Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291
Grazie, la tua lettera è stata inoltrata
nelsegnodizarri.over-blog.org
Carlo Maria Martini
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nel marzo 2010, in tema alle vicende sulla pedofilia nella Chiesa cattolica, alcune agenzie e testate hanno riportato un suo pronunciamento favorevole al ripensamento dell'obbligo di celibato dei preti.[11] In un comunicato diffuso però dall'arcidiocesi di Milano, egli ha smentito queste dichiarazioni, spiegando che anzi ritiene «una forzatura coniugare l’obbligo del celibato per i preti con gli scandali di violenza e abusi a sfondo sessuale».[12]
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Riguardo alla stesura di questo mio aricolo, ho dovuto convincere Adriana Zarri a permettermi di gettare solo un'ombra sul Cardinal Martini, nonostante io lo ami quanto lo ama lei.
E quest'ombra riguarda proprio la sua smentita del suo pronunciamento favorevole al ripensamento dell'obbligo di celibato dei preti, nel mese di marzo 2010, riguardo alle vicende sulla pedofilia nela Chiesa cattolica.
Non posso certo dirlo con sicurezza, perché non sono nella sua testa, ma io penso che il Cardinal Martini si sia visto costretto a smentire, per non avere attriti o problemi con la Santa Sede e per non essere al centro di un dibattito così esplosivo e dirompente, viste le sue condizioni di salute.
Posso riconoscergli questa attenuante ma devo ammettere che ci sono rimasto male di questa sua smentita. Sicuramente anche Adriana Zarri avrà notato questo suo voltafaccia, ma glielo avrà perdonato.
Sul fatto se sia o no una forzatura coniugare l'obbligo del celibato per i preti con gli scandali di violenza e abusi a sfondo sessuale, credo non sia possibile dare un'unica risposta che valga per tutti i casi, ma sono più che convinto che permettere ai preti di sposarsi potrebbe ridurne il fenomeno. Sarebbe senz'altro necessario anche un aiuto psicologico, ma la terapia veramente efficace è il matrimonio, a mio avviso. Sapete che io, per poter affermare le mie verità, ho dovuto prima fare outing e togliere i miei scheletri dall'armadio.
In passato ho frequentato ambienti omosessuali e conosco, per esperienza, cosa sia l'omosessualità, perché l'ho praticata, come unica forma di espressione al contempo fisica - mentale - spirituale, che conoscevo, per sentirmi vivo e concedermi un po' di piacere, anche se lo sentivo proibito e provavo tanti sensi di colpa.
Il Signore, alla fine, ha avuto misericordia di me, perché proprio quando mi sono messo alla sua ricerca, desideroso di amare gli altri, come sacerdote, non mi ha aperto le porte del seminario, ma mi ha fatto incontrare proprio davanti alla porta, che lui mi chiuse, la ragazza, che è diventata poi mia moglie e che ha trasformato la mia vita.
Da 15 anni le sono rimasto sempre fedele, non mi sono mai concesso un momento di piacere solitario e non l'ho mai tradita con un rapporto omosessuale.
Quindi io posso affermare, avendolo provato sulla mia pellle, che il matrimonio e l'amore per una donna sono stati per me la terapia efficace.
Probabilmente, avendo io subito un abuso sessuale all'età di sei o sette anni, sarei potuto diventare benissimo anch'io un pedofilo. Non ci vuole molto per esserlo, basta convincere o costringere qualcuno a farti vedere o toccare i suoi genitali. Ci sono pedofili e pedofili e non tutti i pedofili sono dei mostri.
Credo che dietro la pedofilia si celi spesso il bisogno di essere aiutati, certo nella maniera sbagliata, ad accettarsi e ad amare quella parte di proprio corpo, nel caso dell'uomo il pene, che qualcuno ci ha sporcato e violato, quand'eravamo piccoli e che rifiutiamo, perché lo sentiamo impuro.
Il pedofilo vede spesso nella vittima la purezza, che egli non ha e se ne vuole appropriare attraverso il furto visivo o materiale di quei genitali ancora intatti, che però alla fine finisce per violare, quando tenta di trapiantarli su di sè.
Finché poi non si trova il coraggio di fare il salto e di condurre il proprio pene in un porto sicuro, nell'alveo vaginale, dove senti accettato ed appagato il tuo desiderio di amare, senza più sensi di colpa e di rifiuto del tuo membro.
Nel mio primo rapporto sessuale, prematrimoniale, ciò che mi ha più procurato gioia è stato poter essere io causa di gioia per lei, perché fino ad allora per me il pene era solo un peso, che non accettavo, perché sentivo impuro.
Ecco, caro Cardinal Martini, la mia esperienza di riscatto dalla mia prigionia dell'omosessualità, grazie ad una donna che mi ha veramente "accattato" ed aiutato ad amarmi e ad amare e valorizzare il dono della mia sessualità, che Dio mi ha elargito.
Forse tu, Carlo Maria, sei troppo puro e allora lascia che ti possa insegnare qualcosa io, che ho toccato il fondo e sono rinato all'età di 42 anni.
Caro Carlo Maria, prima di lasciarci, oltre ad aiutarmi a liberare Padre Gino Burresi, che non è quel mostro che dipingono sul web, aiuta la tua amata Chiesa a migliorarsi, anche attraverso l'abolizione del celibato dei sacerdoti.
Te lo chiedo anche in nome della mia amica del cuore, l'eremita teologa Adriana Zarri, che in te vede una speranza.
Ciao, cara anima celestiale, sii il nostro Celestino VI.
Riccardo Sante Maria Fontana
| | Mina - Un'ombra 3 min - 30 dic 2007 Caricato da Silmidney youtube.com |
Di nelsegnodizarri.over-blog.org riccardo s.m.fontana - Pubblicato in : PARABOLE