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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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I FRENI SALUTARI DELL'EUFORIA

 

 

http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/psicologia/tristezza/tristezza

 

 

TECNOLOGIA & SCIENZA

 

Uno studio americano rivaluta la malinconia: è una risorsa

 

E il professor Cassano spiega: "Impossibile sbagliare la diagnosi"

 

Un po' di tristezza fa bene alla salute

 

guai a parlare subito di depressione

 

<B>Un po' di tristezza fa bene alla salute<br>guai a parlare subito di depressione</B>

di SARA FICOCELLI


ROMA - I poeti maledetti francesi la trasformavano in poesia, gli attori come James Dean e River Phoenix in fascino e seduzione. Oggi invece la tristezza viene associata quasi sempre alla depressione. Stravolgendo, secondo lo studio di alcuni scienziati americani, la natura di uno stato d'animo di per sè nobile e tutt'altro che negativo.

Il libro The loss of sadness: how psychiatry transformed normal sorrow into depressive disorder parla di quanto sia labile il confine fra tristezza e depressione. Gli autori sono Allan Horowitz, professore di sociologia presso la Rutgers University, e Jerome Wakefield, professore di lavoro sociale della Università di New York. Gli studi effettuati dimostrerebbero che la tristezza è qualcosa di intrinseco e naturale alla natura umana, riscontrabile persino negli animali, e che niente ha a che vedere con il fenomeno - più complesso e originato da sintomi precisi - della depressione.

I due autori americani sottolineano invece come la tristezza sia una risorsa, un peso capace di controbilanciare quell'euforia che spesso ci avvicina al pericolo. Sarebbe, dunque, uno dei tanti colori della tavolozza dell'anima, dal tono sfumato, un po' cupo e freddo. Ma il buon pittore sa che escludere grigio, nero e marrone da un quadro non ha senso.

Lo psichiatra Cassano: "Utile sentirsi un po' tristi". La posizione di Horowitz e Wakefield è condivisa dal professor Giovanni Battista Cassano, primario di Psichiatria presso l'Università di Pisa. "La tristezza è una sensazione molto importante, che aiuta a rivedere criticamente gli errori commessi e porta a correggerli", spiega. "Pensiamo ad esempio ai rischi dell'euforia primaverile: acquisti smodati, relazioni amorose rischiose... Sembra assurdo, ma la gioia incontrollata può causare dei danni alla nostra vita. Il corpo e la mente hanno bisogno di fermarsi un attimo e la tristezza, in questi casi, aiuta".


La depressione, invece, è tutta un'altra cosa. Essa si diagnostica se una persona presenta almeno cinque dei nove sintomi standard: umore depresso, perdita di interesse nei confronti di qualsiasi attività, calo dell'appetito, insonnia, ipersonnia, perdita di energia, senso di colpevolezza, difficoltà nel concentrarsi e prendere decisioni, pensieri ricorrenti di morte e suicidio. Ma soprattutto, come precisa Cassano, la depressione è una malattia genetica, ereditaria. Che sboccia a seguito di un trauma - una separazione amorosa, la perdita del lavoro o di una persona cara - sulla base di una precisa predisposizione. Chi non è "segnato" geneticamente soffrirà moltissimo, ma alla fine supererà l'accaduto.

"La prima cosa che si insegna a un aspirante psichiatra è il saper distinguere tra uno stato depressivo e uno di profonda tristezza. Se lo studente non sa riconoscere queste due situazioni viene bocciato. E comunque il vero psichiatra non sbaglia questo tipo di diagnosi". La depressione, continua Cassano, è comunque ben riconoscibile, perché tocca le corde del dolore profondo. "Un dolore morale fortissimo - spiega - che solo la terapia farmacologica può curare. Per chi invece non è depresso, assumere psicofarmaci non serve". E' più utile forse fare una chiacchierata con un amico o una passeggiata al sole.

Il libro degli studiosi Usa ha convinto anche Robert Spitzer, professore di clinica psichiatrica presso il Columbia University Medical Centre e autore del celebre Diagnostic and statistical manual of mental disorders, manuale di riferimento per gli psichiatri di tutto il mondo. Spitzer, che del libro ha scritto la prefazione, ha dichiarato di aver "rivisto, dopo averlo letto, la mia posizione in materia". Convinto che la tristezza fosse comunque un disturbo mentale, è stato costretto a ricredersi.

Persino gli scimpanzè, conclude la ricerca, conoscono la malinconia, e i ciechi, quando si sentono tristi, assumono un'espressione identica a quella di tutti gli altri esseri umani, pur non avendo mai visto com'è fatto un volto imbronciato. Sentirsi triste, dunque, è naturale. Una volta capito ciò, non resta che impiegare il tempo che resta per costruire la propria felicità.

