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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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UNITI NO, DIVISI NO

Tratto  da  :  Il  Cannocchiale

 

21 febbraio 2008
Fusione e autonomia sono gli ingredienti per la relazione di coppia duratura.

 

L’amore viene spesso associato all’idea di “diventare una cosa sola”. Partendo da questo desiderio di unità, concetti come “essere autonomi”, “essere lontani”, “distanziarsi” appaiono l’esatto contrario dell’amore e sono vissuti come una minaccia per il rapporto.
Al contrario l’amore simbiotico è la vera minaccia per la relazione di coppia. Il modello simbiotico di relazione trasforma il rapporto in una prigione, in una gabbia dorata perché pretende, incosciamente, subdolamente che uno dei due soggetti o entrambi rinuncino al loro Essere. In realtà, infatti, entrambi, malgrado tutta l’unità e l’unione di questo mondo, restano individui separati e senza che se ne accorgano la loro individualità cerca in tutti i modi di farsi valere. Questo processo può portare allo scoppio di furibondi litigi , oppure può portare la sessualità a non trasmettere più gioia. I rapporti sessuali che sopravvivono molte volte vengono messi in atto solo per senso del dovere e poiché il più delle volte l’esperienza è frustrante si moltiplicano i motivi per “amarsi” sempre meno.
Un’altra forma in cui l’individualità fa sentire la sua protesta è l’insorgere di sintomi fisici inspiegabili: allergie, emicranie, disturbi di stomaco o gravi depressioni. Possono essere contromisure messe in atto dall’inconscio contro l’estinzione della nostra individualità. I segnali sono chiari ma spesso non vengono interpretati correttamente. Sopprimere la propria personalità, cercare di accontentare il proprio compagno sempre ed in ogni momento significa fingere. Fingere con se stessi, nella relazione e con la persona che amiamo. Fingere e amare sono due parole che non dovrebbero avere nulla in comune eppure molto spesso sono vicine, complementari, sono la base di relazioni di coppia. Fingere porta solo alla morte della coppia e del nostro essere. Non serve ad amare di più o in modo più profondo, non serve a proteggere il partner e neanche a divenire degli ottimi altruisti. L’amore è pulito, l’ amore è sinonimo di rispetto, dialogo, consapevolezza, coscienza, creatività, mobilità, morbidità.
Quando siamo innamorati non vediamo solo l’immagine più piena e completa della nostra relazione, ma anche il nostro compimento per eccellenza. E’ per questo che tutti vorrebbero prolungare questa fase. Non bisogna confondere la visione iniziale con la realtà: la prima serve a metterci in cammino, non a trattenerci. La relazione cambia di momento in momento, va in avanti, non può tornare in dietro. Si susseguono delle “fasi” e proprio tramite esse noi possiamo imparare a conoscere l’altro ma soprattutto noi stessi. Alla fase della simbiosi, tipica dell’innamoramento, ne segue una di opposizione, poi quella della distanza, la quarta è quella del cauto riavvicinamento ed in fine la quinta consiste nel ritrovamento a livello più maturo. Il cambiamento è la fiamma ardente della relazione di coppia mentre la staticità, la rigidità e la passività sono l’acqua che raffredda tutto.
Molte coppie non riescono a capire quando nel rapporto scocca l’ora della autonomia e della distanza,la maggior parte delle relazioni fallisce per un eccesso di vicinanza piuttosto che di distanza. La coppia simbiotica per evolversi, maturare e far emergere l’individualità dei soggetti dovrebbe concentrarsi su alcuni punti importanti, fondamentali per la relazione stessa e per i partecipanti di questa. Per prima cosa liberare il proprio compagno dal ruolo di vice – mamma o vice – papà, assumendoselo in prima persona. Nei rapporti simbiotici è sempre presente la pretesa che l’altro si comporti come una madre o un padre.
Importante, quindi, è stabilire un rapporto giusto con i propri genitori. Si tratta in realtà di due compiti: abbandonare il ruolo infantile nei confronti dei genitori e ristabilire rapporti normali con loro su un piano adulto. Fondamentale, inoltre, è stabilire un buon rapporto con il proprio sesso. Chi vive un rapporto simbiotico ha difficoltà nel riconoscersi: le donne non si sentono davvero femminili e gli uomini non si sentono davvero virili. Ciò dipende dal fatto che non hanno preso realmente possesso della propria vita. Per ultimo, e non meno importante, scoprire la propria individualità e costruirsi il proprio mondo. E’ importante che ognuno dei partner scopra di possedere e di aver bisogno di una isola tutta per sè, che è il proprio mondo e non quello del compagno, dove potersi ritirare nel momento opportuno.
Quando il processo di delimitazione e di avvicinamento si compie pienamente, si arriva ad un punto in cui fusione e autonomia non vengono più percepiti opposti tra loro. Ognuno dei due è intero in se stesso ma allo stesso tempo si sente profondamente unito all’altro. Distanza e delimitazione non distruggono l’amore, ma lo rendono più vivo e profondo.

Dott.ssa Pamela Argenio
Psicologa

www.youtube.com/watch?v=SaQUoxVzGW03 min - 17 gen 2011 - Caricato da bisbeticamartina
amarsi, ferirsi............... contraddizioni.....................
 
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