ho trovato sul letto di mia sorella che dormiva. A Teo non piace tanto essere preso in braccio, ma si lascia accarezzare. Quando gli faccio le carezze sotto il mento, allora vedi che si rilassa e sta molto bene. Quando la sera è in casa che dorme, noi lo lasciamo dormire sul divano, ma più tardi lo troviamo in camera da letto. Allora noi chiudiamo tutte le porte così Teo non si può nascondere sotto i letti, ma al mattino lo troviamo quasi sempre davanti alle porte che miagola.Se solo vede che io muovo una mano o un piede, lui “attacca”, ma non mi fa male più di tanto, perché vuole giocare. Quando torno da scuola lui mi aspetta sempre sulla soglia di casa. Anche se combina tanti guai io gli vorrò sempre tanto bene
Lorenzo 4^B
| youtube.com5 set 2007 - 4 min - Caricato da smpfilms |