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Riabilitazione post mortem di Padre Gino Burresi Firma la Petizione https://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT85976 "Sono dentro, donna o uomo che vive li nel seno di questa chiesa. Da me amata, desiderata e capita... Sono dentro. Mi manca aria, Aspetto l'alba, Vedo tramonto. La chiesa dei cardinali madri per gioielli, matrigne per l'amore. Ho inciampato e la chiesa non mi sta raccogliendo. Solitudine a me dona, a lei che avevo chiesto Maternità. E l'anima mia, Povera, Riconosce lo sbaglio di aver scelto il dentro e, Vorrei uscire ma dentro dovrò stare, per la madre che non accetta, Il bene del vero che ho scoperto per l'anima mia. Chiesa, Antica e poco nuova, Barca in alto mare, Getta le reti Su chi ti chiede maternità. Madre o matrigna, per me oggi barca in alto mare che teme solo di Affondare! Matrigna." Commento n°1 inviato da Giò il 2/04/2011 alle 14h27sul post: http://nelsegnodizarri.over-blog.org/article-la-chiesa-di-oggi-ci-e-madre-o-matrigna-67251291

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ADRIANA ZARRI : LA FATA CON LA FRUSTA PER IL VATICANO

 

 

http://www.ildialogo.org/testimoni/Lutti_1290174996.htm

 

La parola di Adriana
di Adriana Zarri
Il Manifesto 19 novembre 2010

 

Avevamo scritto nel file del desk «non cancellare, non è uscito», e ieri lo abbiamo ritrovato. È il testo, inedito, dell'ultima «Parabola», la rubrica che Adriana Zarri scriveva da anni per Il Manifesto. Era più lungo del solito, l'avevamo sentita, e allora ne aveva inviato uno più breve chiedendoci però di posticiparlo: «Mettetelo la prossima volta, non ve ne dimenticate». Purtroppo non lo vedrà pubblicato. Di questo testo, così rappresentativo della sua scrittura, e di lei è certo che non ci dimenticheremo.

 

 

 

 

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Streghe


Strega. Creatura malefica.

Ed, a nobilitarne il termine, non basta un liquore squisito e un prestigioso premio letterario.

Per quanto ci riguarda, il liquore non lo beviamo, il premio non lo vinciamo, e non ci resta neanche il conforto di una fata benefica a bilanciare l'attività nefasta della strega. Niente.

La strega resta là, senza liquore e senza premio e a noi non resta che fare i debiti scongiuri nella speranza vana di una fata.

 

Adriana Zarri

 

 

https://it.zenit.org/articles/il-signore-non-fa-come-una-fata-con-la-bacchetta-magica/

 

“Il Signore non fa come una fata con la bacchetta magica”

 

Nella Messa in Santa Marta, con il personale della LEV, il Papa denuncia la tentazione del trionfalismo ed esorta a chiedere “la grazia della perseveranza”

Trionfalismo” e “Perseveranza”. Sono le due parole sulle quali si è concentrata l’omelia di Papa Francesco durante la Messa celebrata nella mattina di oggi, venerdì 12 aprile, presso la cappella della Domus Sanctae Marthae in Vaticano, cui hanno partecipato anche i dipendenti della Libreria Editrice Vaticana.

Commentando le letture del giorno, a iniziare dall’intervento presso il sinedrio di un fariseo di nome Gamalièle, riportato negli Atti degli Apostoli (5, 34-42), Papa Francesco ha anzitutto osservato che “Date tempo al tempo” è “un consiglio saggio anche per la nostra vita, perché il tempo è il messaggero di Dio. Dio ci salva nel tempo, non nel momento”. E ha proseguito sostenendo che “il Signore ci salva nella storia, nella storia personale di noi. Il Signore non fa come una fata con la bacchetta magica”.

Il Pontefice ha poi definito il “trionfalismo” “una grande tentazione nella vita cristiana”, dalla quale non furono immuni nemmeno gli apostoli. Ma, ha rilevato, “il trionfalismo non è del Signore”, che ha vissuto “umilmente”. “Il Signore– ha proseguito – ci insegna che nella vita non è tutto magico, che il trionfalismo non è cristiano”.

V’è invece una “grazia che dobbiamo chiedere”, ha notato quindi il Papa, che “è quella della perseveranza: perseverare nel cammino del Signore, fino alla fine, tutti i giorni”. Nel cammino si procede “con difficoltà, con lavoro, con tante gioie”. L’invocazione allora è “che il Signore ci salvi dalle fantasie trionfalistiche”.

L’omelia si è conclusa con questa frase: “Il cammino di tutti i giorni nella presenza di Dio: quella è la strada del Signore. Andiamo per quella!”.

Con Sua Santità hanno concelebrato, tra gli altri: monsignor Giuseppe Antonio Scotti, presidente del Consiglio di Sovrintendenza della Libreria Editrice Vaticana, don Giuseppe Costa, direttore della LEV, padre Edmondo Caruana, responsabile editoriale, don Giuseppe Merola, redattore editoriale.

Terminata la celebrazione, il Santo Padre ha salutato uno ad uno tutti i dipendenti della LEV, che nei giorni scorsi ha pubblicato tre suoi volumi: due testi preparati da cardinale arcivescovo di Buenos Aires, e la raccolta dei suoi primi interventi da Pontefice. I titoli delle tre pubblicazioni – presentate stamattina dal direttore don Costa a Papa Francesco, che ha parlato anche di futuri progetti editoriali – sono: “Varcare la soglia della fede”, lettera all’arcidiocesi di Buenos Aires per l’Anno della fede; “Noi come cittadini, noi come popolo. Verso un bicentenario in giustizia e solidarietà (2010-2016)”, discorso tenuto il 16 ottobre 2010, in vista del secondo centenario dell’Argentina; “Vi chiedo di pregare per me”, che raccoglie tutti gli interventi di Papa Francesco, dal primo saluto alla folla subito dopo l’elezione, il 13 marzo, al Regina Coeli nel Lunedì dell’Angelo.

 

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