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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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UNA VOCE PER PADRE GINO BURRESI

Thursday 5 may 2011 4 05 /05 /May /2011 13:55

UNA TESTIMONIANZA DI PERDONO PER PADRE GINO BURRESI

Caro  Gino, 
 
è  giunta  in  data  odierna  un'altra   testimonianza  per  te,  quella  del  tuo amico  Piero.
  
Riccardo
 

Commenti

Pace a voi tutti che leggete questi righi!
Mi chiamo Piero e scrivo nella speranza di dare un contributo per la riabilitazione di Padre Gino ormai desiderata ed aspettata da molti dei suoi fedeli.
Alcuni giorni fa ho tentato di trovare su un motore di ricerca notizie di Padre Gino, di cui già conoscevo il triste calvario che sta vivendo, e ho trovato questo blog che invita coloro che lo hanno conosciuto a esprimersi su di lui.
Bene, io molti anni fa, precisamente verso l’inizio del 1970 ebbi l’opportunità di contattarlo e in seguito lo frequentai per alcuni anni finché iniziarono per lui i primi dissapori che lo tennero forzatamente lontano dai visitatori del santuario e ancora peggio da coloro che abitualmente andavano a trovarlo..
Per me questa lontananza fu veramente drammatica e faticai non poco a impostare la mia vita senza il conforto e l’affetto che trovavo quando andavo a San Vittorino.
Poiché tra me e il frate (allora era fratel Gino poiché non era stato consacrato sacerdote) si era instaurato un buon rapporto, fui testimone di qualche piccolo sfogo sulla sua situazione che viveva e, ancor più, il diverso tempo di attesa necessario per aspettare il mio turno faceva si che potessi ascoltare le testimonianze di molte delle persone che attendevano anch’esse di essere ricevute. Tutto ciò ed altre esperienze mi fecero capire molto bene che avevo la fortuna di avere un buon rapporto con un grande mistico veramente caro a Dio e potenzialmente capace di fare molto per la chiesa che serviva.
Quegli anni per me furono pieni di difficoltà e di grande impegni a causa degli studi che affrontavo e della situazione familiare in cui mi trovavo, ma riuscivo a superare tutti gli ostacoli che si presentavano e mi sentivo sereno e felice anche se non mancavano brevi omenti di abbattimento e di tristezza. Poi i problemi incominciarono ad infittirsi a causa di un mio zio (fratello di mia madre) che, separatosi dalla moglie, venne a vivere a casa nostra, infatti poiché mio padre era morto tentava di prendere le redini del menage familiare e ad interessarsi del rapporto che avevo col frate, incominciò a dire che non era necessario che mi recassi da lui, insinuava che l’obiettivo del frate era che entrassi nella sua congregazione (non era assolutamente vero); successivamente incominciò anche il parroco del nostro paese a dirmi che facevo male a recarmi a san Vittorino (cosa che facevo circa una volta all’anno ). Senza portarla alle lunghe anche a San Vittorino incominciai a vedere imbarazzo nei miei confronti finche mi fecero capire che non era il caso che continuassi ad avere dialoghi fratel Gino. Ciò mi turbò moltissimo, non riuscivo a capire il motivo di questo voltafaccia e a volte vivevo momenti di risentimento verso il frate.
Passarono molti anni (20-25), non ricordo bene), quel mio zio ormai ha abbandonato questa terra da più di dieci anni, come pure il parroco del mio paese e mia mamma; ho una certa età e di conseguenza vedo la realtà da un’angolazione più ampia e più obiettiva ed inoltre il buon Dio, grazie ai meriti di Gesù, mi da di tanto in tanto rivelazioni che illuminano quei momenti bui che vissi in seguito a quel forzato distacco da frate Gino facendomi comprendere molte cose che a quel tempo non immaginavo. Finalmente ho capito, e ne ho avute le prove, che fu quel mio zio che manovrò per allontanarmi da San Vittorino facendo pressioni, (a insaputa mia e di mia madre), sul parroco e su qualcun altro nel tentativo di allontanare qualsiasi ostacolo dal suo progetto di trovare una stabilità familiare nella casa di mia mamma (sua sorella) dato che non aveva più intenzioni di risposarsi.
Le vicessitudini da me vissute, che ho espresso in maniera molto, ma molto, ma veramente molto sintetica, spesso svilupparono sentimenti di risentimento vero Padre Gino e potrò aver avuto qualche sfogo con qualche sacerdote da cui andavo a confessarmi, ma con mia meraviglia notavo che costoro, tutti costoro, non parlavano bene del frate, non solo, ma se in qualche circostanza, in cui vivevo momenti di serenità, accennavo che volevo raccontare con calma le mie esperienze col frate per chiarire certe situazioni che mi avevano coinvolto (che avrebbero contribuito a mettere in evidenza la sua santità), mi sentivo dire che non dovevo esprimermi su questo mio rapporto col frate perché coloro che lo stavano giudicando non dovevano avere condizionamenti da chicchessia. Credo che ciò sia capitato a molti altri.
Datato l’invito che Riccardo fa a chiunque avesse conosciuto il frate, io affermo con tutta la mia sincerità e pubblicamente che se ho ricevuto qualche sgarberia o comunque qualche torto da padre Gino o dalla congregazione degli oblati di Maria Vergine, io perdono con tutto il cuore ed inoltre, se in qualche circostanza ho mancato di carità verso il frate o verso la sua congregazione o peggio ancora se ho sparlato verso di loro, chiedo perdono umilmente.
Spero che questo mio scritto possa aggiungersi a tanti altri che come me hanno conosciuto il buon frate Gino e che possano contribuire a farlo riabilitare perché ha rivelato a quanti lo hanno conosciuto il vero volto Di Gesù
Pace e bene a tutti e che l’amore di Dio possa illuminare i vostri passi e far trionfare la verità.

Testimonianza di Piero
Commento n°1 inviato da Pieto oggi alle 08h15

Caro  Piero!  Dio ti benedica per la tua sincerità.  Padre Gino ti ringrazia della tua amicizia e conserverà  il tuo bacio tra i valori più preziosi che ha.

Riccardo

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