 

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F
Sono matto? Lo, lo so, che gli aranci oggi sono reperibili, ma un tempo... Chiedetelo a Babbo Natale se dalle sue parti crescono gli aranci, se ce lo si può permettere un arancio, se ce lo si poteva permettere, ai tempi dei nonni. O se piuttosto era il dono di Gesù Bambino, non di un befana....
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N
Grazie Franz del tuo esatto suggerimento. Ho infatti cercato su internet e trovato questo sito :<br /> //www.google.it/?gws_rd=ssl#q=il+secolo+dei+nonni.+la+rivalutazione+di+un+ruolo&btnK, dove si parla del natale e dell'arancia come dono di gesù bambino dal suo giardino. Purtroppo non sono riuscito a fare il copia incolla per pubblicarlo sul blog. Il capitolo si intitola " Natale, la grandezza del progenitore". Riccardo Fontana
F
I passi perduti dell'amore (2010)<br /> <br /> Ai racconti della sera fronde<br /> ritagliano arabeschi su sfingi<br /> e hotel, tutto il viale riecheggia<br /> dei passi perduti dell'amore:<br /> è quello il ponte dei nostri addii?<br /> Ai margini del silenzio siedo,<br /> ti rivedo ragazza dagli occhi<br /> di perla. Nella gran lontananza<br /> del vivere conobbi le spine.<br /> E ancora strana pena s'infrange<br /> su vecchi scogli di questo cuore.<br /> E agrodolce mar mi vive dentro,<br /> mentre canzone di un tempo muore.<br /> <br /> <br /> <br /> Il mio grido (2010)<br /> <br /> “The drying up a single tear has more<br /> Of honest fame than shedding seas of gore”,<br /> scrisse Lord Byron. Incalzato da un soffio<br /> putrido di violenza e di tenebra,<br /> che calamita lo spirito dell’oggi,<br /> mi ritiro nelle zone brevi della poesia,<br /> lume di pensieri sospesi<br /> in quel sonno trasparente<br /> in cui ogni ferita arde come due,<br /> sostenendo il peso dell’assenza.<br /> Ma il mio è un grido, non un gorgheggio.<br /> Il mio spirito batte e ribatte pugni<br /> contro i cancelli del buio,<br /> gli alberi son sbiancati dalla follia<br /> che si disserra tra nera e nera nube.<br /> Questa è la valle ombrosa della morte<br /> onorata e va per il mondo il poema<br /> incompiuto per un vitello d’oro.<br /> <br /> Franz<br /> <br /> P.S._ So di essere negativo. E ora basta con l'inserire cose mie, potrei non essere gradito o eccessivo. Vi auguro un Buon Natale, il natale dei nonni, quello con un arancio come unico dono. Chiedeteglielo, ai nonni, se d'inverno e con la neve gli aranci si sposano alla buona tavola, sono molto reperibili...
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N
Ero ansioso di vederti finalmente scendere dalle stelle e di sentire la voce mortale di colui che compone versi sì imperituri.<br /> La tua discesa su questo blog è il dono più bello che mi ha regalato questo Avvento. Buon Natale anche a te Franz!<br /> Riccardo Fontana
F
In perfida Albione (2010)<br /> <br /> “O’ miser huom che pensi d’essere”<br /> trovo graffito nella Beauchamp Tower<br /> di Londra, dove venivano imprigionati<br /> coloro a cui, seppur avevano salva<br /> l’anima, da Corona non era risparmiata<br /> la vita. La pioggia taglia il silenzio.<br /> E, affacciato a questa finestra aperta<br /> su tanto grigiore, l’autunno sembra<br /> accartocciarsi nel cortile del castello.
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F
Ulli ulli (2010)<br /> <br /> Ulli ulli, chi li fa<br /> se li trastulli!<br /> Come per la malattia,<br /> così non hanno rispetto<br /> per i vecchi. E sono<br /> i ragazzi di oggi,<br /> quelli di facebook,<br /> quelli che dicono<br /> -scommetto–: Ora<br /> mi rimbocco le maniche.<br /> I loro sogni son desideri<br /> di felicità, ti arrivano<br /> alla carica, in 101,<br /> per schiaffare Cenerentola<br /> in cortile a lavare calzini,<br /> mutandine griffate,<br /> blue jeans & T-shirt.<br /> L’Italietta gli va stretta.<br /> Muore il statista<br /> di turno e loro:<br /> Che è tutto sto casino!<br /> Ah, credevo che fosse<br /> morto qualcun altro…<br /> Eco scandaglio, <br /> lo chiamano, tirando<br /> lo sciacquone come fosse<br /> il bottone per un siluro,<br /> col piercing sul naso<br /> o quel frontino girato,<br /> come per lanciare una<br /> palla sporca da baseball.
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F
Con un altro senso (2010)<br /> <br /> Con un altro senso del risveglio interiore,<br /> lo so, il mio cielo dipinto mai sarà quello<br /> del Buddha, ché a desìo do altra valenza<br /> nel superamento dei limiti caratteriali:<br /> nella santità dell’Io riposa la speranza,<br /> la via della superbia non conduce al Tao.<br /> Ma, ahimè, purtroppo oggi più non esiste<br /> signoria forte e onorevole, non si pone<br /> fine a gelida tormenta di alberi d’ossa<br /> tibetani. Ecco, incocco preghiera, la scaglio<br /> avvelenata al cielo: e sogno che quanto più<br /> le loro lacrime mutino in gemme di monti<br /> azzurri tanto meno siano offuscati<br /> degli occhi di seta dalla tigre Assenza.
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