Il sacramento dell'ordine è riservato ad una ristrettissima cerchia di individui. Questi uomini speciali, quando giungono in seminario, possiedono già le capacità per divenire dei bravi pastori ma devono essere filtrati da tanti altri che vogliono ricevere il sacramento dell'ordinazione sacerdotale pur non essendo idonei. Tra questi sono compresi anche coloro che hanno
radicate tendenze omosessuali
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. Perché?
Sui criteri di discernimento dobbiamo considerare diversi punti:
- Come dichiarato dal documento sopra citato, stiamo parlando di persone che hanno tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay, non dell'omosessuale che facilmente controlla se stesso per imporsi una Asessualità (ovvero né omo né etero né altro di sessuale).
- A seguito di Cristo non ci sono mai stati apostoli omosessuali certificati[2]
. In questo senso si cerca di rispettare un "ordine dall'alto" e si evita di sbagliare aggiungendo categorie all'elenco degli ordinabili. Nel dubbio di sbagliare preferiamo lasciare inalterate le cose come sono state predisposte da Cristo in persona. Infatti l'omosessualità è sempre esistita dunque, se Cristo avesse voluto un apostolo omosessuale (dunque se avesse gradito futuri sacerdoti omosessuali), poteva prenderne benissimo almeno uno con se, ma NON lo ha fatto. - Quando si parla di omosessualità bisogna fare un distinguo tra le diverse tipologie. Evitiamo il gay esibizionista e libertino per eccessiva sessualità; evitiamo il gay frustrato per eccessivo anti-clericalismo; evitiamo il gay che si sente parte del fantastico mondo gay perché di parte. Chi resta?
In questo caso un gay nel clero equivale alla presenza, durante la seconda guerra mondiale, di un nazista tra i parlamentari degli Stati Uniti d'America. - Ammettere un proselito della "cultura gay" al sacerdozio può produrre un "pastore" che chiaramente interpreterà le scritture malamente e a favore del suo status. Il che è totalmente deleterio perché la gente si fida dei sacerdoti.
- Anche ammesso che si consenta all'omosessuale di essere sacerdote, vi sarebbero profondi contrasti in lui. Sarebbe un individuo tormentato perché chiamato a difendere il matrimonio etero insieme ai valori della moralità cristiana contro la sua stessa mentalità, tipica omosessuale.
Ora, queste ragioni non sono omofobiche. Alla base della morale cattolica c'è il rispetto e l'accoglienza del prossimo, perciò nessun cattolico né prelato può insultare, oltraggiare, ferire, deportare, eliminare un omosessuale. Accoglienza però non significa permettere qualunque cosa, significa dare a ciascuno lo spazio per occupare il suo posto nel progetto divino.
Le qualità degli omosessuali non sono fatte per il sacerdozio ma sono
perfette per tantissimi altri scopi altrettanto nobili e caritativi. Leggendo diversi blog mantenuti da omosessuali ho notato in loro una grande intelligenza e una spiccata sensibilità. Qualità importanti che potrebbero essere usate per il bene di tutti se non fossero sprecate in un gelido anti-clericalismo.
La Chiesa non ha mai condannato nessuno, ha sempre detto che l'atto omosessuale è peccato mentre l'orientamento omosessuale non è orientato alla procreazione, tutto qui. Il solo orientamento non costituisce peccato né motivo di discriminazione.
Referenze:
[1] criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali