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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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IL CALENDARIO DELL'AVVENTO SBARCA IL LUNARIO

 

 

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_dicembre_17/bollate-presepe-un-barcone-lega-all-attacco-una-schifezza

 

Il presepe sul barcone alla Montessori di Bollate

Il presepe sul barcone alla Montessori di Bollate

 

Non c’è solo chi si arrabbia perché non si fa il presepe a scuola. C’è anche chi si indigna perché il presepe viene allestito con un occhio all’attualità e Gesù Bambino, San Giuseppe e la Vergine Maria diventano profughi su un barcone. Se poi a realizzare il tutto è una scuola elementare, apriti cielo. Alcuni genitori che gridano allo scandalo e Lega Nord che sulla propria pagina Facebook bolla l’iniziativa come «una schifezza». Accade a Bollate, nel milanese, dove la polemica corre sul web suscitando la sorpresa di molte altre mamme e papà e della direzione scolastica. La scuola è la Montessori e il presepe è stato realizzato con una barca, vestiti blu in ricordo delle onde e sullo sfondo un disegno dei continenti. Gesù, Giuseppe e Maria sono sull’imbarcazione, a ricordo delle sofferenze di tanti migranti.

«Gesù non è un migrante, né un rifugiato, ma un infante», scrivono i leghisti locali. «I simboli della tradizione - proseguono - devono restare tali, non devono divenire un mezzo per trasmettere ideali politici o traviare giovani menti. Chiediamo che quella schifezza venga sostituita con un presepe, uno vero. Apolitico e apartitico, come dovrebbe essere la scuola, quella primaria soprattutto. E qualcuno spieghi agli insegnanti che hanno fatto realizzare quell’obbrobrio che si tratta di Gesù bambino, non di un clandestino...».

Il dirigente scolastico Francesco Muraro getta acqua sul fuoco. «Da non credente mi sento di commentare che questo presepe nel barcone rappresenta un messaggio in linea con la teoria cristiana, in linea con le parole del Pontefice che di fronte all’emergenza profughi lancia un invito all’accoglienza», ha dichiarato al quotidiano Il Giorno. E pensare che ad appena sei chilometri di distanza, in quella che fino al 2004 era una frazione proprio di Bollate ed ora è Comune autonomo, in un’altra scuola, la media Galileo Galilei di via Aquileia, facente parte dell’istituto comprensivo Rodari, la presenza di stranieri supera il 60 per cento degli iscritti e si contano 24 etnie diverse. Il presepe c’è, è tradizionale e sta nell’atrio. A fargli compagnia, attaccate sul soffitto le bandiere del mondo, come ha avuto modo di osservare anche il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, in visita lunedì. Nessuno ha avuto nulla da ridire. Del resto, anche in molti borghi della Liguria i pescatori usavano mettere il piccolo Bambino e la sua Santa Famiglia in una barca, perché fosse di buon auspicio alla ripresa delle attività di pesca dopo l’inverno.

 

LA RENNA VAGA E PAPA' NATALE DIVAGA

 

commenti

franz12/18/2015 14:52

 

Quasi un rimato sonetto (2011)

 

Nella pietà celeste crebbe l’oro

del tuo grembo e per l’avvento

santo stella si fece bianca veste,

ammantatasi la notte d’incenso.

 

Spirito bello nato alla gloria,

una cui si vota la nostra storia,

bimbetto confida nell’umanità:

servitelo, pastori di carità.

 

Tra la stupefazione delle genti

ordunque dato si saprà l’umile

rialzato, il tiranno abbassato.

 

Tra la stupefazione delle genti

ordunque dato si vedrà un messia

che colma core di misterioso amor.

 

Franz

 

Post Scriptum: ma oggidì non ci credo più tanto nell'ansietà commerciale di tutte queste luminarie,

tra disperati che sbarcano ai liti e altri disperati che s'impiccano tra i debiti...

 

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Mannaggia a Nerone (2002)<br /> <br /> [Sinistr destr, pas-so! Un due, sa-lu-to! Un...].<br /> Per me fu lo scorno maiuscolo,<br /> la maledetta spiaggia del D-Day;<br /> a missive mai mosse muscolo,<br /> come ciò fosse noioso, un replay.<br /> Ma io volli rivederla lo stesso:<br /> rise di me, della mia rosa rossa.<br /> Sul ring della vita vagai senza meta<br /> odiando e cielo e terra, e me stesso.<br /> [Un due, un due, pas-so! Un due, fian-co destr!].<br /> Ah, l'amor! È come un tango: sì, in si<br /> bemolle trafitto da tanti diesis;<br /> il marciar tanto fa soffrir nel fango<br /> sposandosi passo a tanti diesis.<br /> [Sinistr destr, pas-so! Un due, un due, pas-so!.].<br /> Ah, di certo ha smemorato tutto<br /> quel che ci fu. Mannaggia a Nerone!<br /> Che miele amaro quel bel nome,<br /> per ventenne un ricordo brutto:<br /> ché di amanti ne ha vasto stuolo<br /> e nei voli suoi mai tocca suolo.<br /> Per me tromba suoni il Silenzio<br /> così smaccato da tanto assenzio!<br /> [Un due, pas-so! Pas-so! Un due, pas-so! Un...].<br /> Ahì, l'amor! Sì, è come un tango in si<br /> bemolle, e trafitto da tanti diesis;<br /> fa soffrir il marcir nel fango, come<br /> al bon passo sposansi tanti diesis.<br /> [Un due, un due, fian-co si-nistr! Di cor-sa!].<br /> Sì gentile nei modi, sembrò dolce<br /> e senza nodi, ma in cor le alberga<br /> virgineo furore di Norimberga.<br /> E non c’è bacio che gelo distempri,<br /> giacché il suo vero volto atterra.<br /> Bella, sì crudele come la guerra,<br /> disse: “Di blu inzucchero il mondo”;<br /> ma lo buttava giù per capriccio tondo.<br /> [Sinistr destr, pas-so! Com-pa-gnia, al pas-so!].<br /> Ah, l'amore! Cosa folle: fa soffrir<br /> a tanti diesis; fa gioir tanto è<br /> molle; fa morire quando è folle<br /> come un bel tango in si bemolle.<br /> [Un due, pas-so! Un due, pas-so! Die-tro front!].
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G
Ritratto del pathos (1992)<br /> <br /> Timpani fulminei, archi infuocati,<br /> ottoni attorti, legni in frantumi:<br /> si sforacchia spartito scarabocchiato<br /> in fretta sulla catasta fumante.<br /> Poche battute: Presto – la Nona<br /> di affratellate schiere: il musico non ode<br /> più l'orchestra. Buoni per la cirrosi, due<br /> calici di vino della Mosella, tre uova<br /> sode. Quei pessimi ussari a cavallo,<br /> regalo dell'osteria “Il Cammello”, nell’anno<br /> di quartetti; scapigliatura nell'ovale e quadro<br /> del nonno. Sullo scaffale qualche messa<br /> di Bach, il Don Giovanni di Mozart,<br /> la Messiade di Klopstock, La Tempesta<br /> di Shakespeare, liriche immortali di Goethe.<br /> Nella rimembranza di vecchia fiamma,<br /> così come quercia da aspre folgori è scossa<br /> ecco fremer una mano sui tasti cariati<br /> di fortepiano, affondando una lagrima<br /> tra le pieghe di inaudito cromatismo.<br /> Al leggìo la sconcertante atonalità del vuoto;<br /> di candelieri d'argento un solo lume acceso:<br /> cera che sciogliesi in vertiginoso silenzio.<br /> Un volto, un'anima: Ludwig van Beethoven
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G
Sorteggio (2013) Al Chiuchiù <br /> <br /> Nategli in pianto, notazioni<br /> sgorgano in canto: la partitura<br /> è in sol minore. L’aurora<br /> è ancora un lontano incendio,<br /> lì le scapole sono, invece, rotte<br /> dalla cattiva posizione.<br /> E Mozart non trova che le ali<br /> del pensiero per riabbracciarlo<br /> tra gli asfodeli della luna.<br /> Il suo bel bambino, lo rievoca<br /> dolceridente a Vienna. Del genio<br /> un nero inchiostro così abissale,<br /> che sa dipingere sul fondo<br /> della notte astrali chiarità.<br /> Quel sorteggio sinfonico<br /> che assedia il cuore, nel dettato<br /> elegiaco è come un voto<br /> di dolcezza agli dèi.<br /> Un buon padre è ciò che ha donato.
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